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Se lo si osserva adesso, si vede un campione, uno che porta sul petto con fierezza le due stelline mondiali della Francia e nella borsa i 120 milioni della clausola rescissoria, pagata dal Barcellona per liberarlo dalla ricchissima esperienza in colchonero, all’Atletico di Madrid.

Sappiamo che Antoine Griezmann è il giocatore del momento.

Dopo cinque anni e una finale di Champions persa, ma una Liga, una Europa League e una Supercoppa Europea vinte, e caterve di gol segnati, è l’icona di un certo atleti, quello del Cholo in primis.
Ma il primo a credere in lui è l’Atleti di Griezmann, e crede soprattutto nella capacità di quest’ultimo di catalizzare gioco, palloni e trofei come una calamita, nonostante attorno a lui siano gravitati diversi numeri 9 di valore.
Sappiamo, inoltre, che il suo prossimo ingaggio, verosimilmente al Barcellona, migliorerà addirittura gli attuali 23 milioni annui che percepisce da 12 mesi a questa parte a Madrid.
Ma la storia del piccolo principe di Mâcon, non è stata sempre rosea, con gli attuali contatti con gli sponsor, caterve di follower sui social media (oltre 38 milioni tra Facebook, Twitter e Instagram) e ingaggi da capogiro.
Il metro e 76 che ora gli permette di dominare campo da gioco, sponsor, social media e stelle della legione d’onore, in passato non era abbastanza. Antoine sembrava non essere all’altezza del calcio europeo. Impensabile ai giorni nostri.

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Fier d’être français 🎖🇫🇷 . 📸 Alain Mounic / l’Équipe

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Il piccolo Antoine di Mâcon, un bambino nato col pallone attaccato al piede dall’età di 5 anni, ha dovuto proteggere il suo pallone e il suo sogno da un sorte ingenerosa.

Per essere un ragazzo che ha mangiato la merda… tanto di cappello

Alain Griezmann

La voglia di giocare c’era, come c’era l’ambizione di fare del calcio il suo lavoro, ma la patria che ora lo idolatra e lo erge a modello per le future generazioni, non è stata troppo gentile con lui nel suo girovagare alla ricerca di una squadra che gli affidasse la sua maglia numero sette.
Numerosi sono stati i weekend del piccolo Antoine passati a fare provini in giro per la Francia, altrettanto numerosi sono stati gli esiti negativi.
Alain Griezmann, il padre del protagonista della nostra storia, non si aspettava che Antoine sarebbe mai stato professionista, perché era ormai tediato da certi parametri del calcio giovanile, che lo avevano spinto a smettere di alimentare il sogno del figlio. In un’intervista, Griezmann senior riporta:

Devi essere alto 1,80 e correre veloce. Antoine era basso e non correva veloce. (Alain Griezmann)

Metz, Montpellier, Lione, la Francia intera.
In tutto il paese il piccolo Antoine ha provato a mostrare il suo acerbo talento, ma nessuna di queste grandi città vedeva quello che nel 2018 avrebbe visto tutto il mondo: il talento cristallino di Grizou che, giocando a tutto campo, porta la formazione transalpina alla Coppa del mondo. Vent’anni dopo.
Antoine a 14 anni ha la sua ultima possibilità. All’epoca era in prova al Montpellier.
Ennesimo provino e stesso esito: Antoine è in tribuna.
Ciò che non sapeva è che quella tribuna gli avrebbe portato fortuna. Quel giorno incontra Eric Olhats, un osservatore della squadra basca di San Sebastian, la Real Sociedad.
Antoine aveva con sè una scatola di biscotti, allora Eric gliene chiese uno e iniziarono a parlare.
A fine conversazione la proposta che venne fuori da quell’incontro era di un nuovo provino.
No, non in Francia. La Francia non aveva occhi per vedere quello che Eric aveva visto e che Antoine portava nel cuore, ma in Spagna a San Sebastian, per partecipare ad un torneo nelle file del club che Eric rappresentava.
In famiglia pensarono all’ennesimo provino, l’ennesima potenziale amarezza sul volto del piccolo Antoine, ma alla fine la decisione fu presa.
Antoine doveva andare in Spagna
945 km separavano Antoine dal suo sogno, dal momento nel quale sarebbe diventato un professionista.
Griezmann si trasferisce a San Sebastian, partendo a 14 anni per il suo viaggio nella cantera del club basco.
Una strada, questa, lastricata di panchine; panchine che col senno di poi saranno di lusso, eppure nemmeno alla Real Sociedad il futuro campione mondiale riesce a giocare con continuità.
Il gap linguistico iniziale, la lontananza dalla famiglia e la mancanza di minuti giocati, portano il giovane talento di Mâcon nella disperazione.
Arriva, addirittura, il punto nel quale pensa di lasciare la Spagna. Quando, dopo 5 anni alla Real Sociedad, gioca un torneo estivo da protagonista e i baschi decidono di fargli un contratto da professionista.
Come cresceva il ruolo di Antoine nella squadra, così cresceva anche il club che aveva scommesso su di lui. Dal 2010 in poi, con la promozione nella Liga fino alla qualificazione ai preliminari di Champions, le presenze e il suo nome nel tabellino dei marcatori divennero un abitudine. Quando poi, ad agosto del 2013, durante il preliminare di CL, una straordinaria semi-rovesciata di Griezmann manda gli spagnoli nella massima competizione europea, non ci sono più dubbi. È nata una stella.
Adesso, da quell’agosto 2013, i gol (oltre 130 con l’Atletico) e i trofei in carriera (ben sei in sei anni) sono passati alla storia del calcio.

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130 ⚽⚽ 🙏🏼 Merci 🙏🏼

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Quello che non viene scritto, ma lo facciamo noi di RDL , è che prima di diventare il quarto acquisto più caro della storia del calciomercato di sempre, dopo Neymar, Mbappé e Coutinho, Antoine è stata una riserva di lusso, e contando il valore della sua clausola rescissoria, potremmo dire, arrogandoci una licenza stilistica, una riserva d’oro.

Autore

Classe ‘87, cresciuto con un padre calciofilo, si accorge del calcio solo a 7 anni durante il mondiale di USA ‘94 perché incuriosito nel guardare tutti quegli adulti gioire e poi piangere davanti al televisore da un momento all’altro. Infatuato, vede la sua prima partita allo stadio in quello stesso anno e decide che da grande farà il calciatore. Il più maturo innamoramento per il marketing e la comunicazione prima e, il matrimonio-riparatore con i social network, dopo, diventano il suo lavoro a tempo pieno, ma con un occhio fisso al prossimo turno di campionato.

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