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NAZIONALI

L’Europeo degli autogol

Euro 2020 è stata una competizione piena di significati e storie. Tra le altre cose, è stato anche il torneo internazionale con più autogol della storia. Ben 11, infatti, sono stati i gol causati da deviazioni di giocatori nella loro stessa porta: due in più della somma dell’intera storia degli Europei fino al 2016, cioè 9. Autogol di piede, di testa, di mano, di faccia: ce n’è per tutti i gusti, tra tocchi involontari e quelli semplicemente errati. L’obiettivo in questo caso è quelli di inserirli in una graduatoria, partendo dal più insipido e inutile fino a quello più bello e artistico. I fattori da prendere in considerazione sono tre: peso specifico all’interno della gara, goffaggine e reazione successiva al fattaccio. Partiamo.

#11 Kucka vs Spagna

Peso specifico: 1
Goffaggine: 6,5
Reazione: 2

Un autogol brutto, visto che Kuco colpisce praticamente sulla linea di porta e ha pochissime colpe, e inutile all’interno della partita. La Slovacchia è ormai naufragata quando le sarebbe bastato contenere lo svantaggio per qualificarsi agli ottavi, la Spagna si è sbloccata tecnicamente e mentalmente e prova diverse cose, tanto che l’invenzione che fa scaturire il gol è un tiro al volo di un Thiago Alcantara che sin dall’inizio degli Europei ha giocato con il preciso obiettivo di provare cose pazze. Da lì un simpatico flipper di testa alla Acchiappa la Talpa che riscatta il grigiore di questa autorete. A Kucka e ai suoi compagni ormai non interessa nemmeno più.

#10 Zakaria vs Spagna

Peso specifico: 6,5
Goffaggine: 5
Reazione: 5

Il cambio di regolamento per l’assegnazione delle autoreti ha limitato il proliferare di queste, ma ci sono ancora residui di dubbie attribuzioni, come questa deviazione del centrocampista svizzero sul mancino di Jordi Alba che spiazza Sommer e porta in svantaggio i suoi. In realtà il tiro del terzino iberico era esattamente diretto verso la porta, dunque gli si sarebbe potuto assegnare il gol senza problemi. Un semplice tocco di destro, magari la gamba non è esattamente coordinata, però non si possono addossare troppe colpe all’incontrista del Borussia Mönchengladbach. Lui si dispera e viene consolato da Elvedi: nulla di speciale insomma. Il peso di questo autogol viene sgonfiato dal successivo pareggio di Shaqiri. Piuttosto dimenticabile.

#9 Demiral vs Italia

Peso specifico: 7,5
Goffaggine: 7
Reazione: 5

Tra i tanti segnali offerti regalati dalla partita inaugurale dello Stadio Olimpico, questo è stato uno dei più espliciti. La prima marcatura dell’Europeo con un autogol è un manifesto d’intenti, in un qualche senso contorno. Berardi salta Meras, che barcolla in maniera abbastanza comica, mette il pallone in mezzo e trova la deviazione di Demiral, che non si capisce bene se colpisce di petto, anca o braccio, ma la mette dentro cadendo a terra. Si inaugura il bruttissimo Europeo della Turchia: Cakir rialza il difensore della Juventus incoraggiandolo, ma non sa che il peggio deve ancora venire. I Sultani salutano il torneo nove giorni dopo senza colpo ferire. Sipario.

L'autogol di Demiral contro l'Italia
Demiral precipita assieme all’Europeo turco (Foto: Alfredo Falcone/LaPresse – OneFootball)

#8 Hradecky vs Belgio

Peso specifico: 8,5
Goffaggine: 7,5
Reazione: 4

Da qui si inizia ad entrare negli autogol belli, cinici e pesanti. La Finlandia regge per un’ora e un quarto contro il Belgio, scampando anche al gol di Lukaku annullato per fuorigioco, ma alza bandiera bianca a partire da qui: Vermaelen colpisce di testa su corner e centra il palo, la sfera rimbalza sul palmo di Hradecky che non fa in tempo a respingerla dentro il campo e porta in svantaggio i suoi. La Finlandia subisce anche il secondo gol di Lukaku, questa volta buono, ed esce come terza. Baro destino: all’interno di un gruppo tecnicamente limitato, il carnefice è probabilmente l’elemento più forte e più esperto del gruppo. L’estremo difensore del Bayer Leverkusen reagisce con scandinava freddezza. Capita.

