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Ieri, sabato 24 agosto, è finita l’agonia di milioni di italiani: è tornata la nostra tanto amata Serie A, offrendoci, subito dopo l’esordio al Tardini della Juventus contro il Parma, un match “di cartello”, ovvero quello tra Fiorentina e Napoli.

Non stavo più nella pelle, avrò studiato il calendario a memoria almeno cinque o sei volte, e alle 18:30, la mia posizione era lì, sul divano, ad aspettare il primo di una lunga serie di calci a quel pallone (brutto, davvero brutto quest’anno) che ci accompagnerà per altri nove lunghissimi mesi. Poi però quello che non doveva più accadere, è accaduto di nuovo. Rovinando tutto, irrimediabilmente.

Il concetto di perfezione

Bisogna tornare un attimo indietro, più precisamente alle undici di mattina del sabato in questione: il sottoscritto, si alza tutto assonato, e dopo aver infilato al volo un abbigliamento consono a presentarsi in pubblico, esce e si reca al bar più vicino, dove dopo il solito cornetto e cappuccino, si dedica alla lettura dei quotidiani. Fin quando sottomano non arriva “La Gazzetta Dello Sport”, dove tra le prime pagine c’è un titolone che recita: “Nicchi: (sul var) siamo vicini alla perfezione”. Ok penso. Può essere vero, in effetti a Coverciano a quanto pare si è davvero lavorato parecchio per la nuova stagione. e tornando a prima, è proprio Parma-Juventus a dargli ragione, quando Mazzoleni dal Var decide di annullare il goal irregolare di Cristiano Ronaldo, per via di un fuorigioco. Eh già, avete letto bene. Una decisione presa per bene. Le aspettative c’erano tutte, e  il concetto di perfezione del signor Nicchi sembrava davvero piacermi. Poi però è arrivato Mertens. E il signor Massa. E i suoi assistenti in sala Var. Maledetti, siamo solo alla prima e già avete rovinato tutto. 

Si tratta solo di calcio (e Var) d’agosto?

Foto analisi di Luca Marelli

Siamo al 40° minuto del primo tempo, sul punteggio di uno a uno e con le squadre già lunghissime che attaccano senza sosta da una parte all’altra. Il risultato finale sarà di tre a quattro per gli ospiti, in una partita che sì regala emozioni e goal a ritmi frenetici, ma che mette in mostra le evidenti lacune difensive dovute alla scarsa condizione fisica e tattica: i giocatori devono ancora entrare nel rodaggio. Succede però, appena un minuto dopo, al 41°, qualcosa di brutto, veramente brutto: siamo in area di rigore della Fiorentina, con il Napoli che sta attaccando, e Castrovilli, per recuperare un pallone è a terra. Mertens, che quel pallone sta cercando di mandarlo in rete ne approfitta, e va giù esattamente come una pera che si stacca dall’albero. Castrovilli come si può fin da subito vedere nelle immagini, non ha nemmeno sfiorato l’attaccante partenopeo. “Ok, ora andranno al Var e risolveranno tutto” è il pensiero di tutti, forse anche dei napoletani, quelli sportivi ovviamente. E invece no, perché l’arbitro Massa, quel concetto di perfezione a cui mi ero aggrappato, anche se solo per un pomeriggio, lo prende con violenza e lo fa fuori, senza pietà; prima decidendo di non consultare il “video assistant referee”, poi confermando la punizione dagli undici metri.

Eppure, le immagini sono davvero chiare: sarebbe bastato perdere cinque minuti davanti a un monitor per farmi continuare a credere che questa stagione, quella di Nicchi e della sua perfezione finalmente raggiunta dopo due anni di critiche e dicerie sulla rivoluzione arbitrale, avrebbe potuto finalmente cancellare anni di “calciopoli”, partite vendute, raggiri societari e goal fantasma capaci di decidere le sorti di uno scudetto. E invece no. Ci toccherà aspettare un altro anno. Oh campionato, mio campionato!

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Autore

In piena adolescenza, momento della crescita, ha visto giocare ed esultare gente come Meghni e Vignaroli, cosa che gli ha permesso di forgiare un carattere di ferro. Arrugginito però. Attualmente scrive e collabora con varie testate come "lanotiziasportiva" e "laziocrazia".

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