“Napoli” e “Messi” nella stessa frase? In che senso? A Napoli l’onnipotenza calcistica argentina è nata a Lanús e si chiama Diego; nella città delle 500 cupole il migliore di sempre è il pibe de oro, non la pulga. Eppure nella squadra guidata da Carlo Ancelotti c’è spazio anche per un Messi, capace di conquistare giorno dopo giorno l’affetto sempre più grande dei tifosi partenopei.

Le caratteristiche di Lionel Messi sono note a tutti coloro che amano il gioco del pallone: veloce tra le linee, sinistro magistrale e segna, segna tantissimo. Anche chi non ha mai sentito parlare di calcio può dire qualcosa sul fenomeno argentino: “com’è Messi? È basso”, risponderebbero. Bè, certo, è bassino il nativo di Rosario.

Fabián Ruiz, gli inizi in Spagna

Esattamente 23 anni fa, in una piccola cittadina andalusa di 36000 abitanti, Los Palacios y Villafranca, nasce quel calciatore che fin dalla giovane età si guadagna il soprannome in titolo, e che soprannome! Da piccolo era davvero basso, veloce, ed il suo sinistro sembrava un pennello del conterraneo Diego Velázquez, pittore del ‘600 nato a soli trenta minuti dalla città del protagonista della nostra storia: è il numero 8 del centrocampo del Napoli, Fabián Ruiz Peña.

Fabian Ruiz - Riserva di Lusso - Napoli

Quando il centrocampista spagnolo ha iniziato ad essere chiamato come il fenomeno argentino, Messi non aveva ancora mostrato al mondo tutto il suo potenziale, ma diciamo che si trovava sulla buona strada. Questo perché Fabián muove i primi passi nel mondo di un grande club solo nel 2004; voi vi chiederete: “L’ha comprato il Barcellona? È entrato nelle giovanili del Real Madrid?”. Risposta errata.

El mejor equipo per Fabián era la sua squadra del cuore, il Real Betis Balompié, nel quale entra a far parte a soli 8 anni, iniziando il suo percorso nella cantera betica a strisce biancoverdi. Il boom avviene nel 2010, a 14 anni: mentre Messi vinceva la sua quarta Liga, il nativo di Los Palacios cresceva di 30 centimetri in soli sei mesi. 30 centimetri?! Questo strano sviluppo fisico ha contribuito alla sua evoluzione in campo: un po’ meno Messi e un po’ più Xavi, meno trequarti e più regia, dove nel corso degli anni si è abituato a creare occasioni per i compagni piuttosto che dribblare lui stesso gli avversari.

Il debutto in prima squadra avviene quattro anni dopo nella vittoria esterna contro il Lugo; durante la stagione Fabián Ruiz gioca poco, ma dà un buon contributo alla promozione in Liga dei Verdiblancos. Per cercare di raggiungere la salvezza nella massima serie, il Betis si affida all’uruguagio Gus Poyet, noto per il suo gioco difensivista, che inevitabilmente mette Fabián, abituato all’estro ed alla fantasia, in fondo alle gerarchie; il giovane centrocampista decide allora di farsi le ossa in Segunda División all’Elche per poi ritornare a Siviglia: non poteva fare scelta migliore.

L’anno seguente è la colonna portante della sua squadra del cuore: regge in mediana, smista palloni e talvolta butta dentro anche gol pesanti, come quello siglato a fine aprile contro il Málaga nella gara decisiva per la qualificazione in Europa League. Arriva l’estate ed il Betis corre ai ripari: Fabián Ruiz non si muove per meno di 30 milioni, somma lecita nel calciomercato odierno.

Un “Messi” a Napoli

Fabian Ruiz - Riserva di Lusso - Napoli

Ancelotti lo vuole a tutti i costi ed il telefono di De Laurentiis continua a squillare; i partenopei pagano la clausola rescissoria e a Napoli arriva “Messi”.

L’impatto con il nostro calcio è stato meno doloroso del previsto per il centrocampista sevillano dal sinistro fatato: si contende il posto da titolare con Zielinski senza troppe difficoltà, come dimostrano i cinque gol siglati finora con la maglia azzurra. Si sta progressivamente innamorando del sole e del mare alle pendici del Vesuvio ed è pronto a raccogliere l’eredità lasciata in mezzo al campo da Marekiaro Hamsik, volato in Cina durante la sessione invernale di calciomercato.

Tutto fila liscio come l’olio, no? Bè, quasi tutto. Oggi Fabián compie 23 anni ma non potrà festeggiare mangiando una ricca paella o bevendo sangria; no, niente di tutto ciò. Due settimane fa, infatti, pieno di gioia per la prima convocazione con la Nazionale di Luis Enrique per le partite contro Norvegia e Malta, il gioiello di Los Palacios si è ammalato; la diagnosi è stata immediata e il giocatore del Napoli è stato portato subito in ospedale nella sua Siviglia per evitare il contagio: virus H1N1, più comunemente noto come “influenza suina”.

Quindi niente pizza napoletana, niente gazpacho e niente churros? No, Fabián, all’improvviso, è riuscito a stupire tutti, Ancelotti compreso. Con un recupero in tempo record, non solo si è riaggregato ai compagni durante le sedute di allenamento a Castel Volturno, ma domenica è sceso in campo dal primo minuto nella vittoria esterna contro la Roma; stasera è pronto a festeggiare con una vittoria sull’ostico campo dell’Empoli di Andreazzoli.

L’oggi 23enne andaluso è sempre più nei cuori dei tifosi napoletani, che forse per un po’ di tempo parleranno meno di Maradona e nomineranno più spesso l’altro mostro sacro argentino, facendo affiorare alla mente paragoni d’infanzia con il loro nuovo idolo spagnolo.

Auguri a Fabián Ruiz Peña, el Messi de Los Palacios.

Fabian Ruiz - Riserva di Lusso - influenza suina

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Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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