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L’atroce e sfiancante caldo di questi giorni è stato l’inevitabile biglietto di benvenuto ad uno dei mesi più caldi dell’estate: Agosto. L’ottavo mese dell’anno è coincidenza ricca di eventi: l’inizio delle vacanze per alcuni, il rientro per altri ma soprattutto, calcisticamente parlando, il ritorno del calcio giocato. Agosto, tuttavia, è un periodo atteso e vagheggiato soprattutto in sede di calciomercato.

fantagufo riserva di lusso

Se in Giugno e Luglio le squadre aspettano sornione, nell’ultimo mese di trattative presidenti e dirigenti riaprono i portafogli e danno sfogo alle proprie idee infiammando, ancora di più, un’estate già climaticamente bollente. In casa rossonera, la settimana appena trascorsa, si è aperta tra fiumi di lacrime di commozione: la dipartita di Cutrone verso l’Inghilterra, è stata accolta in un misto di malinconia e rabbia generale. Una chiamata consolatoria, tuttavia, è arrivata da Lille: il portoghese Rafael Leao infatti, cornetta alla mano e sorriso a 32 denti, è giunto a Milano per cercare di ridare uno sprint di Joia e Belesa ad un Milan incupito.

Se nella Milano rossonera regna un cocktail di malinconia e curiosità, dall’altra sponda del naviglio si gioca una guerra di nervi con la Torino bianconera. “C’eravamo tanto amati”, infatti, è diventata frase iconica per definire il rapporto tra Marotta e Paratici, amici-nemici che ora battagliano sul mercato. Oggetto del contendere? Romelu Lukaku, obbiettivo dichiarato dell’Inter finito prepotentemente in orbita bianconera. Se i tifosi della Juventus gioiscono, vi è chi viene chiamato la Joya che la felicità l’ha persa. Paulo Dybala, pedina di scambio nell’affare Lukaku, infatti sta riflettendo se volare in Inghilterra o restare a Torino. Chi, invece, è sicura di quello che fa è la Fiorentina di Rocco Commisso. Dopo l’immobilismo della settimana scorsa, infatti, rifila un uno-due a tinte neroverdi aggiudicandosi la coppia del Sassuolo, Lirola e Boateng.

Spostandoci cromaticamente di poco, dal viola al granata, in casa Toro invece la stagione è già cominciata ed è iniziata nel migliore dei modi. Due successi convincenti contro il Debrecen, nei preliminari di Europa League, con la conferma di certezze come Zaza e Belotti e la scoperta del gioiellino Millico. Il tutto, in attesa del primo colpo di mercato che dovrebbe rispondere al nome di Simone Verdi. Tra nuove conoscenze, nuove esperienze e nell’attesa di nuovi colpi di mercato, noi di Riserva di Lusso analizziamo i colpi di questa settimana.

Big bang a Firenze

 Al cuore non si comanda. Lo sa bene Kevin Prince Boateng che, dopo aver ricevuto numerose offerte dall’estero, ha scelto l’Italia e la Fiorentina per l’amore della famiglia. Il ritorno di fiamma con Melissa Satta, infatti, è coinciso con la volontà di restare nel belpaese per costruire un futuro insieme alla moglie e al figlio. La scelta, quindi, è ricaduta su Firenze e la Fiorentina, squadra in cerca di rilancio per un giocatore in cerca di un ultimo rilancio personale per la sua carriera. La viola e Boateng si sono quindi trovati. L’arrivo del ghanese è stato il big bang necessario al mercato viola. Dopo un apparente immobilismo, infatti, Commisso e Barone si sono mossi al fine di garantire un colpo che potesse portare esplosività ed esperienza alla squadra di Montella.

 

Boateng lavorerà per la prima volta con l’allenatore campano. Storicamente le squadre dell’aeroplanino giocano con un 4-3-3 prettamente offensivo. Un modulo e una strategia di gioco che si sposa perfettamente con le caratteristiche del ghanese, tuttocampista offensivo in grado di garantire fisicità e qualità negli ultimi 25 metri. Probabilmente Boateng ricoprirà nella Fiorentina il ruolo di falso nueve, una posizione che ha dimostrato di apprezzare e in cui si trova molto bene. Assistito da Chiesa (con cui ha già dimostrato una grande intesa), in particolare, potrà essere un giocatore tanto importante quanto devastante. Le premesse per una fiorentina esplosiva, quindi, ci sono tutte.

