Il 2 novembre 2017 non è certamente una data da ricordare né per il Napoli (che perse in Champions con il City) né per Faouzi Ghoulam (che si rompe il crociato destro). Inizia così il calvario del terzino sinistro che, bisogna dirlo, fino a quel momento stava vivendo un percorso di crescita impressionante, tanto da diventare uno dei migliori al mondo nel suo ruolo.

Ghoulam a terra dopo infortunio crociato

Si facevano compagnia, lì a sinistra, lui e la bellezza. Lui, francese naturalizzato algerino, classe 1991, acquistato dal Napoli nel 2014 dal Saint Etienne per 5,5 milioni di euro. Lei, la bellezza, quella del calcio di Maurizio Sarri, che proprio a sinistra aveva trovato il “più perfetto” dei suoi triangoli perfetti. Ghoulam-Hamsik-Insigne, la palla che frullava velocissima, le accelerate improvvise, una cabina di regia decentrata che faceva spessissimo del terzino il giocatore azzurro con più palloni toccati in una partita. A fine settembre l’apice con il 2-3 sulla Spal che lo aveva visto delizioso protagonista.
Si faceva l’amore su quella fascia. Quel lembo di campo del San Paolo e non solo, rimasto improvvisamente spoglio e solo. Senza il suo treno gentile. Solo, con binari vuoti.

Ghoulam e il suo calvario

Era il 30’ del primo tempo di una delle più belle sfide europee del Napoli negli ultimi anni. L’infortunio era sembrato subito grave ma non troppo. C’era fiducia e speranza. Anche nelle parole del dott. De Nicola, il responsabile sanitario del Napoli. E invece. “Un solo desiderio: tornare più forte di prima” aveva twittato Ghoulam subito dopo il primo intervento. Un desiderio forte tanto da spingerlo di nuovo in campo a tempo di record: 73 giorni di testardaggine, impegno e voglia di contribuire alla scorsa scudetto. A cavallo di febbraio i primi allenamenti, il tentativo di convincere Sarri a convocarlo subito.

Il 9 febbraio 2018 non è certamente una data da ricordare né per il Napoli né per Ghoulam (che si rompe la rotula dello stesso ginocchio operato mesi prima). Questa volta c’è meno fiducia. Anzi subito si prospettano tempi lunghissimi. E invece. Per il terzino algerino è un macigno: il secondo intervento lo spinge a mettersi nuovamente al lavoro. Il 6 maggio è in panchina nel pareggio per 2-2 con il Torino che consegna lo scudetto alla Juve e apre le porte dell’America a Ghoulam.

Il 30 giugno 2018 è l’ultima delle date da dimenticare: l’algerino è a Miami, in vacanza, ma al lavoro per presentarsi al meglio all’alba della nuova stagione. All’improvviso, il ginocchio destro si gonfia. Di nuovo. Sempre la rotula, sempre a destra. Inferno. La classica legge del contrappasso dantesca per quel sinistro magico. Terzo intervento, recupero, nessun tweet questa volta. Si lavora al buio. Senza troppe notizie. Ancelotti ogni tanto lo incrocia e gli chiede come sta. Il 28 ottobre la prima convocazione. Il 2 novembre, del 2018, questa volta, la seconda. Finisce in panchina. E ancora. E ancora.

Il ritorno di Ghoulam

Il 31 scalpita. A sinistra il Napoli non ha ritrovato più la stessa brillantezza, nonostante un Mario Rui più che sufficiente. Senza Ghoulam, da quella fascia sono andati via anche Insigne e Hamsik. Nel frattempo Sarri è andato via. Ed è arrivato Ancelotti che per, tipo di gioco (terzini alti, spinte sulle fasce), ha bisogno di Ghoulam. Forse addirittura più che il suo predecessore. Il Napoli aspetta la sua #riservadilusso. Fabian Ruiz, l’uomo nuovo a sinistra, aspetta il ritorno dell’algerino. Per una data che gli azzurri si augurano, questa volta, sia da ricordare.

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