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Vi siete mai chiesti di chi sia quel faccione disegnato sullo stemma dell’Ajax? Si tratta di Aiace Telamonio, eroe della mitologia greca. Omero lo descrive come un guerriero insuperabile, uscito sempre indenne dalle sue battaglie e l’unico tra i protagonisti dell’Iliade che se la cava senza mai fare affidamento sugli dei.

Nessun aiuto divino neanche nel giovedì europeo per l’Ajax e il risultato è un 2-1 che non basta per proseguire il cammino verso la finale di Danzica. Il popolo di Amsterdam è in caduta libera. Il treno delle delusioni è partito a maggio scorso ed è arrivato a fine corsa ieri. Le tappe, tutte dolorose, sembrano scrivere un mito a parte.

A un passo dall’Olimpo

Come dicevamo: maggio 2019, è qui che l’Aiace dei nostri giorni inizia a perdere colpi. I ragazzi terribili di Erik ten Hag sono la vera sorpresa della UEFA Champions League e, dopo aver eliminato le corazzate Real Madrid e Juventus, affrontano il Tottenham in semifinale. Nella prima gara, che si gioca a Londra, vincono di misura con un gol di Donny van de Beek. Al ritorno stradominano il primo tempo andando sul 2-0 con Matthijs de Ligt e Hakim Ziyech. Sembra fatta.

Il secondo tempo avrebbe dovuto rappresentare una passerella sul tappeto rosso. Peccato che il tappeto sia rosso di sangue di Aiace: una, due, tre volte Lucas Moura! E la terza, quella che fa più male e che vuol dire eliminazione, arriva a un secondo dal triplice fischio. Un secondo dal Liverpool. Un secondo dal Wanda Metropolitano. Un secondo dall’Olimpo.

Ajax Tottenham 2-3 - Riserva di LussoLa caduta dei (semi)dei

Grazie alle gesta della stagione precedente, l’Ajax è tornato a far parlare di sé in Europa. Non è più un underdog. È una grande di tutto rispetto. La condanna ad essere semidei sembrerebbe piacevole, e invece…

Il Fato spinge gli olandesi in un girone equilibrato ma all’apparenza alla portata. I sorteggi di Montecarlo dicono Chelsea, Valencia e LOSC Lille. La partenza è trionfale: tre gol rifilati a Lille e Valencia. Poi la frenata: perde in extremis con il Chelsea in casa, si fa rimontare da 1-4 a 4-4 a Stamford Bridge e crolla nello scontro decisivo con i murciélagos. I lancieri si rivelano più umani che divini, cadono e retrocedono in Europa League contro ogni pronostico.

Chelsea Ajax 4-4 - Riserva di LussoBenvenuti nel regno dell’Ade

Nel doppio scontro dei sedicesimi di finale ten Hag si trova di fronte Pepe Bordalas, che col suo Getafe sta facendo registrare numeri importanti già da qualche stagione. È tra le squadre più organizzate ancora in lizza nella competizione UEFA e, non a caso, nel campionato spagnolo è coinvolta nella bagarre Champions con Atletico Madrid, Siviglia e Real Sociedad.

L’accoglienza all’Inferno è paradossalmente fredda: 2-0 per i madridisti. Le speranze di rimonta vanno scemando quando dopo appena cinque giri d’orologio del ritorno Jaime Mata buca Onana. In un modo o nell’altro poi riescono a ribaltarla, ma il 2-1 finale premia il Getafe. Se l’Aiace di Omero non conosceva la parola sconfitta, quello di Amsterdam ne ha vissute anche troppe nel giro di 365 giorni.

Ajax Getafe 2-1 - Riserva di LussoNelle mani delle Moire

In tutto questo, strada facendo i lancieri hanno perso pezzi: capitan de Ligt si è accasato alla Juventus, Frankie de Jong al Barcellona, Lasse Schone al Genoa, Kasper Dolberg al Nizza… A questi aggiungiamo Zyech che ha da poco stretto la mano di Abramovich per tingersi di blu in estate e van de Beek che difficilmente potrà essere trattenuto.

Nella mitologia greca, all’Inferno si incontrano delle signore anziane che tessono un filo. Non è un filo qualunque, è il filo della vita; e loro non sono persone qualunque, sono le Moire, rappresentano il destino ineluttabile e decidono quando la vita deve terminare recidendo quel filo. Nel caso del nostro Ajax, a tesserne il cammino sono tre donne di nome Gloria, Delusione e Mercato. La prima sembra stanca, le altre no. È il momento di tagliare. L’Aiace leggendario non vivrà più. Perlomeno con questa pelle.

Aiace si sta per togliere l’elmetto. Che sia solo una tregua.

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