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Per anni abbiamo sentito ripeterci sempre la stessa, ovvia, verità: il calcio italiano è come un malato in coma farmacologico. Per anni ci siamo sentiti dire che bisognava fare qualcosa, a partire dai tifosi. Per anni ci siamo sentiti dire che “questo è l’anno giusto”, e invece no. Nessuno è stato l’anno giusto.

Fino al 10 luglio 2018, quando la Juventus ha portato a Torino quello che in molti (esclusi i sostenitori di Messi) definiscono come il giocatore più forte al mondo. “È fatta, finalmente il calcio italiano tornerà ad avere l’importanza che merita” ci siamo sentiti ripetere stavolta, per un’intera stagione. Ma è davvero cosi? La Serie A, sta tornando ad essere quella di un tempo? Assolutamente no.

Mettere una pezza dove ci sono cento buchi

Che l’arrivo di Ronaldo non avrebbe risolto la situazione lo hanno sempre sostenuto in pochi: sì, abbiamo sicuramente ottenuto un bel guadagno di visibilità a livello mondiale, ma le altre squadre, oltre alla Juventus, quanto si sono rinforzate? E sopratutto, come? A livello europeo, che figure abbiamo fatto nella passata stagione?

Perchè è inutile girarci attorno, un campionato per “imporsi” deve vincere in Europa, ovvero in Champions League e in Europa League; se credete poi che questa sia una scemenza, andate a guardare le ultime finaliste delle due competizioni. Già, entrambe e quattro le squadre fanno parte della Premier League, che non a caso è attualmente (e lo sarà ancora per molto) la competizione più importante e con il maggior numero di talenti, il vero problema  che noi non riusciamo a risolvere.

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Fuga di talenti

Come dicevamo prima, l’arrivo di Ronaldo ha solamente “nascosto” il vero problema, ovvero che in Italia, non abbiamo più talenti, e quei pochi che abbiamo, per forza di cose prima o poi sono costretti a scappare all’estero, più precisamente in Premier, dove i club fanno quello che dovremmo proprio fare noi: importare giovani di talento.

I club italiani infatti, fatta eccezione per Juventus e Inter, che in tempi recenti hanno portato in Serie A talenti come il già citato Cristiano Ronaldo (Juventus), De Ligt (Juventus), Godin (Inter) e Lautaro Martinez (Inter), non investono, e se lo fanno, non al di fuori del nostro campionato.

Il Napoli ad esempio ha speso una bella cifra per assicurarsi Manolas ad esempio, ma togliendolo dalle mani della Roma, un altro club del nostro campionato.

Stesso discorso per il Milan, che dal Genoa ha pescato la sorpresa Piatek, vendendo poi qualche giorno fa, Cutrone (uno dei più forti attaccanti italiani, almeno in prospettiva futura) al Wolwerhampton, squadra -guarda caso- inglese, oppure per Kean che si è appena trasferito all’Everton. Toh.

Per non parlare della Lazio, che molto probabilmente incasserà qualcosa come 75 milioni di euro (+15 di bonus), ma un certo Milinkovic-Savic, quello che in tanti hanno definito come il miglior centrocampista del campionato, il prossimo anno molto probabilmente lo vedremo con la maglia del Manchester United.

Ci sono porte che quando si chiudono, poi non si riaprono più. Noi, ci siamo andati vicini, a farla chiudere per sempre quella porta dove ora dietro ci sono gli inglesi, ma il cinque volte pallone d’oro, ci ha fornito un’altra possibilità: vediamo ora di non buttarla al vento, come è nostro solito fare.

Autore

In piena adolescenza, momento della crescita, ha visto giocare ed esultare gente come Meghni e Vignaroli, cosa che gli ha permesso di forgiare un carattere di ferro. Arrugginito però. Attualmente scrive e collabora con varie testate come "lanotiziasportiva" e "laziocrazia".

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