Prevedere il futuro è difficile, prevenirlo ancor di più. Al massimo, si può provare ad analizzarlo. Nel primo turno di Serie A che si affaccia alla settimana europea (sei le italiane impegnate tra Champions ed Europa League), la strategia inizia ad avere il suo peso. Diventerà fondamentale il turnover, ma anche importantissimo sarà districarsi tra le miriadi di partite che il week-end ci offre. Tra spunti e appunti, ecco quello che la 3^ giornata di campionato ci riserva.

FIORENTINA-JUVENTUS

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Alle stelle quello bianconero, alle stalle quello di Commisso e squadra. La classifica rimane “stretta” alla Juventus (sei punti su sei sembrano persino poco per il reale valore dei bianconeri) e strettissima ai Viola (lo zero in classifica non rispecchia il reale valore della Fiorentina).

Ma se il percorso europeo della Juventus resta ben chiaro, il progetto di Commisso rimane a lunga gittata. Montella sa benissimo cosa manca al suo lavoro per fiorire come un bocciolo in primavera: il tempo. Lo ha chiesto, l’allenatore dei Viola (<<Ho quasi venti giocatori nuovi, alcuni ancora non si conoscono nemmeno>>), ma il campionato non aspetta. E nemmeno fa sconti: al Franchi, di fronte alla Fiorentina, si presentano i campioni d’Italia.

PARTE TATTICA:

In casa Viola la difesa vista nelle due prime uscite di campionato si è dimostrata l’anello debole di una squadra ancora in rodaggio. In questo senso, non aiuta di certo il crash-test contro un potenziale offensivo come quello bianconero. Viste le premesse sulla carta, dovranno fare molta attenzione i singoli (Milinkovic e Pezzella) e i reparti (difesa e centrocampo) stando attenti e stretti a non concedere a Higuain lo spazio e il tempo per svolgere il suo lavoro di falso nueve (o sponda per Ronaldo). Questa lacuna in casa Fiorentina è emersa soprattutto nella sconfitta contro il Genoa della scorsa giornata: il secondo goal di Kouame è nato da un rinvio del portiere rossoblù e una squadra, la Fiorentina stessa, spaccata in due tra una difesa bassissima e i restanti reparti nella metà campo genoana.

In casa Juventus, invece, resta ben poco a livello tattico da ribadire alla truppa di Sarri (che rientra in panchina dopo l’acciacco polmonite). Ci si augura solo di vedere maggiormente la mano dell’allenatore toscano in una squadra che, per emergere, alla fine può contare sull’inventiva dei singoli. Solo una postilla: sfruttare di più la già citata disattenzione difensiva dei Viola, sia per vie centrali che per superiorità in fascia.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Il potenziale in campo è tanto, forse troppo grande per eleggere un solo futuribile uomo partita. Puntiamo tutto su Higuain, sia per il suo nuovo-vecchio ruolo (non più punta da fionde ma attaccante da sponde) che per le statistiche: al debutto in A con la Juventus il Pipita subentrò e segnò, mettendo la prima firma in bianco e nero proprio contro la Fiorentina. In sintesi, quando vede Viola, Higuain reagisce come il toro di fronte al drappo rosso del torero nell’arena della corrida.

NAPOLI-SAMPDORIA

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Chi mentalmente dovrà rialzarsi saranno Koulibaly, Napoli e i napoletani. Ma anche la Sampdoria non scherza: sette goal presi, un rigore siglato, zero punti in classifica. Il freno a mano dei blucerchiati è lo stesso che può tirare Ancelotti: Younes per Insigne (acciaccato fisicamente, da non rischiare per la sfida al Liverpool) e Maksimovic per Koulibaly (acciaccato mentalmente, da non azzardare per la gara con la Sampdoria).

Al San Paolo, dubbi di formazione a parte, peseranno di più le scorie dell’Allianz Stadium o il negativo ruolino di marcia dei blucerchiati? Chi saprà superare sé stesso, e il suo recente passato, saprà superare l’avversario.

PARTE TATTICA:

Così come per Fiorentina-Juventus, anche Napoli-Sampdoria segue le orme di un potenziale offensivo super (quello partenopeo, sette goal in due giornate) contro una difesa ancora in balia di sé stessa (quella blucerchiata, con sette reti subite). In questo senso dovranno fare attenzione i centrali Colley (non più lo stesso dalla partenza di Andersen) e Murillo (non ancora all’altezza di rimpiazzare il danese ex Sampdoria) contro una squadra rodata, di qualità e attaccante in massa (attenzione agli inserimenti a turno di Lozano e Fabian Ruiz).

