Venuto da lontano, amato da vicino: è la parabola di Heung-min Son, tedesco (prima) e londinese (poi) d’adozione, ma nato nel capoluogo della provincia sudcoreana del Gangwon, Chuncheon. Lo conoscete, no? Beh, indubbiamente non sarà complesso associare un numero 7 e dei tratti somatici dell’Estremo Oriente all’idolo del tifosi degli Spurs; queste 7 (e quante, altrimenti?) curiosità, però, potrebbero non aver mai stanziato nella vostra anticamera del cervello. Che aspettate, 갑시다! O meglio, andiamo!

VAI DIRETTAMENTE A:
1. Idolo in Nazionale
2. Niente scuola
3. Inaugurazione
4. Più caro
5. Sposato con il pallone
6. Rispettoso
7. Soldato

1. Idolo in Nazionale

Un giocatore dalla tecnica sopraffina come il sudcoreano del Tottenham ve lo aspettereste assorto davanti alla televisione ad ammirare le gesta dei vari Ronaldo, Maradona o Baggio. Sì, forse.

In realtà, però, il suo idolo è molto più vicino a lui di quanto si possa pensare. Cresciuto nel settore giovanile del FC Seoul, infatti, ha sempre ammirato a dismisura Lee Chung-yong, suo compagno in Nazionale ed ex giocatore del Crystal Palace, all’epoca giocatore proprio dei rossoneri in Corea del Sud.

Son e Lee-Chung-yong

2. Niente scuola

È il sogno di tutti, no? O, perlomeno, della maggior parte della popolazione. Quando si è piccoli, infatti, spesso non si comprende la necessità di andare a sedersi sui banchi di scuola, rubando tempo e risorse vitali alle vere attività che contano, come il calcio.

Ovviamente si scherza, ma Son ha preso alla lettera questo precetto intriso di retorica. Nel 2008, infatti, all’età di 16 anni, decise di abbandonare gli studi alla Dongbuk High School per trasferirsi in Germania, pronto ad entrare nel vivaio dell’Amburgo.

Un giovanissimo Heung-min Son in maglia Amburgo

3. Inaugurazione

White Hart Lane: 118 anni di storia, 36.284 spettatori e due Premier League conquistate su quel manto erboso dai padroni di casa in bianco. Nel 2017, poi, la decisione di voltare pagina, edificando al suo posto il Tottenham Hotspur Stadium, inaugurato dalla prima squadra in una serata d’inizio aprile contro il Crystal Palace. Inutile dirvi chi abbia segnato il primo gol in Premier League nella nuova casa degli Spurs, no?

Sì, ma non finisce qui: Son, infatti, fu protagonista anche del primo gol in Champions League nel nuovo stadio dei londinesi. Nell’andata dei quarti di finale contro il Manchester City, infatti, il coreano siglò la rete che valse l’1-0 finale, diventando il primo marcatore dell’impianto sia in campionato che nella massima competizione internazionale.

4. Più caro

Abbiamo capito che questo ragazzo, in campo, è qualcosa di speciale. Anche nei bilanci delle società e negli annali della storia, però, il suo nome esce dall’ordinarietà: il suo trasferimento dal Bayer Leverkusen al Tottenham, infatti, avvenuto il 28 agosto 2015, è il più costoso di sempre per un giocatore asiatico.

18 milioni di euro (22 milioni di sterline) per uno capace di siglare gol del genere nella sua ultima annata in Germania: una spesa consapevole, no?

5. Sposato con il pallone

 

Heung-min Son e Woong-jung Son

Due generazioni di Son, a sinistra Heung-min ed a destra Woong-jung. Oltre a condividere buona parte del corredo genetico, i due hanno in comune anche la passione per il calcio, visto che anche il padre della stella del Tottenham giocava come attaccante, in patria.

