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Da “Aiutati, che Dio ti aiuta” a “Aiutalo, che Quagliarella ti aiuta” è un attimo. Giusto il tempo di capire il soggetto, la Sampdoria. L’anno scorso il collettivo (la Sampdoria, appunto) esaltava il singolo (Quagliarella). E il capitano ringraziava come meglio poteva: con i goal. Quest’anno i palloni per le punte sono arrivati col contagocce, e a piccole dosi sono giunte anche le reti: quattro in otto partite della Samp, uno solo (e su rigore) di Quagliarella.
Pochi, per uno come lui. Ma Quagliarella non è questo. L’ha capito Ranieri, facendo quello che in due mesi non ha fatto Di Francesco: affiancare al capitano un’altra punta. Ma la strada è ancora lunga, e la soluzione dietro l’angolo: mettere un trequartista a dialogare con le punte. D’altronde, in quindici anni di carriera, Quagliarella ha vinto solo una volta il titolo di capocannoniere, con Giampaolo (e il suo 4-3-1-2) l’anno scorso. Un caso? Non crediamo. Quanti goal di testa ha fatto il capitano la scorsa stagione? Quattro su 26, il 15,38 %. E allora perché si continua a cercarlo per vie aeree? Samp, aiutalo, che Quagliarella ti aiuta.

Autore

Classe 2000. Capisce da piccolo di aver più cuore che tecnica: smette con il calcio giocato e passa a teorizzarlo. Oltre a pensare di riempire la pancia, cerca di colmare l’anima vivendo di sport e valori morali, che non gli danno da mangiare ma lo fanno arrivare a posto con sé stesso ai pasti

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