La partita di Firenze ha aperto un nuovo campionato, quello di chi è più vittima, con i protagonisti pronti con l’arco teso a scaricare la colpa sul prossimo. Per qualcuno il torero degli insulti è iniziato con le parole di Gasperini su Chiesa (targate 2018: “È un simulatore”); per altri è l’allenatore dei bergamaschi ad aver dato il via a tutto il circo; per il presidente dell’Atalanta “Gasperini ha reagito bene”, per il patron della Fiorentina “è il club bergamasco che deve guardare a casa propria”

In questo ping pong di colpe, dove non si salva nessuno, i protagonisti al tavolo del peccato si sono dimenticati che il problema resta a monte. Nella ricerca del colpevole va bene guardare a ritroso, ma facciamolo fino in fondo. Molto probabilmente ci accorgeremmo di bambini cresciuti senza educazione.

Quando punti il dito contro qualcuno osserva attentamente la tua mano: tre dita puntano verso di te. (Antico proverbio indiano)

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Classe 2000. Capisce da piccolo di aver più cuore che tecnica: smette con il calcio giocato e passa a teorizzarlo. Oltre a pensare di riempire la pancia, cerca di colmare l’anima vivendo di sport e valori morali, che non gli danno da mangiare ma lo fanno arrivare a posto con sé stesso ai pasti

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