Everton-Brighton 1-0. Tutti contenti sulla sponda blu del Merseyside: Ancelotti guadagna stima (se ancora ci fosse qualcuno che non lo apprezzi da quelle parti), Richarlison infila il secondo goal di fila e i Toffees arrivano ad una manciata di punti dall’Europa. Sì, tutti contenti, tranne uno: Moise Kean.

Ennesima panchina (la 19esima su 22 giornate di campionato) ed ennesima bocciatura. Si pensava che il problema fosse l’ambientamento, il rapporto decisamente non idilliaco con Marco Silva, e invece il problema sembra proprio lui: nè il temerario Duncan Ferguson nè il pragmatico Ancelotti gli hanno dato fiducia, lasciando fuori dal gioco il nono investimento più cospicuo nella storia del club.

Possibile che non si trovi una soluzione? Beh, forse bisognerebbe seguire i passi di un suo amico, che negli ultimi sei mesi ha avuto una traiettoria involutiva simile; la differenza, però, sta nella decisione presa qualche giorno fa.

Patrick solving problems Cutrone

Si sono trovati a metà strada, per una risoluzione dei problemi di entrambi: la Fiorentina cercava una punta dalla cattiveria agonistica sotto porta e Cutrone cercava una squadra in cui tornare a segnare. Detto, fatto.

Forse ora bisognerà trovare una collocazione a Pedro, forse Vlahovic non verrà valorizzato come nella prima parte di campionato, ma ai Viola serviva un pungiglione che sapesse concretizzare, visto il bottino ridotto del reparto offensivo a disposizione di Iachini.

Allo stesso modo, doveva essere messo un punto alla parentesi Wolves: la presenza ingombrante di bomber Jiménez e i soli 2 gol in campionato erano chiari segnali di un cambiamento inderogabile. Patrick aveva necessità di continuità, che a Firenze potrà finalmente trovare, dopo un anno di scarso minutaggio sul campo (sia di San Siro, chiuso da Piątek, che del Molineux Stadium di Wolverhampton).

L’orizzonte guarda l’Italia

Come accennato in precedenza, i guai potrebbero terminare anche per l’ex Juventus. Inutile cercare di giustificare una scelta errata: l’Everton non è riuscito a valorizzare un talento in orbita Nazionale, colpevole di aver trascurato l’abbondanza in un reparto già ampiamente valido, con i vari Richarlison e Calvert-Lewin. A Liverpool, però, non hanno ancora scoperto un nuovo modello di DeLorean, perciò pare impossibile tornare ad un 3 agosto ancora dipinto di bianconero per Moise. Dunque, perchè non fare come Patrick?

kean riserva di lusso

Magari non alla Fiorentina, perchè si presenterebbe lo stesso problema occorso tra le fila dei Toffees; magari non al campo base Juventus, perchè significherebbe fare un passo indietro, un vero e proprio azzardo per un ragazzo che ha ancora molto da imparare sul campo; paradossalmente, magari neanche al Verona: certo, un ambiente familiare vista l’esperienza al Bentegodi di due anni fa, ma un ambiente che ha bisogno di un centravanti dalla carta d’identità consumata dagli anni.

Forse non sarebbe male l’opzione Brescia: Moise è molto amico di Balotelli e l’addio di Donnarumma circola sempre più nell’aria. Le Rondinelle avrebbero bisogno di un attaccante dinamico, che si integri con la forza fisica di SuperMario e che possa essere una valida alternativa, comprovata, a Torregrossa ed al francese Ayé.

Oppure, giusto per ipotizzare un’altra opzione, si potrebbe prendere in considerazione il Genoa: Pinamonti ha deluso e Kouame deve fare i conti con il malmesso legamento crociato anteriore sinistro; Pandev sta terminando l’elisir della giovinezza, quindi un brio d’irrazionalità giovanile sarebbe ben accetto al Marassi.

Insomma, Moise, il tragitto è pronto per essere percorso: ora tocca a te, la Serie A ti aspetta. Ancora una volta.

Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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