Il rapporto tra i due, però, è più burrascoso di quanto si pensi. Come raccontato dallo stesso Son in un’intervista al Guardian, suo padre l’ha cresciuto con ferrea disciplina:

Una volta mi ha fatto palleggiare per quattro ore di fila: avevo gli occhi gonfi di sangue. È stato difficile, ma quando ci ripenso ora capisco che quella era la strada giusta: senza di lui, probabilmente, non avrei fatto la carriera che ho ora.

C’è una cosa che gli ha consigliato il padre, però, su cui Heung-min non ha mai avuto dubbi:

Il matrimonio? Mio padre dice che dovrei pensarci solo dopo il ritiro e io sono d’accordo con lui. Adesso voglio essere sicuro di concentrarmi sul calcio al massimo livello perché non sai per quanto tempo potrai farlo; a 33-34 anni avrò ancora una vita lunga per costruirmi una famiglia. Fuori dal campo ci sono tante possibilità di svago, ma a me non interessano.

6. Rispettoso

Papà, oltre ai consigli sul matrimonio da posticipare ed alla tecnica da affinare, gli ha insegnato anche quanto sia importante essere rispettoso del prossimo, sia nella vita di tutti i giorni che in campo:

Quando ero giovane mi diceva che se avessi fatto un gol con un avversario a terra dolorante, avrei dovuto mettere palla fuori e sincerarmi delle sue condizioni. Se sei un buon calciatore, ma non sai rispettare gli altri, allora non sei nessuno: siamo umani prima di diventare calciatori. Dovrebbe esserci sempre il rispetto tra di noi, sia in campo che fuori. Perché dovrebbe essere diverso?

La sua disciplina fu evidente a tutti proprio in campo, nel corso di un Everton-Tottenham da dimenticare. Andre Gomes, centrocampista lusitano dei Toffees, viene steso dal coreano, fratturandosi immediatamente la caviglia destra; Son venne espulso, ma non fu quello a preoccuparlo: il solo pensiero di aver provocato quel dolore, lo distrusse psicologicamente.

Son devastato dopo l’infortunio di Andre Gomes

Qualche giorno dopo, in occasione del gol in Champions League contro la Stella Rossa, il fuoriclasse coreano trovò il modo di farsi perdonare…

7. Soldato

Son all’addestramento militare

“Prima il dovere, poi il piacere”. L’avete già sentita da qualche parte questa frase, giusto? Beh, Son sicuramente ne sa qualcosa. Il calciatore coreano, infatti, ha vissuto in prima persona, negli ultimi anni, un rapporto burrascoso con la tradizionale leva militare imposta dal suo Paese.

Tutto parte ai Mondiali di Russia 2018, dove la Corea del Sud viene eliminata alla fase a gironi, nonostante la vittoria nell’ultima gara contro la Germania campione in carica. Quella rassegna iridata sarebbe stata l’occasione per scongiurare il servizio militare (con 21 mesi di leva obbligatoria ed un posto nella squadra dell’esercito, il Sangjue Sangmu, oltre ad uno stipendio da 100 euro al mese, invece che i 360 mila percepiti al Tottenham), che in Corea del Sud si evita solo grazie ad evidenti meriti sportivi.

La seconda chance sarebbe giunta ai Giochi Asiatici dello stesso anno, con un’occasione d’oro (come la medaglia) in finale contro il Giappone. Son ce l’aveva fatta: 2-1 ai nipponici ed un lieto fine che tutti attendevano con ansia, specialmente a North London. Con lo scoppio della pandemia da Covid-19, però, niente ha potuto impedirgli di prestare servizio: per tre settimane, tra fine aprile ed inizio maggio, l’attaccante degli Spurs ha svolto l’addestramento nella base militare dell’isola di Jeju. Non solo, perché è anche risultato il migliore del suo gruppo.

Insomma, senza troppi giri di parole, Son è un vero e proprio figlio della patria. Che essa sia originaria come la Corea del Sud o adottiva come Londra, non importa: un Son è sempre disposto a far di tutto per chi lo fa crescere con sé.

Heung-min Son

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