Da anni ormai Genova, qualunque lato della città si guardi, è una fucina di bomber. Punte fisiche, attaccanti rapidi e tecnica mista a fiuto del gol che hanno fatto del capoluogo ligure la patria della palla che finisce in rete.

Per i rossoblu l’artefice di tutto questo ha un nome e un cognome ben preciso, e si incarna nella figura del presidente che al netto delle critiche che spesso sono piombate sul suo modo di gestire, quando si tratta di attaccanti non ne sbaglia una:

“Preziosi è un vulcano di idee e spesso ha l’idea giusta, va seguito: negli ultimi anni ci ha sempre preso.”

Le parole di mister Prandelli sono uno spiraglio di sole in un momento che per i tifosi del Genoa sembrava voler dire solamente crisi. L’addio di bomber Piatek faceva presagire l’ennesima recessione tecnica e tattica, e invece Preziosi ha tirato fuori un nuovo coniglio dal cilindro, di nome Sanabria.

Sanabria esulta dopo il primo gol con la maglia del Genoa

Sanabria, il nuovo Piatek?

Due gol in due partite, e appena tre tiri tentati, sono un bel biglietto da visita per uno che è arrivato a sostituire quello che secondo molti è tra le stelle più limpide del nostro campionato.

“Sarà tutto diverso rispetto alla mia prima avventura italiana, all’epoca ero troppo giovane. Io il nuovo Piatek? Non l’ho mai visto giocare”

Nei settori giovanili Antonio Sanabria aveva incantato tutti, passando tra i tanti nella cantera del Barcellona. E non è mai un caso quando ti chiamano da quelle parti.

Arrivato tra in grandi forse troppo presto, a Roma lo ricordano come un bel mucchio di belle speranze mai realizzate, o poco più. Tra Sporting Gijon e Betis però ha mostrato le sue doti migliori e ad oggi, a nemmeno 23 anni, sembra intenzionato e  pronto a conquistare finalmente il posto che gli spetta tra i grandi.

Genoa è una piazza difficile ma che sa regalare molto calore ai suoi pupilli. Le vedove di Piatek sono sull’attenti, sarà Sanabria il nuovo bomber?

 

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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