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CALCIO ESTERO

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Ultimo, caotico, giorno di calciomercato. E potrebbe essere uno dei più movimentati degli ultimi anni. La difficoltà nel cedere, di cui abbiamo parlato più volte, ha condizionato pesantemente le settimane precedenti, costringendo le società ad aspettare il lunedì più bollente dell’estate: il 2 settembre. Con l’attenzione di un falco e la pazienza di un Condor, non Galliani, i direttori hanno sfiancato i loro “avversari” portandoli a cedere proprio sul più bello. Sono già diversi i nuovi e i prossimi arrivi, con Roma e Milan scatenate: Kalinic, Rebic e Mkhitaryan

Tentare solamente di spiegare cosa voglia dire la rivalità tra River Plate e Boca Juniors è qualcosa di veramente difficile; riuscirci invece è dannatamente impossibile, a meno che voi non siate argentini di nascita o quanto meno di adozione. Solo “vivendo” nella “tierra de amor y venganza” è infatti possibile capire sulla propria pelle, cosa voglia dire davvero assistere o addirittura giocare un superclàsico.

Tempo e rimpianto. Due concetti che scandiscono la vita dell’uomo. Distanti ma vicini. Diversi ma così uguali. Il secondo deriva, in un certo senso, dal primo come risultato di un cocktail fatto di indecisione, scelte sbagliate e sfortuna. Tempo e rimpianto. Del primo ne hai un tremendo bisogno, del secondo vorresti decisamente farne a meno. Entrare nell’infinito tunnel dei “se” e dei “ma”, infatti, bolla l’uomo come incompiuto, debole o sfortunato, aggettivi e sentenze che nessuno vorrebbe vedere accostato alla sua persona. Tempo e rimpianto. Due concetti che Alexandre Pato conosce bene, odia e detesta con tutto il cuore.

Se non ve ne foste accorti da soli, e sarebbe un problema, la Serie A è tornata. Tutto tornerà alla normalità, rientrando nella routine che tanto amiamo e disprezziamo allo stesso tempo. Tra countdown televisivi, raffiche di notifiche sui telefonini e (pseudo)maestri del fantacalcio intenti a spacciarti i loro segreti per diventare milionari, possiamo concordare su tre punti: l’estate sta finendo, il calciomercato fino a settembre è una forzatura e il caso Icardi sta durando più del governo. Ma poco importa, torna il campionato…

…E lo fa alla grande, con due botti di mercato che vanno a rimescolare le carte in tavola: Franck Ribery e Hirving Lozano. Fiorentina e Napoli aggiungono due top alla già lunga schiera, aumentando la competitività e l’appeal all’estero. Siamo in crescita e questo è un bene, ora rimane da modernizzare le strutture per avvicinarsi al top europeo e mondiale: Inghilterra e Spagna.

Le mezze stagioni non ci sono più, si stava meglio quando si stava peggio e i 31 anni di oggi non sono più quelli di ieri. Robert Lewandowski, venerdì sera, ha polverizzato la difesa dell’Hertha infilando la consueta doppietta e dimostrando che l’età è solo un numero. Scatti, bordate, cattiveria, reattività ed estrema lucidità: il polacco, superata la soglia dei 30, non sembra aver perso il suo smalto, ma, nolente o volente, dovrà iniziare a fare i conti con l’avvicinarsi del periodo di declino, con gli ultimi due-tre anni della sua carriera da top player.

I 17 trofei (tanti, tantissimi) di squadra “bastano” a consacrarlo fra i migliori giocatori del ventunesimo secolo? O forse, solo forse, il palmares di Robert cela un lato oscuro mascherato e insabbiato dai fiumi di gol siglati ogni anno?

La settimana di calciomercato tramonta, il grande calcio sorge. Si parte con la magia e l’imprevidibilità della Premier dove Liverpool e City riprendono subito il testa a testa mozzafiato. Nove gol segnati, tridenti caldi e tanto spettacolo. Al via anche la Ligue 1 che ci conferma le sensazioni avute in questi ultimi frenetici giorni: Neymar non convocato e sul mercato, con (presumibilmente) Real e Barça in pole position.

Per la Serie A tenete duro, ci separano ancora 14 interminabili giorni al Day One. L’attesa è tanta, la voglia di mettersi in gioco anche. E se in Europa si spendono fior di milioni per la tecnica e la bellezza, nello stivale si delinea una filosofia coerente per tante squadre: garra, garra, garra, garra e fiscità. Per correttezza, quindi, vi proponiamo tre nomi che non potrebbero essere più in linea con quanto appena detto.

Mozart, Van Gogh, Pollock.. artisti, innovatori, scolpiti nella storia della cultura mondiale. Due parole per descriverli: genio e sregolatezza. Nonostante il loro intelletto, la scaltrezza e l’estro creativo, non sono mai riusciti a limitare i propri eccessi ed i propri vizi. Un po’ come successo ad uno dei talenti calcistici più sopraffini degli ultimi 10 anni; forse un po’ meno “genio” e decisamente più “bomber”, ma in ogni caso accomunato ai mostri sacri citati in precedenza per la sua sregolatezza: Mario Balotelli.

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