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Poco più di un anno fa, nello stesso stadio in cui domani arriverà Cristiano Ronaldo, Lionel Messi fu bloccato dai bad boys in maglia bianca: Depay, Ndombelé (ora al Tottenham) e Aouar sembravano pronti al fight club della Champions League, tant’è che fermarono i candidati numero 1 sullo 0-0. È l’occasione adatta per smentire la storia, per disciplinare i ragazzi del Lione; sottovalutarli, però, può essere pericoloso: il passato ci insegna che, talvolta, l’allievo supera il maestro.

Il percorso

Difficile interpretare il percorso di qualificazione alla fase ad eliminazione diretta dei Les Gones, alquanto altalenante: con le tre avversarie del girone, infatti, il Lione ha avuto risultati differenti:

  • pareggio casalingo (1-1) e sconfitta esterna (2-0) con lo Zenit, paradossalmente ultimo;
  • vittoria esterna (0-2) e pareggio casalingo (2-2) con il Lipsia, sorprendentemente primo;
  • sconfitta esterna (2-1) e vittoria casalinga (3-1) con il Benfica, pronosticamente in Europa League.

È stato un girone da timore ed intraprendenza, da buio e luce, da palpitazioni dell’ultimo minuto: come volevasi dimostrare, infatti, il Lione dei giovani è riuscito ad agguantare gli ottavi di finale solo nel secondo tempo della sfida casalinga contro il Lipsia, grazie ai soliti due, Depay ed Aouar. Una delle due facce della carta vincente francese, però, non ci sarà nè al Parc OL nè all’Allianz Stadium…

La stella

Memphis Depay esulta con la maglia del Lione
Memphis Depay esulta con la maglia del Lione (Fonte foto: Il Romanista)

Se nella sfida al Rennes avesse appoggiato il piede in maniera migliore dopo quel dribbling, probabilmente la Juve starebbe pensando alle controindicazioni per contenere lo strapotere tecnico/tattico di quel ragazzo lì sopra: un fuoriclasse, che per risollevare la propria carriera è sceso dal piedistallo che gli era stato costruito attorno nella sponda United di Manchester.

Via la 7 stregata di Old Trafford, dentro la 11 dell’Olympique con cui, prima dell’infortunio di metà dicembre, aveva siglato 14 gol in 18 gare: letteralmente on fire. Depay, però, non ci sarà: chi brillerà di luce propria contro la compagine di Maurizio Sarri?

Beh, sembra quasi una sentenza qualunquista, ma a Lione le cose girano in un certo modo solo se ci crede il gruppo: è la squadra di ragazzi dell’oratorio, quella delle uscite al sabato sera, quella che “giochiamo bene solo se ci divertiamo”. Prendere o lasciare, Rudi Garcia lo sa bene e ci convive: dal giovane-veterano Aouar al bomber implacabile Dembelé, dalla new entry Joachim Andersen al giramondo Denayer, tutti possono fare la differenza se ne hanno consapevolezza.

I bad boys del Lione
I bad boys del Lione (Fonte foto: profilo Twitter @OL)

A Lione, quando il cielo è limpido, di stelle ne brillano (potenzialmente) molte.

Gli errori da non commettere

C’è una grande aspettativa ma non ho pressione. Voglio restare coi miei obiettivi, facendo il meglio per la squadra. Fisicamente mi sento bene, il gruppo sta bene.

Parola della bestia, un bella gatta da pelare per Bonucci e De Ligt; Moussa Dembelé, al contrario dell’omonimo in blaugrana, meraviglia i tifosi francesi di weekend in weekend: dal mai banale “il campionato scozzese è troppo facile” al “sempre più decisivo in Francia” ci vuole un attimo, come dimostrato dall’ex Celtic. Il primo errore da non commettere, dunque, è lasciare che lo strapotere fisico e tecnico dell’originario del Mali prenda il sopravvento.

La concentrazione dei tiri della squadra di Rudi Garcia
La concentrazione dei tiri della squadra di Rudi Garcia (Fonte WhoScored.com)

La seconda accortezza, invece, riguarda la transizione difensiva: un’arma spesso utilizzata dai padroni di casa, come si può notare dalle percentuali riportate, è il tiro da fuori. Per questo motivo sarà necessario un pressing alto della mediana juventina, con l’ex Pjanic e Matuidi (accostato proprio al Lione nella scorsa finestra di mercato) chiamati agli straordinari.

Come dimostra lo 0-0 accennato in apertura contro i marziani della passata stagione, non sarà una passeggiata, ma la Juventus ha il diritto e (soprattutto) il dovere di lasciare il segno; attenta, però, Vecchia Signora: questi ragazzini indisciplinati, se vogliono, fanno male.

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