Francesco Caputo.
Anzi Ciccio Caputo.

Ce lo ricordiamo tanti anni fa, al Bari in serie B. Ragazzo cresciuto proprio lì, nella squadra del capoluogo pugliese. Promessa dei galli baresi.
Poi dopo il fallimento della squadra, ne abbiamo momentaneamente perso le tracce.
Uno dei protagonisti col Bari di mister Antonio Conte nella stagione 2008/2009 dove ottiene la promozione di in Serie A. Piccole parentesi in prestito alla Salernitana e al Siena negli anni successivi ma è Bari il suo cuore, dove segna 49 gol in 150 presenze.

Purtroppo nel 2012 arriva una squalifica per vicende legate al calcioscommesse. Ma Ciccio non si abbatte. Dopo un po’ di tempo Ciccio torna, cresce e stupisce tutti. Prima con La Virtus Entella, a cui si lega per due anni e segna la bellezza di 35 gol in 80 presenze, e poi all’Empoli dove è uno dei protagonisti della promozione del club della massima serie nel 2018. Ciccio è il capocannoniere della Serie B con 26 gol.

Il resto è storia di cui ne conosciamo fatti e misfatti. Caputo torna in serie A segnando il primo gol dopo quasi 8 anni dalla sua ultima apparizione contro il Cagliari, dando il via a prestazioni sensazionali fino a raggiungere quota 16 gol in Serie A.

Ciccio è entrato nel cuore di tutti. Sportivi, allenatori, fantallenatori, tifosi, fans, tutti. Le sue lacrime dopo la mancata salvezza del suo Empoli all’ultima giornata sono rimaste nel cuore di tutti noi. D’altronde, come non adorare un “recordman” come lui: è l’unico giocatore di movimento che ha giocato tutte le partite, tutti i minuti, tutti i secondi di questa Serie A 2018/2019. 3654 minuti,38 partite sempre in campo. Recupero compreso. L’unico in Serie A (a parte qualche portiere, chiaramente). Nonostante il finale di stagione con tanti acciacchi lui è riuscito sempre ad esserci.

Ciccio è diventato un idolo.

Ciccio Caputo Empoli esultanza Riserva di Lusso

L’esultanza di Ciccio Caputo e la birra

Idolo anche per la sua “famosa” esultanza dopo un gol.
Ricordate la sua esultanza? Ciccio esulta correndo e portando la mano verso la bocca simulando di bere una pinta di birra. Sapete il perché?

Caputo è anche un produttore di birra artigianale. La sua azienda si chiama Birra Pagnotta.

Il nostro pane Dop – dice Caputo – conosciuto in Italia e all’Estero si chiama così e quindi volevamo che si capisse subito il carattere forte della nostra birra.

Parliamo del pane di Altamura, chiaramente, la pagnotta.

Un esempio da seguire Ciccio, che è riuscito ad unire una delle proprie passioni alle sue radici, evidentemente mai dimenticate.

Ok. Adesso Ciccio è un idolo ad Empoli, lo è stato della Virtus Entella, ma Bari non si scorda mai.

 

Autore

Classe ’91. Nato ad Andria, città celebre (o forse) per il Castello sulla moneta da 1 cent, giro l’Italia suonando il pianoforte e incidendo anche un album. Completamente infatuato della buona musica e del calcio emozionale e “Brasileiro”. “..mi piace pensare la traiettoria di un calcio di punizione come una lunga scala cromatica che raggiunge l’ottava più alta nel sette”. Ah, sono un infermiere.

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