Da sempre il calcio vive di dualismi. Di sfide. Di immaginazione e di storie. Questa, di storia, inizia in una terra che vive di fútbol e sogni. In una città, Buenos Aires, che ha regalato al calcio emozioni che vanno oltre 22 uomini che colpiscono una palla di pezza con i piedi.

Erik Lamela, classe ’92, è uno dei talenti più cristallini prodotti da un settore giovanile, quello dei Millionarios del River Plate, che negli anni ci ha abituato a giocatori di livello eccezionale dal punto di vista tecnico.

Arrivato in Italia nemmeno ventenne si è imposto quasi subito nel nostro campionato con ottime prestazioni e gol decisivi.

Sarà però la seconda stagione in giallorosso, alla corte di un certo Zdeněk Zeman, a consacrarlo nel calcio che conta. Segna un totale di 15 gol in campionato ed è pronto a fare il grande salto, in Premier League, a Londra sponda Tottenham.

Lamela esulta con la maglia della Roma nella vittoria per 2-0 sull'Atalanta (2012-2013)

Il dramma

Una serie di infortuni purtroppo sembrano fiaccarlo nello spirito, e un brutto incidente in Argentina subito dal fratello sono il colpo di grazia per un giocatore forse troppo giovane per sopportare tutta quella pressione.

Proprio dalla situazione familiare però Lamela riesce a ritrovare la forza per rialzarsi:

Gli infortuni fanno parte del calcio, ma quello che ha affrontato mio fratello è diverso. Ringrazio Dio perché è riuscito a sopravvivere a questo incidente. Per alcuni mesi, non riusciva a muoversi. Ora sta lavorando giorno dopo giorno per tornare a una vita normale Axel ha 21 anni; cosa posso dire? Gli sono molto vicino e cerco di spingerlo a superare questa battaglia. È una di quelle cose che ti fa capire cosa è importante nella vita. Ti fa capire che la salute è molto più importante del calcio

La rinascita di Lamela

La forma fisica ritrovata, la confidenza con quel pallone che sembra danzare tra i suoi piedi, e la piena fiducia di un allenatore che è stato in grado di sostenerlo nel momento di maggiore difficoltà della sua carriera. Perché spesso ci si dimentica che dietro questi uomini milionari ci sono ragazzi che hanno lasciato casa (forse) troppo presto e che hanno bisogno solamente di una spalla che li aiuti a sorreggersi.

Quando ho saputo la notizia, mi sono spaventato molto. Ero molto lontano da casa ed è stato davvero difficile per me. Grazie a Dio mio fratello è sopravvissuto. Mauricio, che è un grande uomo, mi ha permesso di tornare in Argentina per stare con lui. In realtà, ha fatto più di questo: è stato lui infatti a farmi avere quel biglietto per tornare a casa, così da poter essere al suo fianco

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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