Ci devono essere rimasti male in Germania dopo il suicidio calcistico dal sapore sudcoreano maturato quasi un anno fa alla Kazan Arena, a circa 3200 km da dove si trova ora la compagine guidata da Joachim Löw. Quei sei minuti di recupero sono stati causa di svariati incubi nelle case dei tedeschi, che a fine giugno si ritrovavano sbattuti fuori dal Mondiale russo da campioni in carica.

I postumi di quella tragica sconfitta contro il “soldato promesso” Heung-min Son sono stati più problematici del previsto, come testimoniato dai numeri: da quella partita, in 7 gare i tedeschi hanno rimediato due sole vittorie, con 3 pareggi e 2 sconfitte. E dire che di solito sono bravi a gestire le avventure alcoliche: abituata alla birra, in quel 27 giugno la Die Mannschaft si è ubriacata di Soju, il liquore più diffuso in Corea: la sbornia è costata cara alla spedizione tedesca.

Come arriva la Germania alle qualificazioni?

In queste sette partite disputate dopo il Mondiale in Russia, sembra che dal Soju la Germania sia passata a bere il jenever, il pesantissimo alcolico olandese. La squadra di Ronald Koeman ha dato una lezione non indifferente ai quattro volte campioni del Mondo; il 3-0 schiacciante in Nations League è stata sicuramente una prova di forza degli Oranje, ma allo stesso tempo è stato terapeutico per l’ubriacatura di Neuer e compagni, tant’è che a fine marzo la Germania si è presa la rivincita, conquistando i primi tre punti nel girone di qualificazione di Euro 2020 con un rocambolesco 2-3 alla Johan Cruijff Arena: quella gara l’ha decisa Schulz, neo acquisto talentuoso del Borussia Dortmund con il padre nativo di Ischia.

Oltre alla sconfitta contro i tulipani, la Nations League disputata tra settembre e marzo non ha portato notizie positive, anzi: ultimi nel gruppo A con Francia ed Olanda, i tedeschi sono stati retrocessi nella Lega B della neonata competizione internazionale. L’avventura verso Euro 2020, però, è iniziata bene.

Il Gruppo C

I birrifici sembrano essere tornati aperti: sul campo la palla ed i gol scorrono come litri di birra, a fiumi. Bottino pieno nelle prime due gare del girone, prima il 2-3 contro l’Olanda e poi la convincente vittoria per 0-2 alla Barysaŭ-Arėna, contro la Bielorussia.

Certo, le avversarie appaiono tutt’altro che impegnative: oltre alla temibile Olanda, la Germania ha pescato Bielorussia, Estonia ed Irlanda del Nord. Questa sera gli uomini di Löw ospitano gli estoni, ultimi in classifica dopo le due sconfitte contro l’Irlanda del Nord di Will Grigg, l’attaccante che nel 2016 è diventato l’idolo di mezza Europa nel corso degli Europei in Francia grazie a “Will Grigg is on fire”, rivisitazione della celebre canzone “Freed from Desiere”. Come in quella competizione, anche in queste qualificazioni Grigg non è mai sceso in campo, ma attenta Germania: he’s on fire.qualificazioni euro 2020 riserva di lusso germania Gruppo C

Il mister

Il suo palmarès parla per lui: Coppa del Mondo nel 2014, Confederations Cup nel 2017, due finali sfiorate negli ultimi due Europei e terzo nel Mondiale in Sudafrica. Certo, l’avventura di Joachim Löw alla guida della Nazionale tedesca è stata anche ricca di momenti bui, come l’eliminazione in Russia o la delusione per lo 0-2 di Dortmund di 13 anni fa, quando Löw era il vice di Jürgen Klinsmann (noi italiani ne sappiamo qualcosa..).

Indubbiamente, però, da quando Löw è diventato il selezionatore della Nazionale, il sapore della birra allo stadio è migliorato sempre di più. L’augurio è che Jogi possa portare i suoi giocatori a festeggiare altre vittorie per la qualificazione ad Euro 2020 già alla fine di settembre. Come mai? In Germania è festa nazionale: c’è l’Oktoberfest.

La promessa

L’11 giugno 1999 Joachim Löw era senza squadra. Si era appena dimesso dal ruolo di allenatore del Fenerbahçe ed era in cerca di un nuovo impiego; insomma, non era proprio il momento migliore della sua carriera. Non poteva immaginare che, esattamente vent’anni dopo, si sarebbe trovato tra le proprie mani il gioiello più puro del calcio tedesco.

Oggi compie 20 anni il marcatore più giovane nella storia del Bayer Leverkusen in Bundesliga, che nel suo terzo anno tra i professionisti ha siglato 16 gol in 33 partite: Kai Havertz.

188 cm x 80 kg, Kai unisce la sostanza alla fantasia, le intercettazioni agli assist ed ai gol, tanti gol. A 19 anni, è stato titolare nel 97% delle partite del Bayer in questa stagione. Il risultato? Le aspirine si sono qualificate alla fase ai gironi di Champions League ed il telefono dell’agente di Havertz è pieno di chiamate.

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Attualmente, il valore di mercato di Kai, che si aggira attorno ai 90 milioni, è inferiore solamente a quello della stella di questa giovane e talentuosa Germania, che vive in Inghilterra. Vorrà dire che la birra la fanno bene anche a Manchester..

La stella

100 milioni di euro: questa è la base d’asta per aggiudicarsi il prodigio dei Citizens con la maglia numero 19. Padre con 55 presenze nella Nazionale senegalese, madre ex campionessa di ginnastica ritmica tedesca, il riccio di Essen è la stella di questa compagine.

Si fa conoscere al mondo del calcio in un anonimo martedì 10 marzo 2015: il suo Schalke 04 sta pareggiando in casa del Real Madrid, quando al 29′ minuto di gioco si fa male Choupo-Moting. Entra Sanè. Fábio Coentrão non sa più dove girarsi, questo ragazzino gli fa venire il mal di testa. Al 57′, Leroy controlla e fa partire uno splendido sinistro a giro che batte Casillas: è nata una stella.

Lo Schalke vincerà quella partita e Sanè entrerà in pianta stabile nel giro dei titolari. Da quasi tre anni è al Manchester City, con cui ha già vinto due Premier League, due Coppe di Lega, una FA Cup ed un Community Shield. Ed è solo l’inizio.

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Russia 2018, ormai, è solo un brutto ricordo annegato in un buon boccale di birra. (Amici) tedeschi, Euro 2020 si avvicina: facciamo un bel brindisi! Purchè l’alcol non venga dalla Corea del Sud…

Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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