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Nella finale di Istanbul, sul secondo gol di Crespo, Kaka fa un tunnel a Gerrard che poi ha vinto il Pallone d’Oro e lo stesso Gerrard ha ricordato questo episodio. Credo che Kaka sia stato l’ultimo giocatore del Milan in grado di cambiarmi il battito cardiaco in più di un’occasione. (Federico Buffa)

Lo crediamo anche noi, caro Avvocato.

Ma andiamo subito alla scoperta di 10 incredibili curiosità riguardanti una delle ultime vere stelle che hanno illuminato la Serie A: Ricardo Izecson dos Santos Leite, meglio noto come Kaká (n.d.r. d’ora in poi scriveremo Kaka per motivi che “voi umani non potreste immaginare”. Che c’entra Blade Runner? Nulla, ma ci piaceva).

VAI DIRETTAMENTE A:
1. L’origine del nome
2. Il rischio paralisi
3. Il “no” di Moggi
4. L’arrivo al Milan
5. Perché la maglia numero 22
6. Cittadinanza italiana
7. Il ritorno al Milan
8. Tra i più ricchi del 2014
9. Altri progetti di vita
10. Impegno umanitario e beneficenza

1. Com’è nato il nome “Kaka”?

Kaka ha un fratello minore, Digão, anch’egli ex calciatore, militante come lui nel Milan nella stagione 2007/08, ma senza successo (3 presenze, 1 in Serie A).

Fu proprio grazie a Digão che nacque il nome Kaka, dato che da piccolo non riusciva a pronunciare il nome Ricardo. Originariamente il nome veniva storpiato in Cacá, ma poi Ricky sostituì la lettera “c” con la “k”.

kaka digao
Kaka col fratello minore Digao

2. L’incidente in piscina e il rischio paralisi

Nell’ottobre 2000, all’età di 18 anni, è stato vittima di un incidente che ha rischiato di troncare bruscamente la sua carriera: ha picchiato violentemente la testa sul fondo di una piscina e l’urto ha causato la frattura della sesta vertebra cervicale. Solo una circostanza fortunata gli ha consentito di scampare alla paralisi.

Kaka crede fermamente di essere stato graziato da Dio e per questo è nata la sua esultanza con le braccia tese al cielo e gli occhi rivolti verso l’alto.

esultanza kaka
Kaka nella sua classica esultanza

3. Il “no” di Moggi a Kaka

Prima di essere acquistato dal Milan, Kaka era seguito anche dalla Juve, ma Luciano Moggi, alla domanda se il brasiliano potesse vestire bianconero, rispose:

Uno con un nome così non potrebbe giocare nella Juve.

kaka moggi no riserva di lusso
(Dalla nostra pagina Instagram)

Oggi risponderebbe allo stesso modo? Ne dubitiamo fortemente.

4. L’arrivo al Milan

Nell’estate 2003, su segnalazione di Leonardo, Kaka fu acquistato dal Milan per soli 8,5 milioni di euro. Silvio Berlusconi definì il colpo un vero affare dichiarando che quella somma per un giocatore del genere erano “noccioline”.

In realtà anche il San Paolo, squadra da cui lo prelevarono e in cui Kaka aveva iniziato a giocare a calcio, era consapevole del valore ben maggiore del brasiliano ma navigava in brutte acque e fu praticamente costretto a cederlo per fare cassa.

kaka presentazione milan 2003
Kaka il giorno della sua presentazione

Nelle 6 stagioni al Milan (2003-2009) Ricky vince davvero tutto con la casacca rossonera: un campionato italiano, due Supercoppe UEFA, una Supercoppa italiana, una Champions League e un Mondiale per club e il Pallone d’oro 2007.
270 le presenze, 95 le reti.

5. Perché Kaka ha scelto la maglia numero 22?

Semplice, è il giorno del suo compleanno. Kaka infatti è nato il 22 aprile 1982 a Gama, in Brasile, non distante dalla capitale Brasilia.

Attualmente a vestire la maglia numero 22 nella San Siro rossonera è Mateo Musacchio.

6. La cittadinanza italiana

Kaka è (anche) italiano. Dal 2007, grazie alle origini dei genitori dell’allora moglie Caroline Celico (da cui ha divorziato nel 2015),  Kaka possiede la cittadinanza del nostro Paese. Ve lo immaginate con la maglia azzurra?

7. Il ritorno di Kaka al Milan

Sta lavorando molto in allenamento e piano piano ritrovando il ritmo della partita. Se non avrà altri infortuni, allora rivedremo il giocatore di un tempo. È una situazione diversa da quella di Ronaldinho. Kaka è un ragazzo molto vicino alla Chiesa e gli piace lavorare tanto. Ed è anche uno dei migliori amici che ho nello spogliatoio del Real. Lui tornerà grande, ma con noi a Madrid. Ve lo posso assicurare. (Cristiano Ronaldo)

Ma non fu così. Nella notte tra il 1º e il 2 settembre 2013 Adriano Galliani vola a Madrid e, dopo aver trovato l’accordo con i Blancos, riesce a trovare anche quello con Kaka che torna così al Milan dopo la parentesi di quattro anni al Real.

Dopo la prima partita pareggiata 2-2 col Torino, gli viene riscontrata una lesione all’adduttore sinistro e decide di rinunciare allo stipendio, già dimezzato, per tutta la durata dell’infortunio. Un gesto di grande rispetto e riconoscimento per la fiducia dimostratagli da società e tifosi.

8. I calciatori più ricchi al mondo nel 2014

Nel 2014, con i suoi 82 milioni di euro di patrimonio, Kaka era il quinto calciatore più ricco al mondo. Davanti a lui solo Cristiano Ronaldo (148), Messi (146), Eto’o (85) e Rooney (84).

Nella graduatoria stilata da Goal.com si teneva conto di ingaggi, bonus, sponsorizzazioni, diritti di immagine, investimenti immobiliari e titoli azionari.

Oggi la situazione è un “pelino” diversa, anche se la coppia al vertice è sempre la stessa.

9. Gli altri progetti di vita di Kaka

Ve lo immaginate Kaka con la racchetta da tennis o in giacca e cravatta a predicare la parola di Dio? Probabilmente no, ma lui decisamente sì.

Prima di intraprendere la strada del calcio Ricky voleva essere un tennista.

Inoltre, in un’intervista per la televisione brasiliana O Globo, ha manifestato la volontà di diventare pastore evangelico, praticando da anni la fede cristiana.

Penso che Dio abbia previsto una strada per ognuno di noi, ma questo non ci esime dallo scegliere, dal prendere le nostre responsabilità.

Per nostra fortuna Kaka ha deciso di dedicare gran parte delle sue energie al pallone, perlomeno fino al 17 dicembre 2017, giorno del suo ritiro ufficiale dal calcio giocato.

10. Impegno umanitario e attività benefiche

Kaka è molto attivo dal punto di vista umanitario e benefico. A tal proposito citiamo due avvenimenti.

Nel novembre 2004, all’età di 22 anni, è diventato il più giovane ambasciatore del World Food Programme, il programma alimentare mondiale dell’ONU.

Nel dicembre 2007, dopo esser stato eletto miglior giocatore del Mondiale per club ha deciso di devolvere il premio Toyota di 21 milioni di yen (circa 128.000 euro) alla Fondazione Milan e al progetto dell’Holy Family Hospital di Nazareth.

Non mi interessa essere un sex symbol, non cerco nulla di ciò. Mi interessano i valori familiari, sono quelli che voglio comunicare.

Un grande calciatore, un grande uomo.

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