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C’è chi sostiene che Andrea Pirlo sia stato uno dei migliori centrocampisti della storia e chi gli ultimi 20 anni li ha passati sulla luna. Un concentrato di eleganza e sofisticatezza, sia dentro sia fuori dal campo, di cui andremo subito a scoprire 6 imperdibili curiosità.

VAI DIRETTAMENTE A:
1. Il rapporto con la PlayStation
2. Il suo record in Serie A
3. Il vino
4. Zingaro?
5. Smettere dopo Istanbul
6. Pirlo Kayal

1. Pirlo e la PlayStation

La PlayStation è la seconda invenzione migliore di sempre dopo la ruota. (Andrea Pirlo)

Per sua stessa ammissione, ai tempi del Milan, Pirlo era solito trascorrere ore ed ore a giocare con i compagni alla console più venduta della storia. Quale squadra sceglieva? Quasi sempre il Barcellona, squadra per cui opta tuttora.

Non solo, addirittura prima della finale di Berlino 2006, ha passato l’intero pomeriggio proprio giocando alla play.

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Andrea Pirlo esulta a Berlino (AP)

2. Il record di gol su punizione

Nella sua carriera, fra club e nazionale, ha giocato 933 partite, mettendo a segno 111 reti. Non male. Il dato che però salta agli occhi è quello delle 28 reti in Serie A (su un totale di 58) realizzate direttamente da calcio di punizione, record che condivide col sergente di ferro Sinisa Mihajlovic. Per chi lo affrontava erano delle punizioni di nome e di fatto, insomma.

Questa sua grande abilità affonda le radici nel duro allenamento e nello studio dei più grandi specialisti della storia. Da piccolo, infatti, era solito guardare i DVD di Juninho Pernambucano, da cui ha chiaramente tratto ispirazione per quanto concerne i calci piazzati.

Inoltre, il piccolo Pirlo amava allenare le punizioni già dentro casa. Come? Semplice, utilizzando sedie e divani per formare porta e barriera. Chissà che la maledetta non sia stata concepita proprio tra le mura domestiche…

3. Pirlo e il vino

Un grande vino è come un grande calciatore: lo riconosci subito.

Pirlo e il vino – o forse dovremmo dire “il grande vino”? – sono un connubio perfetto. Oltre ad esserne esperto, ne è anche produttore. Con il suo brand Pratum Coller, con sede a Castel Mella, in provincia di Brescia, ogni anno produce 20 mila bottiglie di bianchi, rossi e rosé.

I miei genitori, quando io e mio fratello eravamo piccoli, ci versavano nel bicchiere un dito di vino allungato con l’acqua. Questo è il mio primo ricordo legato al vino, è così che ho iniziato ad apprezzarlo.
Mio padre e mia madre sono cresciuti tra le vigne e vivevano in una cascina poco distante da dove ora c’è la mia azienda. Si vendemmiava tutti insieme, con i  miei zii e gli altri parenti, facevamo tutto in famiglia! Sono stati dei momenti meravigliosi che mi sono rimasti nel cuore, dei bellissimi ricordi.
Pian piano ho deciso di comprare altre vigne accanto a quelle della mia famiglia e lanciarmi in questa nuova avventura.
Produrre vino è una cosa bellissima, perché crea un legame forte con i ricordi della mia infanzia. La convivialità, lo stare insieme che c’erano allora li ho ricreati oggi.

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Andrea Pirlo con un calice di vino bianco

4. Pirlo lo zingaro?

A pochi giorni da Italia-Romania, delicatissima sfida degli Europei di Polonia e Ucraina del 2008, si diffuse un’indiscrezione clamorosa: Andrea Pirlo avrebbe origini sinti. Cosa assolutamente non vera, smentita dallo stesso giocatore, che ha voluto fare alcune precisazioni nella sua biografia Penso quindi gioco:

Mio padre Luigi si occupa anche di siderurgia. Siccome il commercio e la lavorazione dei metalli rappresentano tradizionalmente il lavoro più diffuso tra i sinti, qualcuno ha voluto fare uno più uno e dal risultato è nata quella serie di articoli strampalati.

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Andrea Pirlo insieme al padre nella loro azienda vinicola

5. Smettere dopo Istanbul

25 maggio 2005, Milan-Liverpool, stadio Ataturk. Come è finita ormai lo sappiamo tutti. Quello che è successo dopo no.

Non mi sentivo più un giocatore e già questo era devastante, ma neanche un uomo e questo era peggio… Non mi specchiavo, avevo paura che l’immagine riflessa rispedisse indietro uno sputo.

Pirlo ha confessato di aver seriamente pensato di smettere col calcio dopo quella notte e quel rigore fallito. Per nostra fortuna si è ricreduto.

Le settimane successive alla disfatta? Un breve e intenso periodo di merda. (Andrea Pirlo)

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Andrea Pirlo disperato durante la lotteria dei rigori ad Istanbul 2005

6. Chiamare Pirlo il proprio figlio

Pirlo Kayal: se mai foste così matti da recarvi all’ufficio anagrafe israeliano trovereste proprio questo nome. Ma com’è possibile?

La spiegazione risiede nel fatto che Beram Kayal, attuale centrocampista del Brighton e della nazionale israeliana, apprezza Andrea Pirlo a tal punto da avergli reso omaggio chiamando il suo primogenito proprio come il suo idolo. Tra l’altro i due si sono anche incontrati in campo durante gli ottavi di finale della Champions League 2012/13.

Tutto sommato al bambino poteva andare peggio: suo padre avrebbe potuto ammirare Papastathopoulos.

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Andrea Pirlo e Beram Kayal in un Juventus-Celtic del 2013

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