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CALCIO ITALIANO

Marco Delle Monache è il nuovo prodigio targato Pescara

Manoppello e Cappelle sul Tavo distano una trentina di chilometri circa sulla cartina geografica. Entrambi facenti parte della provincia di Pescara, il primo è un borgo montano, mentre il secondo un paesino agricolo nei pressi di Montesilvano. I due comuni non hanno molto da spartire, se si fa eccezione per la provincia di appartenenza e le piccole dimensioni, ma ultimamente ci sono due figure che li hanno resi più vicini che mai, anche se solo figurativamente. Da Manoppello proviene Marco Verratti, questo è oramai abbastanza noto ad un pubblico abbastanza appassionato di calcio; da Cappelle, invece, arriva un altro Marco, che di cognome fa Delle Monache e di ruolo gioca un po’ più avanti dell’omonimo centrocampista del Paris Saint-Germain. Entrambi sono cresciuti nella squadra di riferimento del loro territorio, nella quale il secondo attualmente milita. Ma allora, accanto alla semplice ma poco indicativa assonanza onomastica e di origini (geografiche e calcistiche), che cos’hanno da spartire i due? Per capirlo, bisogna affacciare lo sguardo su due punti di vista.

Il campo, innanzitutto: Delle Monache si muove da esterno sinistro di un attacco a tre, in un ruolo sfumato tra quello dell’ala che rientra sul piede forte (il destro) per servire un compagno o mirare alla porta, e quello della seconda punta che si muove intelligentemente senza palla per ricevere in profondità, facendosi trovare in posizione perfetta per concludere a rete. Non sono però, ovviamente, le caratteristiche tecniche a ricordare Verratti; per quelle è stato scomodato il nome di un altro campione d’Europa passato per il Delfino, quel Lorenzo Insigne che proprio assieme al Gufetto e a Ciro Immobile rievoca ricordi dolcissimi da queste parti (sebbene il giovane attaccante sia abbastanza diverso dall’ex attaccante del Napoli). Di Verratti, Delle Monache ricalca la personalità mostrata in campo nel cercare sempre la palla, muoversi senza di essa, provare ad incidere in ogni momento della gara senza mai risparmiarsi. Il secondo punto di vista è dunque consequenziale al primo, e sta nella carta d’identità che recita 2005, quindi 17 anni (diventerà maggiorenne tra meno di due mesi): all’ombra dello Stadio Adriatico un giocatore così giovane con questa spiccata indole e verve agonistica, abbinata a qualità tecniche di altissima scuola, non si vedeva proprio da quando Verratti illuminava gli occhi dei tifosi biancazzurri con le sue giocate ad ampio e corto raggio, in quella che allora era definita con un triplo salto carpiato Lega Pro Prima Divisione, ma in fondo era sempre terza serie. E non è casuale che, in entrambi i casi, sia un enfant du pays ad imporsi con questa autorità: il presidente Sebastiani ha costruito una cultura sulla formazione di un settore giovanile sano e prolifico, che sappia offrire alla prima squadra risorse tecniche ed economiche. Delle Monache, in questo momento, porta entrambe le doti alla società abruzzese: arrivato nel 2014, quando fu pescato dalla squadra dilettantistica del Caldora (affiliata al Pescara) grazie a un Camp estivo, da quel momento Delle Monache ha compiuto la classica trafila del settore giovanile, fino al precoce esordio in Primavera 1 a 16 anni all’inizio della scorsa stagione. Primavera che, più di ogni altra selezione, ha rappresentato un momento di passaggio per Delle Monache: a sole due settimane di distanza dall’esordio con l’ultima selezione giovanile, arriva quello in prima squadra, in Coppa Italia di Serie C contro il Grosseto, fortemente voluto dal tecnico Auteri. Nella stessa Coppa sono arrivati anche i primi gol da professionista: una doppietta contro il Vis Pesaro due mesi fa, tutta di destro ma con soluzioni diverse (un tiro a incrociare dopo una serie di doppi passi e un altro di contro balzo).

Nel mezzo, una stagione, quella passata, vissuta a metà tra la massima squadra giovanile (dove ha messo a segno 1 gol, 5 assist e ha indossato in due occasioni la fascia di capitano) e la prima squadra, dove ha registrato un centinaio di minuti, contornati da tante panchine che però possono anche essere occasioni preziose per chi sa osservare e imparare. In estate, poi, si è finalizzato l’interesse delle grandi: dopo essere stato osservato da società come Borussia Dortmund e Juventus, è stata la Sampdoria ad assicurarsi il suo cartellino per 1 milione e mezzo più un’ingente percentuale (si parla del 30%) sulla futura rivendita. Il percorso da Pescara a Genova sponda blucerchiata l’ha compiuto non troppo tempo fa un altro ragazzo che può dire la sua quando si parla di qualità e personalità: quel Lucas Torreira forse incompreso dal grande calcio, ma che in Serie A ha mostrato lampi di talento assoluti. I blucerchiati hanno scelto, di concordo con la società e l’entourage del ragazzo (capitanato dall’agente Carlo Di Renzo) di tenerlo un anno sulle sponde dell’Adriatico, per temprarlo con i primi assaggi di calcio professionistico: lui sta cercando di far fruttare al massimo quest’annata. Alle due reti messe a segno contro i marchigiani citate in precedenza, Delle Monache può sommare un assist e tre rigori procurati; specialità della casa quest’ultima, grazie alla sua abilità nello stretto che gli permette di farsi largo tra gli avversari ed anticiparli sul tempo, riuscendo a guadagnarsi falli con intelligenza. Come naturale a quest’età, non sempre riesce ad essere lucido e concreto: mister Colombo ne sta centellinando le presenze, in un pacchetto offensivo particolarmente verde (il più maturo è il classe 1996 Lescano, tra gli altri giovanissimi il 2002 Desogus e il 2001 Vergani). Le aspettative sono alte anche lontano dall’Italia: il Guardian l’ha inserito nel Next Generation 2022, la selezione dei 60 migliori giovani nati nel 2005, nel quale è uno dei tre italiani assieme al centrocampista del Torino Ciammaglichella e al difensore del Bologna Amey. A fine settembre è arrivato anche l’esordio nella nazionale Under 18, da titolare contro la Serbia, dopo aver fatto registrare 9 presenze con la selezione Under 17.

Marco Delle Monache palla al piede durante Italia-Kosovo U17
Delle Monache in azione con la maglia della Nazionale Under 17 contro i pari età del Kosovo. (Foto: Paolo Bruno – Getty Images)

Qualità e volontà non mancano: se la sua traiettoria manterrà le promesse e le premesse, Pescara e il Pescara potranno presto vantare un altro grande talento consegnato al calcio italiano.

Autore

Classe 2001. 200 partite viste dal vivo in 15 stadi diversi (and counting). Sempre alla ricerca di nuovi talenti, di storie, di personaggi ed imprese. Socio del Centro Storico Lebowski.

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