CALCIO ITALIANO MINUTO DI RECUPERO

Di chi sono le colpe in casa Sampdoria

Non deve sorprendere il risultato del Ferraris. Avete mai visto una zattera superare indenne una bufera?

Ma cancellando le metafore della nave che affonda, c’è ben poco di poetico in casa Sampdoria dopo una partita e un risultato del genere. Senza il paraocchi del risultato e lo zaino degli alibi, guardiamo al giorno zero del progetto blucerchiato.

Ranieri ha detto che è stato fatto un mercato invernale “nelle possibilità della Sampdoria”. E quando a gennaio spendi soltanto 200 mila euro per tre prestiti (Tonelli, Yoshida e La Gumina, oltre alla partenza di Caprari) allora vuol dire è più questioni di volontà che di possibilità. Ci sono da capire le reali intenzioni di Ferrero, ancora una volta contestato dalla tifoseria tra un gol di Vlahovic e un palo di Chiesa. Se l’obiettivo era d’immagine, la pubblicità per la sua casa cinematografica è stata fatta ed è meglio farsi da parte, perché anche i migliori spot televisivi smettono di andare in onda dopo un po’. E forse il tempo per Ferrero è arrivato.

Ranieri è un allenatore navigato. Sa bene quello che ha disposizione e quello che può ottenere. Nessuno può fare il brasato senza carne e senza vino. Perlopiù se allo chef (l’allenatore) dai un sugo e un pacco di pasta: al massimo può uscire un piatto di pastasciutta. E può essere salata o meno, cotta o al dente, ma non diventerà mai brasato.

E allora al tecnico blucerchiato non resta che fare da scudo:

Dico ai ragazzi bravi che non hanno mollato: il gol della bandiera lo testimonia.

Che alla fine è un po’ come prendere con il cucchiaino la goccia d’olio in una pentola d’acqua.

Ma bicchiere o pentola che sia, in casa blucerchiata il contenitore è comunque vuoto. E sicuramente, in queste condizioni, neanche la pasta si può cucinare.

Autore

Classe 2000. Capisce da piccolo di aver più cuore che tecnica: smette con il calcio giocato e passa a teorizzarlo. Oltre a pensare di riempire la pancia, cerca di colmare l’anima vivendo di sport e valori morali, che non gli danno da mangiare ma lo fanno arrivare a posto con sé stesso ai pasti

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