Il Derby della Capitale. O se vogliamo Derby Capitolino. O ancora Derby del Cupolone. Per la gente comune una semplice partita di calcio. Per Roma no. Cori a squarciagola, coreografie stupende, centinaia di striscioni, bandiere, giallo, rosso, bianco, celeste. È questo er Derby de Roma. Attesissimo ogni anno. Ogni tifoso, romanista o laziale che sia, ne fa propria ragione di vita.

Il Derby convoglia in uno degli stadi più belli d’Europa: alle pendici del Monte Mario, presso il Foro Italico, nasce lo Stadio Olimpico di Roma. Uno stadio carico di storia, rivalità, sportività, amore, passione. E senza questo mix di emozioni non staremmo qui a raccontarne l’avvenenza.

Gente, parliamo del derby tra l’AS Roma (Associazione Sportiva Roma) e l’S.S. Lazio (Società Sportiva Lazio S.p.A.) … non so se mi spiego.

È sempre stata una partita che mi faceva dare qualcosa in più, i tifosi mi dicevano che era la partita più importante dell’anno, me la sono presa a cuore. Si vede anche alle spalle, prima allo stadio non c’era un posto libero. Fare gol in uno stadio così pieno è spettacolare.

Queste le parole di Marco Delvecchio, l’attaccante della Roma che vantava il record di esser stato il miglior marcatore di sempre nei derby romani, salvo poi essere superato dalla leggenda Francesco Totti.

Derby di Roma, curiosità e numeri

È da sempre un derby colmo di curiosità ed aneddoti.

Lo stadio Olimpico, infatti, può godere della prima coreografia italiana negli stadi. Per l’occasione, nel 1983, i tifosi romanisti hanno esibito uno striscione lungo 60 metri e alto 20 metri per dichiarare il senso di appartenenza e l’amore per la propria squadra che porta la dedica più sincera e diretta: “Ti Amo”.

Coreografia Curva Roma Ti Amo - Riserva di Lusso

Dalla frazione opposta la squadra laziale ha voluto celebrare la stagione nel 1997-1998, nella quale ha vinto tutti e quattro i derby, rinominando una via circostante al campo sportivo in “Viale dei Meravigliosi”.

Statisticamente parlando, il derby ha sorriso più volte alla Roma; infatti i giallorossi possono godere di 71 partite ufficiali vinte a discapito della Lazio che se n’è aggiudicate 52. I pareggi sono stati 64.

Derby di Roma, gli episodi

Ma ciò che più rimane nel cuore dei tifosi sono i gol, le giocate, i record e le vittorie della propria squadra. Come ogni partita degna di essere chiamata “derby”, non sono potuti mancare episodi che hanno segnato tutto il mondo del calcio e che hanno guadagnato di diritto un posto nella storia di questo sport.

Come dimenticare l’annata ‘99/2000: quel derby di cruciale importanza sulla strada verso la conquista del secondo scudetto della storia biancoceleste. In svantaggio dopo appena pochi minuti, la Lazio riesce a rimontare grazie alle reti di Pavel Nedved ed alla straordinaria punizione di Juan Sebastiàn Veròn.

Ma per i più nostalgici, torniamo all’annata 1998/1999, in un derby pareggiato 3 a 3 in cui Roberto Mancini (l’attuale CT della Nazionale Italiana) sigla un gol stratosferico di tacco su assist di Sinisa Mihajlovic.
Tanti, troppi ricordi. Ma continuiamo …

Dal versante Roma ci sono altrettanti episodi responsabili di qualche lacrimuccia per i più elegiaci.

È praticamente impossibile non ricordare il gol di tacco del calciatore brasiliano Amantino Mancini su assist di Antonio Cassano. Tanta roba.

Ma uno dei derby di cui i romanisti vanno sicuramente più fieri è Lazio – Roma del 2002: in questo match la Roma vince 5 a 1 grazie ad un poker dell’aeroplanino Vincenzo Montella, che stabilisce il record di gol in un derby e all’autentica perla di Capitan Francesco Totti, in gol con un pallonetto incredibile, o se volete, il cucchiaio.

Ecco appunto, Francesco Totti. Una delle ultime bandiere con la B maiuscola del calcio contemporaneo e simbolo di Roma calcistica. L’ultimo suo appuntamento col gol nei derby è stato nel 2015 quando, all’età di 38 anni, sigla una doppietta (uno dei due gol in mezza rovesciata) e festeggia in una maniera poco banale: un selfie con tutta la sua curva. Il selfie che sin da subito è diventato virale. Il selfie di Francesco Totti con tutta casa sua.

Il derby di Roma è sempre stato una delle punte di diamante del nostro campionato e ci sarebbero da raccontare, citare, ricordare ancora tantissimi episodi, ma ci affidiamo alla nostra memoria e alla nostra passione perché come dice lo scrittore britannico A. Huxley, “La memoria di ogni uomo è la sua letteratura privata”. Quindi gente, chiudiamo gli occhi e facciamo la storia.

Autore

Classe ’91. Nato ad Andria, città celebre (o forse) per il Castello sulla moneta da 1 cent, giro l’Italia suonando il pianoforte e incidendo anche un album. Completamente infatuato della buona musica e del calcio emozionale e “Brasileiro”. “..mi piace pensare la traiettoria di un calcio di punizione come una lunga scala cromatica che raggiunge l’ottava più alta nel sette”. Ah, sono un infermiere.

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