La settimana di calciomercato tramonta, il grande calcio sorge. Si parte con la magia e l’imprevidibilità della Premier dove Liverpool e City riprendono subito il testa a testa mozzafiato. Nove gol segnati, tridenti caldi e tanto spettacolo. Al via anche la Ligue 1 che ci conferma le sensazioni avute in questi ultimi frenetici giorni: Neymar non convocato e sul mercato, con (presumibilmente) Real e Barça in pole position.

Per la Serie A tenete duro, ci separano ancora 14 interminabili giorni al Day One. L’attesa è tanta, la voglia di mettersi in gioco anche. E se in Europa si spendono fior di milioni per la tecnica e la bellezza, nello stivale si delinea una filosofia coerente per tante squadre: garra, garra, garra, garra e fiscità. Per correttezza, quindi, vi proponiamo tre nomi che non potrebbero essere più in linea con quanto appena detto.

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Una valigia piena di garra e voglia di arrivare: Nandez è del Cagliari

Dall’Uruguay, passando per il Boca e Buenos Aires arrivando a Cagliari. Il viaggio di Naithan Nandez per arrivare in Europa ha fatto già innamorare gli appassionati del calcio sudamericano, del fútbol. Ragazzo tutta garra, tenace, incontenibile e duttile. A quasi 25 anni, passateci il giovane, è il colpo, in prospettiva, più interessante della settimana: dopo due anni ad altissimi livelli e l’interesse di grandi club, scivola nel dimenticatoio. Bussa il Casteddu a gennaio, irrompe ad Agosto.
È lui l’erede di Barella e per lui Cagliari è il porto per salpare verso il grande calcio, un legame già indissolubile fra le due parti. L’investimento da 18 milioni, la convinzione di avere una squadra pronta a lottare per la parta sinistra della classifica e la lucida follia di presentare Nainggolan e Nandez nel giro di 72 ore hanno travolto di emozione e euforia tutti i cagliaritani, gettando una buone dose di pressioni alla squadra: per dimostrare di essere competitivi bisognerà superare tutto e tutti. E Naithan, di lotte, si nutre.

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Pochi i gol, tanta la corsa; pochi gli assist, tanti i contrasti. L’Uruguagio e il Ninja formeranno un duo temibile e invalicabile, alzando una saracinesca difficilmente violabile. Come sempre l’adattamento potrebbe essere più complicato del previsto, ma la possibilità di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo, dal mediano all’esterno, dovrebbero metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio delle sue possibilità.

Skrtel-Dea è ufficiale, grinta ed esperienza al servizio del Gasp

“Fuori dal campo sono una persona molto disponibile e gentile, in campo no. Sono uno che dà tutto se stesso per essere aggressivo contro l’avversario e impedirgli di segnare.

Martin Skrtel, senza mezze misure, come sempre lo è stato e lo sarà in campo.
Il mastino slovacco è ufficialmente un giocatore dell’Atalanta, dopo una trattativa lampo. Firma per un anno a un milione a stagione e si porta dietro un bagaglio di sana cattiveria agonistica e tanta, tanta esperienza.
Svincolato dal Fenerbache, il palmares conta solo due tornei nazionali vinti ma, non c’è bisogno di ripeterlo, si deve andare oltre le vittorie: oltre 500 presenze tra Zenit, Liverpool e Turchia, di cui 71 fra Champions ed Euro League.

La Dea sta prendendo seriamente la questione Champions, blindando i suoi gioielli e investendo con estrema razionalità: Malinovskyj, Muriel e Skrtel. Un giovane in prospettiva, un fenomeno mai sbocciato e un vecchietto con ancora qualche cartuccia da sparare. Lui, però, la Champions l’ha fatta eccome: 8 anni nei Reds di Steve-G, fianco a fianco con alcune delle stelle più luminose del calcio contemporaneo.
Buona propensione a giocare il pallone, temperamento non proprio pacato, vizio del gol e voglia di lottare.
Un curriculum d’oro che si scontra duramente con la carta d’identità: a 34 anni, inserirsi nei dogmi del Gasp e affrontare la tatticitá estrema italiana non sarà assolutamente una passeggiata. Tutt’altro.
Di certo, Martin, non si tirerà indietro come non ha mai tirato indietro la gamba in un contrasto…

Il promesso Lukaku, “questo matrimonio s’ha da fare”

La telenovela Lukaku ha avuto finalmente una fine. La migliore possibile. I “Bravi” hanno tentato di tutto per complicare la storia, ma  si sono dovuti arrendere al sentimento più forte di tutti: l’amore (condito da oltre 80 milioni di euro), facendo saltare il piano di Don “Rodrigo Paratici”. Conte abbraccia il suo prediletto e Romelu si accasa dove è stato più desiderato. Un esborso importante, tante aspettative e una stagione da dimenticare: il belga si presenta così.
Fisico statuario, centimetri, velocità e tante reti. Un altro tassello da aggiungere a una squadra che si appresta ad essere la più fisica del campionato, la più coriacea e, verosimilmente, la più dura da affrontare. Ogni partita sarà una battaglia, Conte l’ha impostata così.

E non importa se per farlo è stato necessario far saltare delle teste, lui è convinto che funzionerà. Una sorta di all-in sportivo in cui Romelu ricoprirà un ruolo chiave: segnare e fare da raccordo, sacrificarsi e creare spazi. Il 3-5-2 di Conte si plasma sotto i nostri occhi, assumendo i contorni di una macchina perfetta, dove la tanta quantità si intreccia con la giusta dose di qualità.

l’Inter vuole mettere seriamente fine al dominio Juve, gli ex rabbiosi vogliono la loro vendetta e per farlo hanno trascinato nella mischia il miglior marcatore della storia della nazionale belga.

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Autore

Classe ’95, laureato in scienze della comunicazione, un passato tra basket e calcetto. Scarsi risultati nel primo, un campionato vinto nel secondo. Dalla Tribuna, ma con tanta passione. È passato “dietro la scrivania” un paio d’anni fa in cerca di risultati migliori.

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