Nel menù ricco e variegato del nostro campionato, in una Serie A spezzatino quest’anno forse come non mai, chiamarsi Kevin Lasagna lascia il fianco scoperto ad una carrellata infinita di facili battute e giochi di parole che si perdono nel fitto calendario di giornate che iniziano al venerdì e finiscono chissà quando.

Andando oltre però cosa abbiamo?

“La facilità di corsa, la sensazione che per lui la fascia sinistra fosse meno lunga che per gli altri; l’approccio mentale: anche in allenamento stava dentro ad ogni esercizio, era impossibile distrarlo; il sinistro, la potenza secca che difficilmente si vedeva a quei livelli e a quell’età”

Chi è a parlare? Il suo allenatore ai tempi del Suzzara, Serie D.

Già, perché KV non è il classico giocatorino arrivato subito sotto i riflettori più per gossip e procuratori che per meriti sportivi, no. Lasagna viene dai campi di periferia, dalla gavetta nuda e cruda fatta di campi di terra a attentati alle caviglie. Un bomber a suon di gol in tutte le categorie e in tutte le squadre che lo hanno visto vestire la propria maglia.

Classe 1992, generazione importante ma mai esplosa del tutto nel nostro calcio, che dopo aver indossato scarpini in ogni dove è approdato al Carpi per 75.000 euro dopo una stagione all’Este (Serie D) da 21 gol in 33 presenze.

Avanti con le portate

Kevin Lasagna esulta per un suo gol con la magli dell'udinese

La promozione in Serie A, il primo gol tra i grandi che ha fatto da apripista a tutti quelli che sono arrivati dopo e che arriveranno. Il passaggio all’Udinese per raccogliere l’eredità di uno che in quelle zone ha scritto la storia del nostro calcio negli ultimi 15 anni. Tale Totò Di Natale.

Kevin Lasagna non è la Riserva di Lusso che tutti ci immaginiamo, ma un giocatore che si è costruito ogni centimetro della carriera con i risultati del campo, Kevin Lasagna è l’antipasto perfetto di una Serie A in cerca di bomber.

Kevin Lasagna è pronto alla definitiva consacrazione?

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Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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