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Mario Pasalic è la nostra sorpresa della settimana.

Il giocatore al quale mi ispiro? Vista la mia posizione in campo ho sempre ammirato Frank Lampard per la sua classe e il suo stile di gioco. Ma ho tanto da lavorare per diventare come lui.

Idee chiare, ambizione mista a talento e un’umiltà di fondo che in un contesto come quello del calcio, che vive di eccessi, sono sicuramente il connubio perfetto per emergere dal marasma che si crea intorno ad ogni nuova potenziale stella.

Mario Pasalic nonostante la giovane età, è appena un classe ’95, ha vissuto una carriera ricca. Di emozioni varie, gioie e delusioni miste ad un fato avverso che sembrava averne condizionato la carriera e che invece ci ha restituito un giocatore ancora più forte.

Siamo nel 2012, in estate. Mario accusa dei sintomi strani, una stanchezza cronica che aveva allertato i medici, ma che apparentemente sembrava non avere causa. Mononucleosi si pensò in principio, poi dalle analisi approfondite emerse il verdetto: stafilococco. Un batterio che ha costretto Pasalic ad una convalescenza dura. Un mese in ospedale e poi altri sei mesi di stop, una carriera che sembrava essere compromessa ancora prima di vedere la luce e che invece è esplosa nuovamente.

Personalmente, ho sempre insistito per non cambiare. C’erano club interessati, in Serie A e all’estero, ma sia la dirigenza che il mister non hanno mai preso in considerazione questa ipotesi. Ho girato troppo, è ora di fermarsi.

All’Atalanta, come tanti prima di lui sotto la guida Gasperini, ha trovato nuova vita, è riuscito finalmente a trovare quella continuità di rendimento che sfortuna e inesperienza gli avevano negato.

Il gol di ieri sera, al Napoli, ha regalato all’Atalanta concrete ambizioni per la Champions League. Una rete che vale molto più dei 3 punti.

Dopo aver girato in lungo e in largo per l’Europa Mario ha trovato casa: Bergamo.
Così sia.

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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