Sangre caliente 

In un’estate a dir poco bollente, a Firenze e Milano si incominciano ad avvertire i primi influssi latini di una gioventù calcistica caliente. Se a Milano le lacrime per Cutrone hanno provato ad asciugarle a ritmi di samba portata da Leao e Duarte, a Firenze invece si stanno facendo le prove di spagnolo con l’arrivo di Pol Lirola. Linea verde, quindi, sia per i rossoneri che per i viola che cercano, inevitabilmente, di ravvivare le proprie sorti con giovani forti e determinati. Il Milan si è assicurato, ufficialmente, Rafael Leao dal Lille e Leo Duarte dal Flamengo. Il primo è un attaccante, classe 99’ autore la scorsa stagione di 8 gol in 26 partite. Veloce, esplosivo e qualitativamente eccelso rappresenta, potenzialmente, la spalla perfetta per un attaccante statico come Piatek.

 

Il secondo, invece, è un roccioso ammasso di muscoli brasiliano. Classe 96’, Duarte è un difensore sudamericano dai forti influssi europei. Pulito, ordinato e bravissimo in marcatura non ama avventurarsi fuori dalla sua area di competenza, smentendo la nomea di avventurosi tipica dei difensori brasiliani. Se Leao e Duarte sono tecnicamente due sconosciuti per il campionato italiano, non lo è Pol Lirola. Classe 1997, cresciuto nella Juventus ma esploso nel Sassuolo, Pol è terzino offensivo e qualitativamente eccelso. Bravo in fase di ripiegamento, bravissimo in fase offensiva, Lirola è il terzino adatto per il gioco offensivo di Montella. Milan e Fiorentina cercano una svolta caliente e sperano di trovarla grazie a Leao, Duarte e Lirola.

Un vichingo sbarcato a Genova

A Genova si è sempre respirato e sempre si respirerà un’inconfondibile aria di multietnicità: un tratto inconfondibile della città ligure, vera e propria ricchezza di una terra che è sempre stato un punto di riferimento per i viaggiatori di mare. La Genova calcistica, in particolare, è sempre stata e sempre sarà un porto sicuro per i talenti del pallone. Sia la sponda rossoblù che quella blucerchiata hanno saputo valorizzare, rivalorizzare o offrire oasi di fine carriera a giocatori dalle grandi qualità. In questo senso, in particolare, nelle ultime ore la Genova del grifone ha accolto un vichingo del pallone con manie di regia calcistica ad alti livelli. Stiamo parlando di Lasse Schöne, centrocampista danese e regista dell’Ajax da anni, in particolare nell’ultima grande campagna europea.

32 anni, 28 presenze in Champions League impreziosite da 6 gol e un palmares ricco descrivono Schöne come un vichingo trascinatore pronto a condurre a sogni di gloria un Genoa in alto mare. Giocatore dalle eccelse qualità tecniche, non è velocissimo ma è in grado di dare perfetti tempi di gioco alla squadra. Abile nelle punizioni e nei tiri da fuori, è un centrocampista che dispone anche di buoni tempi di inserimento che gli permettono di arrivare spesso in zona goal. Per il 4-3-1-2 di Aurelio Andreazzoli, Schöne è il regista perfetto capace di giostrare a meraviglia tutta la squadra. Per esperienza e qualità, non può che essere lui il colpo della settimana: un vichingo danese, arrivato da Amsterdam per guidare in acque tranquille (o gloriose) un Genoa in cerca di riscatto.

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Autore

19 anni, mantovano di origine ma milanese di adozione. Grande amante del pallone, che sia a spicchi o a rombi poco importa. Frequento il primo anno di Scienze Politiche alla statale di Milano cullando il sogno di diventare giornalista sportivo. Mi piace raccontare lo sport in tutte le sue sfaccettature assaporando i suoi aneddoti e i lati più nascosti.

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