CALCIO ITALIANO MINUTO DI RECUPERO

I due errori dietro la decisione di rinviare le partite

A porte aperte, chiuse e poi il rinvio. Il big match Juventus-Inter avrà sicuramente amplificato il rumore nella notizia delle partite spostate, ma la confusione da parte della Lega c’è stata. Eccome.

La salute prima di tutto, e su questo non si discute. D’altronde, il calcio “è la cosa più importante tra le cose meno importanti”, ricordava Mourinho. E anche su questo c’è poco da obiettare. Evitiamo anche di cadere nei trabocchetti di chi pensa che dietro questa decisione ci sia lo zampino di Agnelli e della Juve per “questioni di bilancio”: da qualche anno a questa parte ci basta e avanza il chiacchiericcio da Var, quello da Bar sarebbe decisamente troppo.

Prendiamo semplicemente atto della decisione della Lega, la riportiamo ma difficilmente la condividiamo. Per due motivi: di tempistiche (il rinvio è stato comunicato a tre ore dalla prima partita della 26° giornata, dopo una settimana di dibattito a vuoto tra stadi aperti e chiusi) e di coerenza (con una serie di decisioni, tra rinvii e stadi con o senza tifosi, non uguale per tutte le leghe).

Ps: dato che la salute viene prima di tutto, perché Juventus-Inter (partita del 1° marzo) è da rinviare e Juventus-Milan (di tre giorni dopo) si gioca a porte aperte? Il virus ha detto che la Coppa Italia la guarda da casa?

 

Autore

Classe 2000. Capisce da piccolo di aver più cuore che tecnica: smette con il calcio giocato e passa a teorizzarlo. Oltre a pensare di riempire la pancia, cerca di colmare l’anima vivendo di sport e valori morali, che non gli danno da mangiare ma lo fanno arrivare a posto con sé stesso ai pasti

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