In occasione del 44esimo compleanno di David Beckham, scopriamo insieme 7 incredibili fatti riguardanti l’ex stella di Manchester United e Real Madrid.

1. Campione in erba

Le grandi doti tecniche di Beckham si manifestarono fin da ragazzino facendogli così conoscere il successo nel mondo del pallone ben prima di molti altri suoi (ex) colleghi.

Ai tempi della scuola elementare ha fatto parte della selezione che difendeva i colori della contea dell’Essex e a soli 11 anni ha vinto il suo primo titolo a livello nazionale dedicato agli studenti, il Bobby Charlton Soccer Schools National Skills Competition. Nel corso di questo torneo si mise particolarmente in luce e vinse un permesso per allenarsi un giorno intero con la cantera del Barcellona.

2. Poca istruzione

Beckham fu presto chiamato dal Manchester United per entrare nel settore giovanile dei Red Devils. A 16 anni decise così di smettere di studiare per dedicarsi completamente al calcio. A posteriori, non una scelta sbagliata.

La passione per lo studio non è comunque nel “DNA Beckham”. A testimoniarlo un famoso siparietto col primogenito.
Dopo aver marinato le lezioni, il ragazzo si stava riprendendo con il proprio smartphone, mostrandosi ai fan, quando fra i commenti della sua diretta Instagram è arrivato anche quello del padre: “Dovresti essere a scuola!”. Inevitabile l’ironia sul web.

David Beckham Riserva di Lusso

3. Fobie e disturbi

Beckham soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo. Si vocifera che nella sua abitazione abbia ben tre frigoriferi: uno solo per il cibo, un secondo dedicato alle verdure e un terzo per le bibite.

David, inoltre, soffre di ataxofobia (paura del disordine) e ornitofobia (paura degli uccelli).

4. FIlm per lui

Sono davvero molteplici gli omaggi del cinema a David Beckham.

Tutti ricorderete il film a lui intitolato, Sognando Beckham, nel quale una ragazzina indo-britannica sogna di incontrarlo e di diventare una calciatrice di successo al pari del suo idolo.

Innumerevoli invece i riferimenti alla sua persona in molti altri film. Per esempio, in Love Actually, il primo ministro inglese interpretato da Hugh Grant lo cita in un divertente discorso patriottico:

L’Inghilterra è la patria di Shakespeare, Churchill, del piede destro di Beckham e del piede sinistro di Beckham.

Piccola nota: sull’ultima parte un certo George Best non è proprio d’accordo. “Non sa calciare col piede sinistro, non sa colpire di testa, non sa contrastare e non segna molto. A parte questo, è a posto”.

5. Passioni extracalcistiche

Lo Spice Boy non ama solo il calcio (e Victoria). Ha una vera passione per il vino in particolare quello rosso. Per questo ha acquistato nella Napa Valley un intero vigneto che ha poi deciso di regalare a sua moglie.

Tra le sue grandi passioni ci sono anche la fotografia e il mondo dei motori, in particolare quello delle due ruote.

6. Voce

Specialmente nei primi anni di fama, David Beckham aveva una voce molto cigolante e acuta, piuttosto riconoscibile. Una voce poco posh (“elegante” in italiano), soprannome nientemeno che della moglie Victoria.

Nel corso degli anni però quella stranezza si è notevolmente ridotta. Il merito? Di un voice coach, ovvero un insegnante di canto da lui assunto proprio per correggere questo suo “difetto”.

La bellezza è tutto. Hai mai sentito la voce di David Beckham? Sembra che abbia fatto sesso orale con una bomboletta d’elio. (Deadpool)

7. Beneficenza

Fin dai tempi del Manchester United ha sostenuto l’UNICEF e nel gennaio 2005 è diventato Goodwill Ambassador con particolare attenzione al programma Sports for Development (“Sport per lo sviluppo”) e testimonial della campagna Uniti per i bambini, Uniti contro l’AIDS, per la quale si è recato in Sierra Leone dal 18 al 20 gennaio 2008.

Beckham è anche portavoce di Malaria No More, un’organizzazione non-profit di New York nata nel 2006 con lo scopo di debellare la malaria in Africa, e sostenitore di Help for Heroes, associazione nata per aiutare i feriti di ritorno dall’Iran e dall’Afghanistan.

Durante i 5 mesi di militanza al Paris Saint-Germain ha deciso di devolvere il proprio stipendio a un’associazione parigina che si occupa di bambini in difficoltà.

Lui e sua moglie hanno addirittura una loro fondazione, la Victoria and David Beckham Charitable Trust, che si occupa di bambini disabili.

Beckham era la bandiera di un calcio in trasformazione, non più palla lunga e pedalare, non più gambe lunghe e nodose, visi pallidi e grandi faticatori anonimi ma una piena rivoluzione estetica. Il ribaltamento del teorema di George Best, che era invece un divo naturale e senza studio. Beckham è perfetto, sposerà la donna giusta per aumentare a dismisura quel senso di plastica adeguatezza ai nuovi media e occuperà la scena dell’alta e bassa moda più di quella delle cronache calcistiche. Ed è un peccato perché Beckham è stato un gran calciatore. (Michele Dalai)

Autore

Aspirante medico, nuotatore e fratello premuroso. Ama parlare attraverso le immagini e immaginare attraverso le parole. Il bianco e il nero, seppur colori a lui a cuore, rappresentano solo gli estremi della scala di grigi con cui concepisce e racconta lo sport e la vita.

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