Napoli e i napoletani avranno poco da preoccuparsi in difesa: il gioco non ancora sviluppato della Sampdoria lascia a cartucce spente il pistolero Quagliarella, che al San Paolo sarà ricco di affetto (da ex) ma povero di palloni utili per andare a segno.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Dando per scontata la superiorità partenopea, come gioco e singoli, bisognerà fare particolare attenzione a Hirving Lozano, straripante nel debutto all’Allianz Stadium (con goal) e benedetto persino da Cristiano Ronaldo (<<Dopo la partita, CR7 si è complimentato per la rete messa a segno>>).

INTER-UDINESE

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La capolista rinata, a pieni punti e a gonfie vele contro la squadra cinica, sballottata la scorsa giornata dal Parma ma comunque pecora nera dei nerazzurri. A San Siro andrà in scena questo, in un crocevia quasi fatale per i padroni di casa, dove riconfermarsi sarà un obbligo, oltre che la parola chiave del match.

I nerazzurri, in questo senso, si dimostreranno una potenza di fuoco o un fuoco di paglia?

PARTE TATTICA:

L’Inter, una squadra corazzata nell’indole, contro l’Udinese, corazzata nel modulo. Quasi a specchio, tra l’altro: 3-5-2 per entrambe, con la variante del 3-5-1-1 che dipenderà molto dalla spalla che cercherà di sorreggere la prima punta (Martinez o Sanchez per Lukaku; Pussetto, Nestorovski o De Paul per Lasagna).

Le scelte di formazione dell’ultimo minuto cambieranno ben poco due assetti di squadra già ben consolidati, oltre che un copione di gara già quasi scritto: pallino del gioco in mano ai nerazzurri, che sfrutteranno le sportellate di Lukaku e i tiri dai 20 metri (oltre agli inserimenti) di Sensi per superare un Udinese rintanata dietro e intenzionata a giocare solo di ripartenze. In questo senso, presumiamo un atteggiamento negativo da parte dei friulani, che così facendo eviteranno di subire i contropiedi fulminei che la scorsa gara di campionato, ad opera di Gervinho, hanno letteralmente lacerato la squadra e mandato su tutte le furie Tudor.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Aspettando il ritorno del Niño Maravilla (ancora fuori condizione, probabile per lui solo uno spezzone di gara), chi si (ri)prenderà la scena presumiamo sia di nuovo Stefano Sensi, entrato fin da subito nei dettami di Conte. Potrà farlo in diversi modi: nelle vesti di giocatore spacca-partita (quasi imprendibile quando parte palla al piede) o come specialista nelle punizioni, una lacuna dei nerazzurri di questi ultimi anni.

GENOA-ATALANTA

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Un Genoa rinvigorito dalla Cura Andreazzoli, fatta di lavoro sulle leve mentali oltreché pratiche sul campo, contro un’Atalanta, come ad ogni inizio di stagione, ombra di sé stessa, capace di rimontare la Spal (da 2-0 a 3-2) ma cadere in casa, la giornata successiva, contro il Torino (in un 3-2 a parti invertite).

La partita promette spettacolo ed emozioni. Dovrà essere bravo Gasperini, in questo senso, a gestire il tributo da ex.

PARTE TATTICA:

A leggere la partita che sarà, saltano subito all’occhio due concetti: le palle inattive e le fasce. Sulle prime, entrambe le squadre restano molto pericolose (sia nel fare che nel subire reti), soprattutto da calcio d’angolo. Sulle seconde, invece, si svilupperà la gara specialmente per quanto riguarda l’Atalanta, che degli esterni ne fa una questione di principio (attenzione agli inserimenti di Hateboer e Gosens).

Ci sarà molto lavoro per la retroguardia rossoblù, che dovrà essere brava a giocare con velocità di pensiero (per prevenire e intercettare le invenzioni di Ilicic e Gomez) e rapidità di gambe (limitando le scorribande degli esterni e la falcata di Zapata). A proposito di Duvan: da evitare l’uno contro uno con il colombiano, straripante per stazza fisica. L’unico modo per difendersi dalle sue giocate, che già in due occasioni su due giornate hanno portato alla marcatura, è giocare di reparto, oltreché di squadra.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Tanti, i calciatori futuribili come man of the match della gara del Ferraris. Ci soffermiamo su Duvan Zapata, pericoloso sia per caratteristiche tecniche che per la già citata stazza fisica. Un vero test di resistenza per la retroguardia rossoblù.

