Non si sceglie un lavoro come il calciatore, come non si programma una scalata dalla Serie D alla A per poi vestire la maglia della Nazionale. Eppure, qualche volta, ci si riesce.

Capita che si salti dal Montecchio alla Giacomense passando per il Delta Porto Tolle e che si prenda un treno biancoazzurro con destinazione Ferrara. Chiunque tremerebbe al solo pensiero di calcare un palcoscenico così importante come la A, ma lui non trema, anzi rilancia. Manuel Lazzari, esterno destro classe 1993, ha preso quel biglietto di sola andata con i migliori propositi e, dopo tante fatiche, con un ritardo di 66 anni è riuscito a riportare un giocatore spallino a Coverciano.

Lui che alla popolarità preferisce sfiancarsi sulla fascia, riesce a spiazzare avversari e spettatori con la sua accelerazione in ogni gara. Lui sembra voler volare basso in ogni occasione e forse per questo la chiamata di Mister Mancini è stata tanto inaspettata quanto emozionante, per lui e per noi. Manuel è un esempio applicabile non solo al calcio ma alla vita di ogni giorno perché con dedizione, umiltà, fatica ci ha dimostrato che alle volte si arriva in cima a quella salita, là dove la nebbia si dirada e si può finalmente scorgere un primo raggio di sole in un cielo limpido e azzurro. Ora, quale sarà la sua prossima fermata?

Autore

Illustratrice e storyteller con un passato da esterno nel Mojito Football Club. Oggi realizza contenuti che traducono i pensieri in un’armonia d’immagini e parole. Per lei il viaggio è vita ma si completa solo quando, dal finestrino del treno, rivede il mare alla sua sinistra.

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