#7 Ruben Dias vs Germania

Peso specifico: 7,5
Goffaggine: 6
Reazione: 7

Il primo di due autogol in 4 minuti in Portogallo-Germania, una delle due partite – assieme a Slovacchia-Spagna – a figurare due volte in questa classifica. Non solo: è anche il primo gol subito a Euro 2020 dalla squadra di Santos (quella del primo gol è una costante di questo ranking). Tra questo e il prossimo autogol si sublima la partita dominante di Robin Gosens, che ha giocato un Europeo decisamente migliore rispetto a quanto poi ha raccolto. L’esterno dell’Atalanta raccoglie un cambio campo di Kimmich mettendo il pallone in mezzo, al volo e di prima, dove interviene Ruben Dias ad anticipare Havertz e battere Rui Patricio. L’autogol ha ben poco di goffo perché le telecamere offrono l’illusione del gol per la mezzapunta del Chelsea, regalando un syncro esteticamente perfetto. A riscattare il valore grottesco del gol è la capriola di Dias, travolto in ogni senso: in un colpo il portoghese recupera diversi punti sia sul piano della goffaggine che su quello della reazione, che è naturale e rassegnata.

#6 Kjaer vs Inghilterra

Peso specifico: 9
Goffaggine: 5,5
Reazione: 6,5

Un autogol piuttosto brutto e banale, una scivolata in porta che porta l’Inghilterra al provvisorio pareggio contro la Danimarca, per poi sconfiggere gli scandinavi ai tempi supplementari. Ovviamente guadagna posizioni per via dell’enorme peso che si porta con sé. Nel frattempo Sterling comincia già a cadere, preparandosi per i tempi supplementari.

#5 Hummels vs Francia

Peso specifico: 7,5
Goffaggine: 7
Reazione: 6,5

Un’autorete che possiamo tranquillamente definire “da senzatetto”. Per la solitudine di Hummels in mezzo all’area piccola, per la sensazione di vacuità trasmessa dalla debolezza del tiro o semplicemente perché qualcuno ha chiamato il difensore del Borussia Dortmund “homeless” (con una piccola variazione sul tema si poteva arrivare a omelette e dire che Hummels avesse fatto una frittata). Inciso: primo gol a referto anche per i tedeschi.  Anche qui, con l’esternazzo di Pogba e il cross di Lucas Hernandez c’è un certo coefficiente di bellezza non trascurabile, ma il movimento del corpo innaturale di Hummels riequilibra le cose. Dopo aver bucato Neuer, il regista arretrato cresciuto nel Bayern guarda il cielo e si accorge definitivamente che i giorni migliori sono ormai alle spalle. Scritto da Paolo Sorrentino e diretto da Werner Herzog.

Hummels spedisce il pallone nella sua porta contro la Francia
Hummels spiazza Neuer, ma nella porta sbagliata (Foto: Anthony Bibard/FEP – OneFootball)

#4 Szczesny vs Slovacchia

Peso specifico: 7,5
Goffaggine: 7,5
Reazione: 7,5

La Polonia non riesce proprio ad azzeccarne una, d’estate. Una generazione con alcuni grandi calciatori sprecata negli ultimi tre tornei, in cui ben due volte è arrivata un’eliminazione ai gironi, mentre nella terza (Euro 2016) l’eliminazione ai quarti contro il Portogallo ha avuto il sapore della beffa. Euro 2020 è stato decisamente mesto per i biancorossi, con questo autogol (anche per loro, avrete già capito…esatto: prima rete subita nel torneo) che ne è una rappresentazione plastica. Mak si libera di Jozwiak e Bereszynski sulla sinistra in maniera fin troppo comoda (col doriano che si disimpegna anche in uno spericolato intervento a forbice, non riuscito), entra in area e tira una rasoiata, colpendo il palo. Il pallone rimbalza dunque sulla faccia di Szczesny e si deposita in rete. Le immagini degli highlights non ci permettono di osservare la reazione di Tek e io sono troppo pigro per cercarla in altri modi, perciò sposto in maniera del tutto eccezionale il focus sull’esultanza di Mak, che si agita e dà di matto. Bello.

