Calciomercato estivo 2011: il Milan ha appena perso il faro del proprio centrocampo, quell’Andrea Pirlo che per le successive quattro stagioni farà sognare i tifosi juventini. Adriano Galliani, allora, cerca disperatamente un profilo a centrocampo che possa essere anche solo un’unghia del Maestro, che per dieci anni aveva fatto innamorare giovani, adulti ed anziani nel pianeta rossonero. È l’estate del Mister X, che si concretizza con l’arrivo di un 26enne dal Palermo.

Ma facciamo un passo avanti: non siamo nel 2011, in attacco c’è Piątek e non Ibrahimović ed in panchina siede Stefano Pioli, non Massimiliano Allegri. La terza sosta stagionale per le Nazionali ci consegna un Milan in condizioni critiche, per usare un eufemismo: dopo 12 gare i rossoneri hanno già avuto due allenatori, ottengono una media di 1,08 punti a partita e sfiorano la zona retrocessione, a +4 dalla terzultima in classifica, la Sampdoria, anch’essa orfana di Marco Giampaolo.

Analizzando le problematiche che hanno portato alla caduta nello strapiombo dei rossoneri, è facile interpretare quali siano i reparti più in difficoltà: la porta è al sicuro, con Gigio Donnarumma che conferisce sicurezza nonostante la carta d’identità dica 25 febbraio 1999. In difesa ci sono stati difficoltà e strafalcioni (vero, Duarte e Rodríguez?), ma anche conferme ed entusiasmanti scoperte, vedi Romagnoli e Theo Hernández.

Oltre alla sterilità dell’attacco, la complicazione principale proviene dal reparto d’interdizione, quel centrocampo che non riesce a legare nè con la retroguardia nè con la trequarti offensiva. Non c’è fisicità, non c’è estro creativo e non c’è, paradossalmente, personalità.

Saudade?

antonio nocerino riserva di lusso
Foto GettyImages/Marco Luzzani

Lucas Paquetà è uno degli indiziati principali nell’indagine per il tracollo del centrocampo del Milan: ha perso la bacchetta, è svanita la magia. L’unico che in mezzo al campo potrebbe dare estro, talvolta sembra disorientato, smarrito, come se si fosse perso sull’erba di San Siro; il brasiliano, però, è solo uno dei tanti contro cui puntare il dito.

Complessivamente, il centrocampo rossonero ha contibuito alla causa con 3 gol, uno di Kessié e due di Hakan Calhanoglu, e 3 assist, uno dell’ex Flamengo, uno del turco ed uno di Lucas Biglia, incocepibilmente ancora sopra Bennacer nelle gerarchie per il ruolo di metronomo in mediana. Eppure le qualità non mancano: il numero 10 non perde occasione nel far notare la sua fantasia quando scende in campo, ed allo stesso tempo gli ex empolesi Krunic e Bennacer si sono fatti trovare pronti. Ma allora, qual è il problema?

La sensazione è che manchi la rabbia, la cattiveria, quello spirito combattivo che non si percepisce a Milanello da diverso tempo e che di conseguenza non viene trasportato al Meazza. Serve la sfacciataggine del Mister X improvvisato del 2011: Antonio Nocerino.

Stagione da sogno

antonio nocerino riserva di lusso
Foto Image Sport/Giuseppe Celeste

Probabilmente ha chiesto diverse volte alla moglie Federica di tirargli un pizzicotto, in quella stagione da sogno: dopo una carriera passata tra i campi di Serie B ed il Renzo Barbera di Palermo, si ritrovava ad essere protagonista nel centrocampo di una delle squadre più blasonate del mondo. Cosa chiedere di più?

Il suo rendimento non fu eccezionale solo in campionato, dove siglò 10 reti (compresa una tripletta al Parma), ma anche in Champions League: passa improvvisamente dall’essere un giocatore “normale” ad essere voluto da diversi top club, in particolare dopo il gol contro il Barcellona al Camp Nou. Robinho serve Ibra, che vede con la coda dell’occhio Schiaccianoci Nocerino, come amava chiamarlo Carlo Pellegatti; il Milan sarà eliminato da quei quarti di finale, ma il 22 aveva messo la propria firma.

E poi non solo la vena realizzativa: Antonio Nocerino era il faro del centrocampo, il mastino capace di concatenare ai limiti della perfezione la cattiveria agonistica e la fisicità alla qualità tecnico-tattica. Se li dimenticano in pochi nel pianeta rossonero gli inserimenti nella trequarti avversaria, i gol da opportunista contro Palermo e Genoa o i capolavori contro Parma e Siena, oltre alla rete del vantaggio nella serata del gol annullato a Muntari contro la Juventus.

La dirigenza rossonera utilizzerebbe volentieri una DeLorean, oppure comprerebbe con felicità le macchine in grado di ibernare per un millennio le persone, quelle utilizzate nella sitcom animata Futurama: Antonio Nocerino servirebbe come il pane al centrocampo del Milan, sempre più indirizzato verso la presenza a “Chi l’ha visto?”; la domanda è una, e pure semplice: qualcuno risponderà all’appello? I tifosi rossoneri sperano di sì, magari il 22 ha voglia di tornare a giocare.

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Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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