Francese di nascita, senegalese di sangue e partenopeo d’adozione. Lavoro, serietà e dedizione. Niente eccessi, nessun passato burrascoso o particolarmente complicato. Nato in un piccolo paese a due passi dalla Germania, Saint-Dié-des-Vosge, Koulibaly si distingue più per essere un ottimo studente che un calciatore dalle grandi doti.

La sua carriera parte in sordina, nella pittoresca Metz. Le stagioni in Ligue 2 non portano i frutti sperati, le quaranta partite in due anni e la conseguente mancanza di continuità, sommate al livello non eccelso della lega, non riescono a far emergere il vero talento del ragazzo. Per Kalidou il cammino è ancora lungo, i dubbi tra un futuro da matematico o da calciatore, probabilmente, aleggiano ancora nella sua mente, offuscando e complicando il presente.

L’altra versione

Un’attenta ricerca tra il grande oceano del web porta a galla un’altra realtà, un altro Koulibaly: quello impacciato, timido, bravo a scuola e con l’idea di proseguire nel campo matematico/finanziario deve lasciare spazio all’altro determinato a diventare un calciatore professionista.

A livello empirico non ci sono ragioni per non seguire questa traccia, d’altronde come sarebbe potuto diventare quello di oggi? Ciò che rappresenta e la facilità con cui si è imposto in Italia sono fattori che denotano e evidenziano la ferma volontà di andare in fondo con il calcio, di seguire cuore e istinto con la sola convinzione di affermarsi.

Il mini-documentario (Terrain de jeu – Episode 4: Kalidou, la force tranquille) con protagonista Kalidou, ripercorre i suoi primi passi nella sua Saint-Dié raccogliendo le voci e i pensieri di chi l’ha visto crescere e maturare giorno per giorno avvalorando, se ce ne fosse ulteriore bisogno, la veridicità della “nostra pista”.

Palazzoni, quartiere multi etnico, pomeriggi passati al campetto pieno di polvere, le grida dei genitori quando è pronto in tavola e la regola del “chi vince regna”. La storia di K2 comincia ad assumere dei contorni assai più familiari, più realistici. Lo conferma lui stesso:

Ogni giocatore, non c’è storia…tutti vogliamo entrare nel mondo professionistico.

E a illuminarci sul suo talento in età precoce interviene il suo ex mister della primavera del Metz:

È una spugna…quando non gli riusciva una cosa la prima volta, sistematicamente, la correggeva la seconda volta. Ha imparato tanto in poco tempo, gli altri non erano riusciti a farlo in quattro anni.

Sì, il profilo corrisponde. Senza volontà, senza passione, senza dedizione non si potrebbe arrivare a quei livelli, non si potrebbe migliorare di anno in anno. La vera storia di K2, dal campetto sotto casa al San Paolo. Dal Metz al Napoli, ogni anno con la stessa determinazione.

Il punto più (in) alto

koulibaly riserva di lusso napoli

Ironia della sorte, il punto più alto della carriera di Koulibaly coincide con il salto imperioso che ha ammutolito lo Stadium due stagioni fa. A pochi sgoccioli dal triplice fischio, K2 svetta su un colpevole Benatia e insacca il gol che, in quel momento, vale uno scudetto. Una serata da sogno, il cielo sfiorato con un dito, la testa della Serie A e una prestazione da leader vero: Napoli si trasforma in Rio durante il carnevale, le strade si colorano di azzurro e la sensazione di aver compiuto l’impresa inebria città e squadra.

La Juve, ferita dall’ultima turbolente sconfitta, esce da San Siro vittoriosa, con lo scalpo del nemico. La palla passa al Napoli di Sarri. Dalle stelle alle stalle, il momento migliore di Kalidou sfugge via in poco meno di sette giorni. Il destino, sotto le sembianze di uno scatenato Cholito Simeone, gioca uno scherzo che sfiora il drammatico: sei giri di lancette sul cronometro e Kalidou viene espulso per fallo da ultimo uomo. Il resto è storia.

Croce e delizia, salvatore e boia delle sorti del Napoli. Tralasciando i singoli episodi, il senegalese continua (incredibilmente) a migliorare. Il campionato di quest’anno, seppur magro di vittorie, ha dipinto un maestoso giocatore capace di tenere a bada ogni avversario, ogni fenomeno incontrato in Champions e non.

Ora le voci di mercato, l’interesse del suo ex maestro (Sarri) e del Liverpool, pronto a formare una delle coppie più solide del calcio contemporaneo. Come andrà e dove andrà, un doveroso augurio a K2.

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