BRESCIA-BOLOGNA

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Alla prima davanti al proprio pubblico il Brescia ci arriva con il bicchiere mezzo pieno: tre punti su sei con trasferte del calibro di Cagliari e Milano (sponda rossonera) sono un buon bottino per una neopromossa che se la dovrà vedere con il Bologna dell’irrefrenabile Sinisa, non ancora sconfitto in questo campionato.

PARTE TATTICA:

Il Brescia sa giocare a calcio, senza freni né paura di subire. E avrà motivazioni in più nel proporre spettacolo nella prima partita in casa dopo il grande ritorno in A.

Il Bologna, dal canto suo, forte della mentalità data dal suo allenatore, è un duro osso da mordere. La squadra di Sinisa rimane forte sull’intensità di gioco, meno sulla sua qualità. Ma ci penseranno Orsolini, Soriano e Sansone a dare imprevedibilità ad una manovra che avrà bisogno del lavoro, in fase realizzativa, di Mattia Destro.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Per il match del Rigamonti, sulla carta alla pari, ci ispira fiducia Soriano, l’uomo dell’imprevedibilità sia a gara in corso (con le sue giocate per i compagni) che allo scadere (lo testimonia lo zampino al 94′ che ha piegato la Spal la scorsa giornata).

SPAL-LAZIO

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La Spal, dopo aver subito una rimonta alla prima giornata da parte dell’Atalanta e aver perso all’ultimo respiro contro il Bologna, arriva alla sfida casalinga desiderosa d’iniziare ad accumulare punti. Dall’altro lato abbiamo invece una Lazio che dopo aver annientato la Sampdoria a Marassi, è uscita indenne dal derby grazie al pareggio di Luis Alberto. Inzaghi ora vorrà sicuramente accelerare per guadagnare punti preziosi quando ci sarà da tirare un primo bilancio.

PARTE TATTICA:

L’assenza di Lazzari sulla fascia ha creato più di qualche problema alla squadra di Semplici, che giocherà a specchio: entrambe le squadre infatti hanno fatto del 3-5-2 la loro spina dorsale. Fondamentale sarà il lavoro degli esterni D’Alessandro e Di Francesco per mettere in difficoltà i bianco celesti. La Lazio invece sembra aver iniziato senza grossi problemi la nuova stagione, e l’ottima prestazione di Marassi si è in buona parte riproposta nel derby: in una partita dove entrambe le squadre hanno centrato 4 legni a testa, il punteggio poteva essere ben diverso. Fondamentali saranno gli inserimenti di Milinkovic-Savic, che dovrà anche trascinarsi le attenzioni della mediana spallina.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Un nome più di tutti: Ciro Inmobile. L’attaccante napoletano, dopo essere andato in goal alla prima, non ha giocato una buona partita nel derby (fornendo comunque un assist), ma ha centrato anche la rete nella scorsa partita della nazionale contro la Finlandia. E poi, alla Spal, Ciro ha sempre fatto male: che sia il momento giusto per ripetersi?

PARMA-CAGLIARI

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Per il Cagliari il campionato non sembra essere partito proprio alla grande. Mentre i ducali, dopo aver perso alla prima contro una rombante Juventus, hanno battuto l’Udinese, gli ospiti sono reduci da due sconfitte su due: quella interna contro il Brescia e quella esterna contro l’Inter. Entrambe cercheranno quindi la vittoria, in una partita che si prevede prettamente voltata alla fase offensiva.

PARTE TATTICA:

Se tra le fila dei padroni di casa non registriamo assenze abbastanza pesanti, non possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda i sardi: sarà infatti fuori per un problema al polpaccio Radja Naingollan, che rappresenta tatticamente una pedina importantissima per il centrocampo. Resta da vedere la partita di Nandez, che avrà un bel da fare con la velocità di Gervinho che spesso, passa per le vie centrali partendo dall’esterno.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Gervinho deve sbloccarsi, e quale migliore occasione per farlo se non con una difesa tutt’altro che irresistibile? Nella retroguardia del Cagliari dovrebbe infatti esserci dal primo minuto Klavan, che tra le sue doti non può contare sulla velocità necessaria a stare dietro all’ivoriano.

ROMA-SASSUOLO

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Se la Roma saprà superare la pareggite (due “X” su due) e la sfortuna (i quattro legni presi nel derby), forse finalmente riuscirà ad imporsi, superando un’embrionale crisi d’identità. Come il Sassuolo, che va all’Olimpico come il paziente dallo psicologo: per capire sé stesso. I neroverdi sono la squadra sconfitta in casa del Toro o lo schiacciante team che ha travolto la Sampdoria?

