......................................................................................................................................................................................<

Guardavo il Real già da bambino, è sempre stata la squadra più grande per me e ho sempre amato quella divisa bianca.

È così che si è coronato il sogno dell’uomo venuto dal futuro, Gareth Frank Bale.
Ma diciamoci la verità: chi conosceva veramente Gareth Bale prima di una delle sue più belle partite giocate in carriera? Era il 20 ottobre 2010 e L’Inter detentrice della Champions League ospita il Tottenham che punta a qualificarsi agli ottavi di finale della coppa da capolista. La formazione dell’Inter la conosciamo (o meglio, la ricorderanno bene tutti gli interisti): Julio Cesar in porta, capitan Zanetti, Maicon, Stankovic, Sneijder, Eto’o, insomma, calciatori d’altri tempi. Il Tottenham Hotspur si presenta con una formazione a 4 ruote motrici con Modric avanzato a centrocampo, Bale e Lennon esterni a sostegno di Crouch centravanti.

Il primo tempo per gli inglesi è da incubo: la prima frazione di gioco termina con un netto 4 a 0 a favore dei nerazzurri. Il secondo tempo è praticamente un’altra partita: ad un tratto sale in cattedra il nostro talento gallese che si mostra una netta spina nel fianco della difesa nerazzurra. Non poteva scegliere giornata migliore: notte di Champions, in uno degli stadi più belli d’Europa, contro la detentrice della coppa.

Gareth avanza leggermente la sua posizione da esterno sinistro cercando di far ossigenare la propria squadra con gli avversari che occupano tutte le zone del campo in maniera impeccabile, fino a quando Sneijder non perde il pallone, subito palla a Gareth che delizia lo stadio con una falcata da centometrista lasciando sul posto gente come Maicon, auto-passandosi la palla inseguito da Zanetti e scagliando un missile mancino che non lascia scampo a Julio Cesar.

4-1, prendi palla, subito al centro. È appena nato un fenomeno.

Con un’azione simile al primo gol Bale realizza la sua doppietta personale, sempre di mancino, sempre lì alla sinistra di Julio Cesar, imparabile. C’è anche spazio per un terzo gol degli Spurs, indovinate di chi? Gareth Bale. Tripletta d’autore contro i campioni d’Europa e passaggio alla storia.
Vale la pena raccontare dapprima la sua partita “di lancio nel mondo dei campioni” perché così è nato uno dei giocatori più forti al mondo. Soprannominato Tarzan per la sua folta capigliatura, il 20 Ottobre 2010 nasce l’Uomo venuto dal futuro, Gareth Bale.

Mi faceva sentire piccolo piccolo. Mi ha fatto a pezzi.
R
acconta l’allora terzino del Manchester City Micah Richards.

Sappiamo tutti poi com’è andata. I fenomeni seguono i fenomeni: nel 2013 Bale passa dal Tottenham al Real Madrid per una cifra pari a 100 milioni di euro facendo del trasferimento il più oneroso di sempre dell’epoca. E con i Blancos sfoggia grandissime prestazioni anche con la collaborazione di giocatori come Cristiano Ronaldo, Benzema, Sergio Ramos, Cancelo…
Gareth Bale è uno dei protagonisti della decima, la decima Champions League vinta dal Real Madrid sotto la guida di Carlo Ancelotti. In assoluto, è il protagonista della finale di Champions League 2017/2018 in cui il Real Madrid sconfigge il Liverpool 3-1 laureandosi Campione d’Europa per la tredicesima volta. Match passato alla storia soprattutto per le “papere” del portiere dei Reds Karius, Bale sigla una doppietta con un tiro dalla distanza (complice l’errore di Karius) e una favolosa rovesciata che delizia il mondo intero.

In realtà però, a prescindere dalla fama come calciatore, Gareth Bale è un ragazzo semplice e super riservato. Dichiara di non bere e non fumare e di amare follemente la propria famiglia. Arrossisce alle interviste, ha paura dei ragni e non ama le discoteche. Un ragazzo modello che, “se non si sapesse chi fosse, non lo sceglieresti mai nella tua squadra”. E invece c’è chi l’ha scelto, ci ha puntato e ha fatto fortuna. Gareth Bale, l’uomo venuto dal futuro. Perché l’uomo venuto dal futuro? Il suo viso non esattamente brandizzabile, simpatico e da ragazzino e la sua vita privata sono come la sua famiglia, il suo corpo, potente e possente è il Real Madrid.

Autore

Classe ’91. Nato ad Andria, città celebre (o forse) per il Castello sulla moneta da 1 cent, giro l’Italia suonando il pianoforte e incidendo anche un album. Completamente infatuato della buona musica e del calcio emozionale e “Brasileiro”. “..mi piace pensare la traiettoria di un calcio di punizione come una lunga scala cromatica che raggiunge l’ottava più alta nel sette”. Ah, sono un infermiere.

Lascia un commento

Top