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Il countdown è agli sgoccioli, la clessidra sta per versare l’ultimo granello di sabbia e tutta Europa potrà respirare nuovamente calcio. Un infinito e stancante conto alla rovescia che si scontra con il desiderio delle società di non far finire più la sessione: l’eterna lotta tra preda e predatore si potrarrà fino alla mezzanotte del 2 settembre, quando i club saranno costretti a tirare le somme. Da una parte i DS che fiutano lo sconto e l’occasione, dall’altra quelli costretti a vendere cercando di limitare i danni.

Icardi, il caso Juve, gli esuberi del Napoli, i due “big” del Real e non solo: la situazione diventa sempre più ingarbugliata e caotica. I destini dei “surplus”, per certi aspetti, sono legati l’un l’altro, come un immenso domino pronto a cadere e rimescolare tutto. Il ticchettio dell’orologio scandisce il tempo secondo dopo secondo, incessantemente; chi la spunterà?

Il ritorno a casa

Mario Balotelli-Brescia, trattativa agli sgoccioli. L’ex Milan riparte dalla provincia, dalla sua provincia. Un atto di redenzione e amore per la terra in cui è cresciuto, un modo per dire “non è mai troppo tardi per ricominciare”.  Per farlo ha anche rifiutato una montagna d’oro offerta dal Flamengo per soli 18 mesi, un lasso di tempo giudicato troppo ampio da Mario: il famoso ultimo treno si ferma a Brescia e, forse, farà scalo a Coverciano. Una missione impossibile, una squadra che lo vedrà come riferimento e un solo modo per zittire le male lingue: segnare.

Basta con l’etichetta di bad-boy, lasciamoci alle spalle tutti i preconcetti e godiamoci un Mario mai visto: la scelta di scendere di “categoria”, di sguazzare nella fanghiglia delle ultime posizioni, di soffrire, di sacrificarsi, di metterci il cuore non può passare inosservata. Il suo talento è un dono per il nostro calcio e ritrovarlo non potrà solo che giovare, dalla nazionale allo spettacolo in campo. Mancini, il suo mentore, osserverà con estrema minuzia il suo percorso, Corini dovrà metterlo nelle condizioni di fare il massimo e farlo sentire importante.

La sfida più importante della carriera di Super Mario, gli occhi della sua città puntati addosso. Spazzerà via le critiche o ne verrà sommerso ancora una volta?

Roma-Torino-Cagliari: Pellegrini di nuovo al Casteddu

Pupillo di Paratici sin dai primi passi nel calcio dei “grandi”, Luca Pellegrini è finalmente diventato un giocatore della Juventus. Preso come riserva di Sandro e con le qualità per prenderne il posto al momento opportuno, le difficoltà nello sfoltire la rosa hanno cambiato i progetti: ritorno a Cagliari e opportunità di giocare con i campioni d’Italia rimandata. La sua cessione, se ha lasciato l’amaro in bocca ai tanti tifosi bianconeri, ha infuocato e galvanizzato ancor di più i cagliaritani. Una squadra da sogno, un mix fra giovani e esperti perfetto, un mercato superiore (se rapportato) a quello delle big.

In Sardegna si sogna in grande, per Pellegrini l’occasione di dimostrare tutte le sue qualità in una squadra in cui avrà tantissimo spazio per brillare. Già inserito nel 4-3-1-2 di Maran, la stagione passata ha impressionato per l’apporto dato: due assist e tantissima spinta, con l’unica macchia dei cartellini. Per lui, probabilmente, è stata la migliore scelta possibile, per la Juve no. Tenere i propri talenti e riuscire a trovargli dello spazio può rivelarsi fondamentale nei processi di crescita, basti guardare il peso avuto da Kean nella scorsa stagione. Ma qui si aprirebbe una parentesi troppo ingombrante da affrontare…

Il colpo della settimana: Edin Dzeko

Come un fulmine a ciel sereno, arriva il rinnovo di Dzeko fino al 2022. Un’anonima settimana di calciomercato si potrebbe trasformare nel crocevia della stagione: la permanenza a Roma del bosniaco stravolgerà l’intero domino attaccanti. Chi lo dava per fatto all’Inter, ora deve ricredersi e creare nuovi scenari; Icardi sicuramente non potrà vestire giallorosso come lo stesso Higuain. Petrachi si chiama fuori da questa perversa logica instaurata durante la sessione, bloccando la punta che, tra alti e bassi, è stata il vero faro dell’attacco romanista dal lontano 2015. 

Le ottime prestazioni nelle amichevoli hanno da subito convinto Fonseca, la nuova filosofia potrebbe aver avuto le stesse sorti sull’attaccante. Una Roma offensiva, bella e che ha messo proprio il nove al centro del progetto tattico: dai suoi piedi passano le azioni più importanti, dai suoi piedi devono arrivare i gol. Un rapporto d’odio e amore quello con la rete, incostante negli anni e spesso poco lucido sotto porta; Fonseca, però, ha già fatto vedere e capire che lui, prima di tutto, dovrà fare da raccordo e creare spazi per i compagni.

Il colpo più importante e inatteso del mercato capitolino è stato piazzato, in una notte di mezza estate…

fantagufo riserva di lusso

Autore

Classe ’95, laureato in scienze della comunicazione, un passato tra basket e calcetto. Scarsi risultati nel primo, un campionato vinto nel secondo. Dalla Tribuna, ma con tanta passione. È passato “dietro la scrivania” un paio d’anni fa in cerca di risultati migliori.

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