PARTE TATTICA:

Il calcio di De Zerbi lo conosciamo, un misto tra tempi spagnoli e intensità italiana. Un tiki-taka meno guardiolesco, diciamo. Di più difficile caratura rimane il gioco di Fonseca, ancora non a pieno regime come vorrebbe l’allenatore portoghese. Dei giallorossi preoccupa la fase difensiva, ancora troppo disattenta (anche se Smalling sostituirà Juan Jesus) e non curante delle giuste distanze tra i reparti. I neroverdi dovranno essere bravi in questo per imporsi all’Olimpico: sfruttare ogni minimo errore (di perdita del pallone e di posizione) dei padroni di casa. Al contrario, senza Under (fermo per cinque settimane), la Roma dovrà sfruttare la fresca inventiva di Mkhitaryan e il cambio di passo di Zaniolo, spostato nel suo ruolo non-naturale come la fascia.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Con la nazionale, in settimana, ha stupito tutti. Adesso i tifosi della Roma si aspettano le stesse prestazioni. Stiamo parlando di Mkhitaryan, il nuovo jolly a disposizione di Fonseca. E se si presentasse all’esordio all’Olimpico con un goal?

HELLAS VERONA-MILAN

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Tutto sommato, con un bilancio di un pareggio e una vittoria (contro una delle rivali per la salvezza) la stagione dell’Hellas Verona non è poi iniziata così male. Tutt’altra storia invece per il Milan, che ha perso la prima contro l’Udinese giocando veramente malissimo, e ha vinto in casa con il Brescia ma facendo molta fatica. Adesso arriva un altro avversario sulla carta molto abbordabile e la squadra di Gianpaolo non può più sbagliare.

PARTE TATTICA:

Rrhanami, Kumbulla e Bocchetti. Sono questi i tre centrali della difesa a 3 dei padroni di casa che avranno il compito di rendere innocuo Piatek, che non segna da un’eternità. Su di lui si stanno sollevando parecchi dubbi, ed è normale che inizi a sentire la pressione addosso; deve sbloccarsi e questa, contro una difesa non certamente inbucabile, è un occasione d’oro. Tutino e Zaccagni invece si ritroveranno ad affrontare Romagnoli e Musacchio, che questa volta molto probabilmente terranno Donnarumma al sicuro.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Oltre a Piatek, il vero uomo da tenere d’occhio è Bennacer. Il mister gli ha concesso un occasione da titolare e lui dovrà dimostrare di essere da Milan. Oltretutto, in una partita dove ci si aspetta che siano proprio i rossoneri a fare la partita, sicuramente non mancherà la possibilità di calciare da fuori, campo dove Bennacer ha molto da dire.

TORINO-LECCE

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La squadra di Mazzarri deve ancora riprendersi dalla cocente eliminazione dall’Europa League, sarà difficile ma necessario ritrovare le motivazioni giuste. Dall’altro lato invece, il neopromosso Lecce viene da due sconfitte consecutive, e cercare di mantenere la tranquillità sarà fondamentale.

PARTE TATTICA:

Reintegrato in rosa Nkolou, il Torino può contare sicuramente su un reparto difensivo molto più stabile. Saranno i padroni di casa a fare la partita, con i salentini che proveranno a far male in contropiede. Fondamentale sarà l’apporto di Rincon, che se spezzerà bene i tempi di gioco, potrebbe creare grandi problemi al Lecce.

CHI SEGUIRE CON ATTENZIONE:

Sembrerà scontato dirlo, ma l’acquisto più oneroso dell’era Cairo (25 milioni di euro, la cifra più alta spesa per un singolo giocatore nei 14 anni di gestione del presidente granata) potrebbe mostrarsi al suo nuovo pubblico nelle vesti di giocatore risolvi-partite. Stiamo parlando di Simone Verdi, che avrà l’opportunità di giocarsi le sue chanche sfruttando il lento rientro di Iago Falque.

 

(Ha collaborato Matteo Paniccia)

Autore

Classe 2000. Capisce da piccolo di aver più cuore che tecnica: smette con il calcio giocato e passa a teorizzarlo. Oltre a pensare di riempire la pancia, cerca di colmare l’anima vivendo di sport e valori morali, che non gli danno da mangiare ma lo fanno arrivare a posto con sé stesso ai pasti

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