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Da quel 10 agosto scorso sono cambiate diverse cose, sia sotto il Vesuvio che lungo la Rambla. C’erano Ancelotti e Valverde, ora entrambi out; c’erano Suarez e Dembelé in forma smagliante, mentre ora sono sotto i ferri; c’era una gara che alla vigilia sapeva d’equilibrio, ma che ora assume sempre di più connotazioni blaugrana. Se il calcio ci ha insegnato qualcosa, però, è che il passato trae fin troppo in inganno.

Al Michigan Stadium non era stato un pomeriggio da ricordare per i partenopei, impacciati per i carichi eccessivi della tournée statunitense; il Barcellona aveva fatto da rullo compressore, con il primo gol in maglia blaugrana di Antoine Griezmann e le reti di quelli che, al San Paolo, non potranno esserci.

Come detto, però, di acqua sul litorale napoletano n’è passata a dismisura; sono cambiate tante cose, forse troppe: che tra esse non venga incluso anche il risultato? La risposta sarà fornita solamente dalla prima sfida ufficiale tra Napoli e Barcellona, ma qualcosa lo possiamo intuire anche ad una manciata d’ore dal fischio d’inizio: vamos, la scoperta degli #AvversaridiLusso della compagine azzurra non può che cominciare.

Il percorso

Difficile trovare nei nel percorso di avvicinamento alla fase eliminatoria da parte dei blaugrana: (quasi) nessuna sbavatura, se non fosse per quel pareggio interno con lo Slavia Praga, forse eccessivamente sottovalutato. Anche nell’ultima gara di San Siro, però, quando il Barcellona non aveva più nulla da chiedere al gruppo F, la squadra di Valverde si è dimostrata letale pur scendendo in campo con svariati esordienti.

Ansu Fati viene abbracciato da Todibo dopo la rete di San Siro
Ansu Fati viene abbracciato da Todibo dopo la rete di San Siro (Fonte foto: Mediagol)

Una buona fetta di quell’1-2 se al prende quel ragazzo a bocca aperta: probabilmente, però, non è meravigliato dal suo primo gol in Champions League, ma è sorpreso dal fatto che i suoi non avessero ancora chiuso la pratica prima del suo ingresso in campo. Ansu Fati ragiona da veterano, perchè ha già assimilato la leadership necessaria dalla stella che “scopriremo” tra qualche riga.

La giovane stella della Masia non era stata l’unica a brillare in quel martedì meneghino d’inizio dicembre: la rete del vantaggio, infatti, l’aveva siglata il figliol prodigo scappato da casa, quel Carles Perez che ora tenta di trascinare la Roma verso lidi più incoraggianti.

Era una squadra diversa, tutta turnover ed esperimenti (come la difesa a 3 proposta da Valverde), ma l’attitudine era quella mostrata dall’alba dei tempi al Camp Nou, la stessa che porteranno con sè al San Paolo: se solo pensiamo che a Napoli (a differenza che a Milano) scenderà in campo quel 10 là…

La stella

Lionel Messi
Lionel Messi (Fonte foto: Goal.com)

Non servono descrizioni, vero?

Gli errori da non commettere

In primis, Gennaro Gattuso dovrà imprimere nelle meningi dei propri giocatori l’immagine di una gara da coltello fra i denti, perchè indiscutibilmente (nonostante siano in trasferta) i blaugrana avranno l’arma dalla parte del manico. Per quanto riguarda le accortezze tattiche, qualche provvedimento cautelare può essere preso: vediamo come il Napoli potrà arginare Messi e compagni.

Da questa disfatta blaugrana si possono imparare diverse cose: mai mettersi contro Messi, il VAR non è amico dei catalani e si possono sfruttare le difficoltà della difesa del Barcellona. In questa stagione in particolare, i campioni di Spagna si stanno dimostrando fragili nella transizione difensiva: i centrali, che essi siano Pique e Lenglet, Lenglet ed Umtiti o Pique ed Umtiti, mantengono la linea difensiva alta, facilmente penetrabile da fantasisti veloci come quelli del Napoli.

Mertens, Insigne ed eventualmente Lozano possono essere armi nascoste da sfoderare per poter impensierire gli avversari, apparentemente imbattibili.

Le concentrazioni dei tiri blaugrana nelle gare in trasferta
Le concentrazioni dei tiri blaugrana nelle gare in trasferta (Fonte foto: WhoScored.com)

Infine, com’è naturale che sia, giusto ricordare come il Barcellona si esalti con una transizione offensiva votata alle fasce più interne del terreno di gioco; i blaugrana, infatti, hanno una media di un cross a partita, sia tra le mura del Camp Nou che in trasferta: sarà importante, dunque, che gli esterni azzurri scalino in mezzo per dar fastidio ai creatori di gioco avversari.

Come anticipato in precedenza, però, l’errore fatale potrebbe rivelarsi di natura mentale; dovrà essere un Napoli tutto Core e Cazzimma. Il Barcellona è avvisato, a Napoli lo gridano in molti:

Stamm’ turnann’.

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