[Nel 2013] Martens […] è un giocatore normalissimo, e ve lo dico oggi 17 giugno 2013, che non fa più di otto partite nel Napoli da titolare. (Ezio Capuano)

A conti fatti una frase del genere, riletta a distanza di sei anni, fa quantomeno sorridere.

Dries Mertens è un giocatore che non scopriamo certo oggi, che inseriamo tra le sorprese della settimana soltanto perché nell’ultimo periodo è sembrato il gemello spento del fenomeno ammirato negli ultimi anni.

In arte “Ciro”, quello che potrebbe essere il titolo di una splendida storia d’amore, ha incantato Napoli a suon di reti ma non faceva cantare il San Paolo da 3 mesi. Tanti, troppi per chi con la complicità di Sarri si era trasformato in una perfetta macchina da gol.

Una prima punta atipica, moderna, che lascia a casa l’armatura e il fisico possente per dare spazio a tecnica, velocità d’esecuzione e fantasia.

Un falso nueve 2.0 che oltre a fare il regista avanzato la butta anche in mezzo ai pali.

Mio fratello ha cinque anni più di me e io, quando ne avevo quattro, vedevo i suoi allenamenti. Lo guardavo, ma avevo voglia di tirare calci a un pallone. Una volta non ho retto e sono andato sul campo a giocare con ragazzi che avevano cinque o sei anni. In quel momento mio papà non mi stava guardando ma dopo se n’è accorto e mi è venuto a portare via. L’allenatore della squadra lo ha fermato: ‘Si allena con noi, è molto forte’. Lì è iniziato il calcio per me. Cosa avevo nella cameretta? Poco di calcio. Avevo un pallone a terra e niente sul muro. Non avevo un idolo. Giocavo a calcio ma non lo guardavo.

Con il gol segnato durante l’ultima giornata, oltre ad aver interrotto la serie negativa, si è portato ad un passo da due bomber che hanno segnato la storia dei partenopei. Rispettivamente Vojak con 103 reti e Cavani con 104. Dries è ad un passo, 102.

Davanti a lui a questo punto soltanto l’Olimpo del calcio a Napoli: Marek Hamsik in testa con 121 reti, seguito da sua maestà Maradona a 115 e Sallustro con 108.

Un podio alla portata del belga naturalizzato napoletano.

Un gol ritrovato e che ha infiammato ancora una volta tifoseria che fa del calore e dell’affetto nei confronti dei suoi eroi il cavallo di battaglia.

Che sia l’inizio verso una nuova rincorsa?
Facciamo il tifo per te, Ciro Mertens.

 

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Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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