L'autogol del portiere della Polonia
In your face (Foto: Stanislav Krasilnikov/TASS – OneFootball)

#3 Guerreiro vs Portogallo

Peso specifico: 8
Goffaggine: 9
Reazione: 6

Da qui in poi si entra nell’arte pura. L’azione che porta a questo gol è puro random: non mi spingo a dire che appartiene al surreale, perché il surrealismo è uno strato ulteriore di realtà utile ad offrire spunti di riflessione su aspetti altrimenti trascurati o ignorati. Nulla di tutto questo: è semplicemente un flipper stranissimo che parte da Thomas Muller. Il suo cross viene respinto da Pepe, il Reumdeuter ribadisce con un altro lob su cui arriva Havertz, che tocca quel tanto che basta per prolungare su Kimmich: pallone potente e teso davanti alla porta e Guerreiro la mette nella sua rete con un sinistro perfetto. Guerreiro reagisce asciugandosi il sudore e provando a far finta di nulla, molto standard. Il secondo autogol in meno di cinque minuti ammazza psicologicamente il Portogallo e apre un’autostrada alla Germania per il 4-2 finale.

#2 Pedri (ft. Unai Simon) vs Croazia

Peso specifico: 7
Goffaggine: 9,5
Reazione: 7,5

Al diavolo il parere della UEFA, questo autogol ha un doppio marcatore. In più, la mancata assegnazione dell’autogol a Simon mi ha fatto uscire dal Fantaeuropeo, quindi permettetemi di prendermi questa rivincita morale. Non riesco nemmeno a capire chi abbia la responsabilità maggiore: di solito non si serve un retropassaggio all’interno dello specchio della porta, e Pedri serve di prima senza neanche vedere dove sia posizionato il suo estremo difensore; d’altro canto però il pallone era relativamente lento e prevedibile. Unai Simon (non) controlla il pallone in maniera criminale, facendoselo scivolare dal destro e depositandolo in rete, poi torna in porta come un cane che si morde la coda. Fantastico anche il popolo a scacchi che esplode nell’esultanza. Il peso di questo autogol non è tanto nel risultato ma psicologico: i due si riscattano risultando tra i migliori elementi nelle Furie Rosse della fase a eliminazione diretta. Redemption arc.

#1 Dubravka vs Spagna

Peso specifico: 8,5
Goffaggine: 10
Reazione: 9

Questo è un vero e proprio capolavoro del genere. Una meravigliosa citazione di Mauro Goicoechea da parte del guardiano dei pali slovacco. Ma riavvolgiamo il nastro: Šatka spazza in maniera piuttosto maldestra il pallone che viene raccolto da Sarabia, che si aggiusta la sfera sul sinistro e tira in porta colpendo la traversa. La palla si impenna in aria proprio davanti al portiere, che la guarda scendere per diversi secondi e… la deposita in porta. Con una vera e propria schiacciata, Dubravka accomoda il pallone in rete. Il quadro che si crea è perfetto: Morata fatica a crederci, il portiere si immobilizza appoggiandosi a Skriniar. La Slovacchia, che fino ad allora aveva fatto un percorso degnissimo, perde fiducia e si liquefa in una maniera difficile da immaginare alla vigilia dell’incontro, gettando alle ortiche una qualificazione vicinissima. Uno scenario catastroficamente comico.

Il goffo autogol di Dubravka
Povero Dubravka (Foto: PressInPhoto/Imago Images – OneFootball)
Autore

Classe 2001, calciofilo e sportofilo da sempre, cerco di analizzare i fenomeni sportivi scomponendoli in ogni loro aspetto sia in campo che extra-campo.

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