È un ragazzo con grande talento. Ho un rapporto schietto e sincero con lui, sarò felice se aiuterà la squadra e con l’Atalanta ci sarà.

Caso archiviato? Beh, leggendo le dichiarazioni di Fabio Grosso, sembrerebbe di sì; un perdono alla Salvatore Conte in Gomorra o un sincero bentornato tra le file delle Rondinelle? Il destino saprà darci una risposta. Una cosa, però, è certa: Brescia-Atalanta è la sua partita, così come lo sono state innumerevoli sfide tra le compagini in cui ha militato e le rispettive rivali. Facciamo un salto nel mondo dei derby di Mario Balotelli.

Vetrina al delle Alpi

Siamo al 30 gennaio 2008, Stadio delle Alpi. Fa freddo a Torino: in molti, da una parte e dall’altra, devono giocare a maniche lunghe, con scaldacollo e guanti. Non azzarda le maniche corte, ma non parliamo di scaldacollo e guanti: dentro le vene di Mario scorre sangue ghanese, l’adrenalina parte dalla sua emoglobina.

Si tratta della sua quarta partita in carriera da professionista con la maglia nerazzurra: perchè non sfruttare l’occasione? Detto, fatto: eccoli serviti i primi due gol di Super Mario alla Vecchia Signora. Il primo di controbalzo dopo lancio alla Tom Brady di Maniche, il secondo con una girata da rivedere in loop fino alla fine dei propri giorni. L’anno successivo cala il tris e due anni dopo arriva il poker: la Juve è rossa e Balotelli è un toro prima della corrida.

balotelli riserva di lusso

Iconicità in quel di Manchester

Aveva già affrontato i Red Devils, in uno di quegli antipasti che sembrano piccole porzioni perfette per un’abbuffata che, prima o poi, arriverà. Ed è arrivata, eccome se è arrivata. Ne sanno qualcosa ad Old Trafford, quando l’ultima volta che avevano visto quel Balotelli, il 45 in bianco faceva contrasto con il nero e l’azzurro; in quel 23 ottobre 2011, invece, il bianco ed il turchese quasi si confondevano, andando a creare una sorta di ipnosi che ha messo ben presto KO tutti i giocatori di Sir Alex Ferguson.

Il primo piatto è un destro piazzato all’angolino, il secondo un facile appoggio a porta sguarnita. Il dolce, sorprendentemente, era arrivato dopo il piatto iniziale: sapeva d’ironia, di quel pungente sarcasmo che ha sempre sfiorato il baratro del caos nella vita di Mario Balotelli. Perchè sempre io?

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La cena, come detto, si trasforma in un’abbuffata: perchè non accelerare la digestione con una camminata verso il sud della Francia?

Allons enfants de la Patrie

Inizia così la Marsigliese, inno che, ovviamente, cantano anche a Nizza: è il paradosso francese in salsa balotelliana. L’essenza della rivalità che si consuma per un bene comune in uno dei simboli più patriottici che ci siano: l’inno del proprio Paese.

Ora, non ci è dato sapere se Mario abbia mai provato ad imparare la Marsigliese, ma in ogni caso questo non influisce con la nostra narrazione: noi siamo arrivati fino alla Francia meridionale per smaltire il 6-1 di qualche anno prima a Manchester. Già che siamo qui, però, perchè non dare un’occhiata alla prima parentesi d’oltralpe di Balotelli? In particolare sarebbe interessante soffermarsi sull’altra rivalità importante per il Nizza, quella con il Monaco.

Beh, probabilmente dalle parti del Principato non sopportano molto il nativo di Palermo: in quattro gare contro i monegaschi mette a segno 6 reti (tre doppiette) e serve un assist. Mica male; anzi: pas mal.

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Foto Getty Images

Proprietà commutativa: cambiano i rivali, il risultato è il medesimo. Anzi, è anche meglio: 4 reti in 5 partite al Marsiglia, prima di passare dal lato oscuro. “Se non puoi batterli, unisciti a loro”, si dice spesso; il problema è che lui li aveva battuti eccome, ma l’unione è avvenuta lo stesso.

E chi volete che purghi se non il Nizza? Lo decide lui il derby della Costa Azzurra, con un colpo di testa che fa impazzire (di gioia) il Vélodrome e fa impazzire (di rabbia) i tifosi degli Aquilotti.

Consacrazione lombarda?

Ne ha già giocati 8 di derby calcistici in Lombardia: si combatteva per il dominio sotto la Madonnina, e Balo ha voluto partecipare in entrambi gli schieramenti. 3 partite con i nerazzurri, 5 con i rossoneri. Oggi, però, è tutto diverso: torna a giocare contro l’Atalanta, che ha già purgato ai tempi dell’Inter e che vorrebbe colpire volentieri nuovamente, questa volta con la maglia del suo Brescia.

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Foto Getty Images/Emilio Andreoli

I litigi sono dimenticati, l’abbraccio è avvenuto. Mario, sei l’uomo dei derby: dimostralo al tuo popolo.

Autore

Classe 2000. Il classico nome romano per un pavese di origini calabresi; geografia a parte, aspira a guadagnarsi da vivere raccontando le storie degli sport che ama, dal calcio al basket. È destinato a soffrire: tifa Inter.

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