Sono tempi duri, inutile negarlo. Ecco perché oggi proviamo a scaldarvi il cuore con Juan Román Riquelme, uno dei giocatori più suggestivi e romantici ad aver mai calcato un campo di calcio.

Cos’è stato Riquelme

Juan Román Riquelme. Un nome che per circa 20 anni ha fatto letteralmente trasalire milioni di tifosi e amanti del calcio da tutto il mondo, e che ancora echeggia nelle menti dei più. Particolarmente dalle parti di Buenos Aires, dove attorno vi aleggia un alone mitologico. Tutti nostalgici di un giocatore, e di una storia degna di un romanzo, come ce ne son poche.

Probabilmente, fosse arrivato con un anno di ritardo al Camp Nou, rispetto a quanto accaduto, oggi forse staremmo qui a parlare di una storia totalmente diversa. O forse no. Forse se avesse incontrato Frank Rijkaard invece di Luis Van Gaal, oggi staremmo qui a parlare di Riquelme come una delle bandiere e dei maggiori esponenti di quel Barcellona che ha incantato l’Europa e il mondo per diversi anni. Magari l’avremmo visto dar spettacolo insieme a Ronaldinho. Ma ve li immaginate lui e Riquelme nella stessa squadra? Roba da matti.

Giusto un assaggio…

O forse sarebbe non sarebbe cambiato niente. La storia avrebbe percorso comunque lo stesso sentiero. Ma a noi poco importa. Non siamo qui per parlare di ciò che Riquelme sarebbe potuto essere. Ma di ciò che è stato per tanti, ed in particolare per la tifoseria Xeneizes.

riquelme boca juniors

Razza estinta

“El Mudo”. Perché lasciava che a esprimersi fossero i piedi con la palla, piuttosto che la bocca con le parole. Probabilmente ultimo esponente di un calcio che sta svanendo, in preda a quella ricerca di ritmi sempre più elevati. Una delle critiche rivolte per tutta la carriera all’argentino è stata quella di essere troppo lento, probabilmente rivolta da chi di calcio capiva poco o niente. Riquelme semplicemente non aveva bisogno di essere veloce. Non hai bisogno di adattarti al ritmo della partita, quando sei tu a deciderli.

Un cervello pensante in mezzo al campo, capace di gestire qualsiasi situazione gli si presentasse davanti, grazie alla sua tecnica e alla sua intelligenza. Il cervello di Riquelme correva troppo veloce rispetto a quello altrui. Ecco perché saggiamente l’argentino preferiva far correre il pallone al posto delle gambe. Cosa che in pochi possono permettersi di fare.

riquelme boca juniors

Quello con la palla per Riquelme era un amore corrisposto. Vederlo palla al piede era pura poesia. Una danza dal ritmo lento, quasi compassato, eppure coinvolgente, sinuosa, sublime. Capace di rubare gli occhi e il cuore allo stesso momento. Il tutto condito da una fantasia, a cui un cuore sensibile non può mai resistere. Come già accennato, dalle parti della Bombonera lo sanno meglio di chiunque altro.

Abbracciami fino a che non torna Romàn

riquelme boca juniors

Questa la frase impressa su uno dei muri nei pressi della Bombonera. “Abrazame hasta que vuelva Roman”. Nessuna frase è capace di esprimere in modo migliore ciò che Riquelme è stato, è, e sarà per la tifoseria xeneizes. Chi l’ha scritta probabilmente non sarebbe riuscito mai a trovare le stesse parole se avesse dovuto dedicarle alla propria morosa. Quello tra Riquelme e il Boca Juniors è stato un amore passionale, struggente, a tratti logorante.

Da sempre tifoso azul y oro, Riquelme, e con lui i suoi tifosi, hanno dovuto affrontare ben due volte il sentimento straziante che provoca il distacco dall’amato. La prima nel 2002 per partire alla volta della Spagna e provare l’avventura spagnola, come già accennato. La seconda, nel 2014, quella più dolorosa, perché definitiva. Dando un ulteriore scossone ai cuori dei tifosi xeneizes, che qualche anno prima si erano visti costretti a dire addio ad un altro idolo della Bombonera, tale Martin Palermo “El Titàn” (di cui ci sarebbe altrettanto da parlare), compagno per tanti anni dello stesso Riquelme, e con un itinerario calcistico simile a quello di Romàn.

palermo boca juniors river plate

Una tifoseria focosa come quella della Bombonera non poteva non amare un figlio del proprio popolo divenuto loro beniamino. Ma quando hanno capito quanto fosse speciale e raro un giocatore come quello che avevano sotto gli occhi, l’amore è diventato venerazione. Dal canto suo Riquelme ha sempre ricambiato questo amore, e in campo l’ha fatto regalando sprazzi di classe assoluta, scrivendo sull’erba verde poesie di finitura rara. Se avete idea di cosa si stia parlando, potete ben capire cosa si possa provare venendo privati di cotanta bellezza. Se invece non lo sapete, dire che sia arrivata l’ora di rimediare e aprire il vostro cuore a Juan Román Riquelme “El Mudo”. Ecco a voi…

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Autore

Terzino da paese in campo, fantasista sulla tastiera. Segnato fin da bambino dalle lacrime di Ronaldo del 5 maggio, ha capito subito che la vita da interista sarebbe stata dura. Scandisce il tempo in base alle giornate di campionato, sperando un giorno di poter vivere di calcio e parole.

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