Se si chiamasse Giaccherinho sarebbe molto più considerato.
Quando a parlare così di te è Antonio Conte qualcosa di buono in quello strano gioco del football l’hai fatto. Giocatore duttile, straordinario tatticamente e imprescindibile per uno dei tecnici più affermati del panorama calcistico italiano ed internazionale.

Carriera

Una carriera fatta di campi di periferia e palcoscenici importanti tra Juventus e maglia azzurra, passando per una parentesi inglese che sembrava essere iniziata nel migliore dei modi nella stagione 2013/2014. La salvezza conquistata con il suo Sunderland. La finale della coppa di Lega persa poi contro il Manchester City. Il preludio perfetto ad una bellissima storia d’amore dal sapore British. I troppi infortuni la stagione seguente hanno però rotto l’idillio, riportando Giaccherinho in Italia prima al Bologna, dove si rivedono sprazzi di quel giocatore che avevamo ammirato a Torino sponda Juve, e poi al Napoli in una squadra che sulla carta aveva tutte le carte in regola per far sbocciare nuovamente il suo talento.

Le difficoltà al Napoli

Com’è finita nella società partenopea però lo sappiamo tutti, le parole del suo agente sono emblematiche:
Il danno che ci ha fatto Sarri è incredibile. Giaccherini era un giocatore quotatissimo a livello internazionale e lui l’ha fatto smettere di giocare. Per noi Sarri è stato come una valanga sulla faccia, Emanuele immeritatamente l’ha fatto uscire di scena.
Giaccherini dopo un anno e mezzo a Napoli decide di cambiare aria, di ripartire da quella periferia del calcio che lo ha sempre incoraggiato ad andare avanti, anche quando a seguito di uno scontro di gioco ha dovuto subire l’asportazione della milza.
Una prima stagione chiusa con 3 reti in 12 gare ed una seconda cominciata nelle difficoltà ma che il toscano a tinte verdeoro non ha intenzione di farsi sfuggire per tornare sui palcoscenici che merita.
Avanti tutta Giac.
Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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