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È il 31 Ottobre del 1997 e le radio di tutto il mondo passano senza sosta il singolo dei Queen Bohemian Rhapsody in occasione del suo ventiduesimo anniversario. Freddie Mercury se ne era andato appena sei anni prima, ma quel pezzo continuava ad essere l’emblema del rock’n’roll; l’eco di quel successo arriva fino ai giorni nostri, essendo la canzone incisa nel XX secolo più ascoltata di sempre in streaming con ben 1,6 miliardi di riproduzioni. E chissà quante volte l’avrà riprodotta Marcus Rashford, nato proprio in quella data a Manchester mentre sulle note di Bohemian Rhapsody i bambini mascherati giravano per le case ripetendo “trick or treat?” e riempendosi lo stomaco di dolcetti.

Diavolo dalla nascita

Il piccolo Marcus cresce nel sud di Manchester, a Wythenshawe, uno dei quartieri peggiori della città. Se non finisce in mezzo alla strada il merito è tutto dei suoi genitori: Robert e Melanie Rashford, di origini kittiane. Melanie, molto premurosa, lo tiene sotto stretto controllo. Robert gli trasmette la passione per il calcio e lo spinge ad entrare a far parte delle giovanili del Fletcher Moss Rangers, società per la quale allena. In realtà il motivo per il quale suo padre volle così tanto che il figlio giocasse in una squadra è alquanto divertente, perché come lo stesso Marcus Rashford ha confessato: 

Mio padre insisteva affinché io entrassi a far parte di una squadra giovanile e giocassi con altri bambini perché non voleva che calciassi il pallone contro il garage di casa. Rompevo le cose e mia mamma urlava sempre.

Così, all’età di soli 5 anni, inizia a solcare i tanto verdi quanto umidi campi di Manchester. Ancora non sa di essere un predestinato. Il suo talento, infatti, non tarda a sbocciare e nel giro di due anni viene scoperto dagli scout del Manchester United. Marcus entra a far parte del club più titolato d’Inghilterra e nel 2011 vince l’FA Cup Youth (con lui anche Paul Pogba e Jesse Lingard). In totale rimane nell’academy per circa dieci anni, fino a che… 

La grande occasione

All’inizio della stagione 2015/16, Louis van Gaal decide di aggregare Rashford alla prima squadra; il tecnico olandese voleva premiare gli sforzi del ragazzo con le giovanili, ma mai si sarebbe aspettato di schierarlo in quella stessa stagione… 

Marcus Rashford & Louis van Gaal - Riserva di Lusso

La fortuna del centravanti classe ‘97 passa per due infortuni: il primo è quello di William Keane alla vigilia del ritorno dei sedicesimi di finale di UEFA Europa League contro il Midjylland, che obbliga van Gaal a portarlo in panchina; il secondo è quello di Anthony Martial nel riscaldamento della stessa partita, che gli apre le porte dell’esordio con i Red Devils. Quella sarà la sua notte, quella che sognava sin da ragazzino. Vincono 5-1 e lui segna una doppietta, diventando il più giovane calciatore nella storia dello United a fare gol in una partita europea (18 anni e 117 giorni) soffiando questo primato a George Best. 

A distanza di tre giorni, fa il suo esordio in Premier League scendendo in campo da titolare nella super sfida all’Arsenal di Wenger. Si ripete: doppietta decisiva e vittoria per 3-2.

Nello stesso campionato segna persino all’Etihad contro il City (nel derby vinto 0-1) e diventa il più giovane marcatore dello United nella storia della stracittadina; anche questa volta “ruba” il record a un fuoriclasse, Wayne Rooney. Ma Marcus non guarda in faccia a nessuno. Lui corre. E segna.

Un rendimento del genere non poteva passare inosservato agli occhi del ct Roy Hodgson, che lo fa debuttare con la nazionale dei tre leoni in un’amichevole contro l’Australia. La fiducia viene ricambiata con un gol dopo appena 135” dal calcio d’inizio… e fu così che Rashford conquistò anche un pass per i campionati europei di Francia 2016 (dove arriva il suo debutto ufficiale a 18 anni e 229 giorni. Indovinate? Record). Era nata una stella.Jesse Lingard & Marcus Rashford - Riserva di Lusso

Si toglie la soddisfazione di vincere l’Europa League da protagonista nel 2017, ma con in panchina José Mourinho spesso viene considerato una seconda scelta.  L’arrivo di Solskjær è per lui un toccasana: torna a giocare con continuità, cresce di rendimento e timbra il tabellino in partite importanti come quella del 3 Febbraio 2019 con il Leicester (alla sua presenza numero 100 in Premier) e quella del 6 Marzo dello stesso anno in casa del PSG.

Alla luce di quello che ha dimostrato a partire da quella partita col Midjylland fino ad ora, passando dagli europei del 2016 e dai mondiali del 2018, Rashford sta veramente meritando di portare sulle spalle la numero 10.

Alex Hunter, sei tu?

A pochi mesi dall’esplosione di Marcus Rashford, la EA Sports annunciava una nuova modalità per il titolo prossimo all’uscita FIFA 17: in The Journey i gamers avrebbero avuto la possibilità di impersonificare Alex Hunter, un giovanissimo e talentuosissimo attaccante, per aiutarlo a raggiungere la fama nella massima serie inglese. Curiosamente, nel trailer ufficiale Hunter appare con la maglietta dello United. Per alcuni amanti del settore questo, sommato alla somiglianza nell’aspetto fisico, era la chiara dimostrazione del fatto che la Electronic Arts si fosse ispirata alla figura di Rashford.

Marcus Rashford & Alex Hunter - Riserva di Lusso

A far tacere i rumors ci ha pensato Mat Prior (produttore del gioco): 

Alex Hunter non è davvero basato su nessuno. La gente potrebbe pensare che abbiamo scritto la storia di Marcus Rashford, ma il gioco è stato preparato diversi anni prima della sua uscita. Quando abbiamo iniziato a lavorarci non sapevamo nemmeno chi fosse Marcus Rashford.

Ne sta facendo tanta di strada Marcus Rashford, non smette di bruciare le tappe. Oggi, però, si ferma e spegne 22 candeline. I più sinceri auguri ad uno dei migliori prospetti del panorama calcistico internazionale.

Shop riserva di lusso

Autore

Viterbese classe ’99, muove i primi passi con ai piedi un pallone e, neanche a dirlo, se ne innamora. Quando il calcio giocato smette di dare speranze, ci pensa giornalismo sportivo a farlo sognare. E se si fosse trattato di campo, essere riserva di lusso lo avrebbe fatto rosicare… alla tastiera non potrà che essere un valore aggiunto.

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