......................................................................................................................................................................................<

Vale la pena bramare ardentemente l’arrivo dell’estate per cinque giorni di vacanza? Il sole, il mare, le feste, le hit estive e, soprattutto, il caldo estenuante. Ti godi le ferie altrui passate tra barche, acque cristalline e posti extra-lusso, chiudi Instagram e metti il telefono in tasca. Alzi lo sguardo e ti ricordi di essere in un tram pieno di gente, dove nessuno balla reggaeton in costume. In un clima da foresta amazzonica, dribbli colpi di tosse e persone e, tra sudate e sudori, tra odori poco gradevoli e camminate sotto il sole condite dal calore dell’asfalto, arrivi a lavoro/università. L’unica gioia è rappresentata dal lento oscillare del ventilatore che solletica la schiena, donando una frazione di secondo di freschezza. Come se non bastasse i grandi campionati sono fermi, il fantacalcio è concluso (probabilmente in malo modo) e la TV offre frivoli varietà difficilmente guardabili.

In questo inferno rovente, tra caldo afoso e docce ghiacciate, un grande eroe indossa maschera e costume per venire in nostro soccorso: IL CALCIOMERCATO. Ed ecco a voi una rubrica settimanale che, con ogni speranza, vi terrà aggiornati distraendovi da tutto il resto, segnalandovi i migliori acquisti, i giovani più promettenti e qualche “vecchietto” non pago di vittorie.

Il baby-fenomeno

Senza girarci troppo intorno, lo scettro di miglior giovane (acquisto) della settimana va a Joao Felix. 126 milioni versati e chiaro segnale della prossima partenza di Griezmann, il piccolo diavolo. Il Benfica ha fatto jackpot, l’Atletico spera di essersi assicurato le prestazioni di un futuro fuoriclasse. Il tempo ci darà le risposte necessarie, per ora risulta difficile fare una limpida previsione su quello che accadrà. Il classe ’99 ha sfoggiato grandi qualità nel campionato portoghese, mettendo a referto un cospicuo bottino: 15 gol e 9 assist in

sole 26 presenze. I numeri sono dalla sua, la realtà è completamente diversa. Dovrà essere capace di adattarsi a una filosofia sui generis, unica nel suo genere: il cholismo. Sacrificarsi per la squadra, giocare partite con un’attenzione estrema, sfruttare le occasioni e migliorarsi fisicamente. L’unica pecca che spicca.

D’altro canto la Liga non è la Premier o la Serie A, si scontrerà con un campionato più tecnico che fisico. E chissà dove potrà arrivare l’Atleti con una coppia spumeggiante come Felix-Morata…

L’esperienza sale in cattedra

Dall’Atletico all’Atletico: per un campioncino che arriva, un maestro che se ne va. Ricambio generazionale o mancanza di motivazioni? I colchoneros hanno scelto di ricominciare da zero, Godin ha preferito non partecipare al nuovo corso. L’Inter ha bussato presentando un progetto ambizioso e un posto da leader, il Flaco ha risposto presente. Tra le lacrime dei compagni e la commozione dei tifosi, Diego ha salutato la sua “famiglia” per ritagliarsi un posto da protagonista al centro della difesa nerazzurra.

Conte, ora, può far ruotare la sua Inter intorno a una difesa spaziale che, con ogni probabilità, sarà un certezza per tutto l’anno. Averlo preso a parametro zero, inoltre, rende il colpo ancora più speciale, mostrando la chiara impronta “Marottiana” del nuovo corso nerazzurro. 

L’acquisto della settimana

Mettendo da parte, per un momento,  giovani e vecchi possiamo focalizzarci sul capitolo più intrigante della rubrica: la Juventus ha chiuso, ufficializzato e presentato il nostro acquisto della settimana, Adrien Rabiot. Preso da svincolato, fenomenale fin dal suo prematuro esordio e potenziale perno della nazionale francese. L’ex PSG ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un top europeo: fisico, tecnica, tempi di passaggio e fiuto per il gol. A tutto questo si aggiunge un palmares da sogno e 36 presenze in Champions League, quella competizione che tanto fa gola ai bianconeri. Un tassello unico per il centrocampo di Sarri, un giocatore capace di coniugare le qualità di un regista e quelle di una mezzala box to box.

La sua storia, spesso travagliata,  è il vero neo che, probabilmente, ha portato le altre big a non affondare il colpo. I comportamenti della mamma Veronique e la straripante personalità del ragazzo dovranno allinearsi ai diktat della società bianconera, famosa per l’esemplare gestione dei suoi tesserati. Una storia incredibile e un rapporto oltre il normale quello fra i due: il rifiuto della nazionale, la richiesta alla dirigenza del PSG di far giocare il figlio regista arrivando a quei inspiegabili sei mesi passati nelle giovanili del City. La famiglia Rabiot e la Juventus, chi avrà la meglio?

Autore

Classe ’95, laureato in scienze della comunicazione, un passato tra basket e calcetto. Scarsi risultati nel primo, un campionato vinto nel secondo. Dalla Tribuna, ma con tanta passione. È passato “dietro la scrivania” un paio d’anni fa in cerca di risultati migliori.

Lascia un commento

Top