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L’abbiamo visto arrivare da sconosciuto ed andarsene da star, avvolto in quell’aura da figliol prodigo desideroso di tornare a casa, nonostante non l’avessero trattato alla perfezione, anzi.

Incarna alla perfezione il saper ricostruire una propria legacy ignorando gli errori del passato, con una consistente dose d’ingaggi milionari; in due parole? Paul Pogba, che oggi compie 26 anni.

Per tutti rimarrà sempre il 18enne che ha sconvolto il panorama calcistico, ma le candeline sono aumentate di 8 unità.

Per celebrarlo, non c’è modo migliore di andare a scoprire 6 (come il numero che l’ha consacrato alla Juventus e che ancora oggi porta ad Old Trafford) curiosità sulla sua stravagante carriera tra la Torino bianconera, la Manchester tinta di rosso e la sua Francia. Bon anniversaire, Paul!

1. Tra esultanze e capigliature

Per quanto ne possiamo sapere, il 26esimo compleanno lo sta festeggiando con il suo parrucchiere di fiducia: dagli inizi della carriera ad oggi, infatti, Pogba si è reso protagonista di più di 50 cambi di capigliature. Dalla Poké Ball pre Juventus-Napoli per catturare gli avversari partenopei al platinato esibito nel match contro il Crystal Palace, passando per l’eccentrico taglio leopardato, il suo preferito.

Innumerevoli, inoltre, sono anche le sue esultanze: inizialmente erano un tributo al rapper francese Kaaris, poi spopolò la dab dance…

2. Pallone genealogico

Sfortunatamente per i parrucchieri abituati a lavorare nel mondo del pallone, i fratelli di Paul non hanno preso esempio dal migliore in famiglia. Anche i due fratelli maggiori (che tra loro sono gemelli, essendo nati entrambi il 19 agosto 1990) Mathias e Florentin sono calciatori: il primo è l’attaccante del CD Manchego, club di terza divisione spagnola, mentre il secondo gioca nella difesa dell’Atlanta United.

Pogba con mamma Yeo ed i fratelli
Pogba con mamma Yeo ed i fratelli (Fonte foto: Gianluca di Marzio)

Anche lo zio Riva era un calciatore; fu proprio lui ad accorgersi per primo del talento del nipote, tant’è che sviluppò un metodo di allenamento privilegiato per il piccolo Paul: palloni gonfiati più del normale per sviluppare la potenza nelle gambe. L’idea ha avuto i suoi frutti.

3. Pogba, dal “piccone” al “polpo”

Paul è universalmente conosciuto come “Polpo Paul”, per via della lunghezza delle sue gambe, simili ai tentacoli del simpatico animale diventato celebre per le previsioni ai Mondiali 2010 in Sudafrica. Non tutti sanno, però, che precedentemente era noto come “Piccone”: Paul era la “Pioche”, soprannome nato per la sua legnosità sul terreno di gioco.

Il polpo Paul, star dei Mondiali 2010
Il polpo Paul, star dei Mondiali 2010 (Fonte foto: Fox Sports)

4. Maledizioni da trasferimento

La ferita tra Pogba ed il Manchester United, grazie al ritorno del francese in terra britannica, si è fortunatamente (per i sostenitori dei Red Devils) risanata; in precedenza, però, gli attriti erano tutt’altro che contenuti. Sir Alex Ferguson, infatti, si infuriò con Paul al momento del suo addio direzione Italia: credeva di avere tra le mani un gioiello da sgrezzare con il passare del tempo, ma Pogba voleva esprimersi subito.

Penso che non abbia mostrato alcun rispetto nei nostri confronti. Se questo è il suo comportamento, meglio che se ne vada.

Ferguson, Mourinho e Pogba
Ferguson, Mourinho e Pogba (Fonte foto: Mirror)

I problemi, però, nacquero anche in occasione del suo primo passaggio in Inghilterra; secondo i dirigenti del Le Havre, infatti, il Manchester United avrebbe “corrotto” la famiglia del calciatore con 90mila sterline ed una nuova abitazione. Tutto, fortunatamente, si sistemò.

5. Pogba come Zamorano

Pogba 01+5
Pogba 01+5 (Fonte foto: Yahoo Sport)

Ricordate Ivan Zamorano, l’autore del 1+8 sulle spalle della maglia nerazzurra? Beh, Pogba decise di evocare la figura di Bam Bam: vicino al 10 disegnò un +5. In questo modo la somma tra i tre numeri riportava alla mente il vecchio numero di Pogba, quel 6 con cui era letteralmente esploso all’inizio della sua carriera in bianconero.

Questo ritoccò portò a risultati incoraggianti: con quell’escamotage fece goal nel derby al Torino.

6. Ad un passo dalla Nocerina

Pogba, però, avrebbe potuto far infiammare non solo lo Juventus Stadium ed il Theatre of Dreams. Come raccontato dall’ex direttore sportivo della Nocerina Marcello Pitino, il francese fu vicino ai campani:

Nel gennaio del 2012 ricordo che dopo una chiamata del presidente riuscimmo a fare un’operazione importante di restyling della squadra nel campionato di Serie B. Stavamo trattando Leali e fummo vicinissimi a quel Pogba, che all’epoca non rientrava nei parametri della Juve.

Marcello Pitino ai tempi della Nocerina
Marcello Pitino ai tempi della Nocerina (Fonte foto: TUTTOmercatoWEB.com)

Da Manchester a Nocera Inferiore, d’altronde, è un attimo.

Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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