Deve essere andata più o meno così.
“Quanto volete per il ragazzo magro che corre sulla fascia?”
“El Fideo?”
“Si, lui”
“Bah, ha solo 6 anni”
“Fate un prezzo”
“Soldi mi sembrano eccessivi, facciamo 26 palloni e stiamo pace”.

26 palloni e ce lo portiamo al Rosario

È questo il prezzo pagato dal Rosario Central per acquistare Angel Di Maria dal piccolo club El Torito. Mai avrebbero potuto immaginare i dirigenti del piccolo club del barrio di Rosario, che un bambino magro e timido di soli 6 anni sarebbe potuto diventare uno dei campioni di fama mondiale in grado di indossare le maglie di Benfica, Real Madrid, Manchester United e Paris Saint Germain e diventare uno dei pilastri della nazionale argentina.
Non sappiamo il nome, ma se c’è una persona da ringraziare per la nascita di una stella del calcio mondiale è il medico della famiglia Di Maria; fu lui a consigliare a mamma Diana di far giocare il figlio a calcio. Infatti, il fisico troppo gracile e magro e la sua andatura dinoccolata richiedevano la pratica di uno sport. E mai consiglio fu più indovinato, anche perché in casa il piccolo Di Maria rompeva ogni cosa giocando con il pallone.

Di Maria, sacrifici e mani sporche di carbone

Il salto da El Torito al Rosario Central non è stato però così semplice. Formarsi e diventare un calciatore professionista ha richiesto tanti sacrifici. La mamma quasi ogni giorno lo accompagnava in bicicletta agli allenamenti e una volta cresciuto, mentre era nelle giovanili, aiutava il padre a distribuire legna e carbone arrivando spesso agli allenamenti con le mani sporche e con qualche piccola ferita.

Inizia così la carriera del Fideo, con tanti sacrifici e un sogno: esordire nella prima squadra delle Canallas, la squadra della sua città, il Rosario Central. Il sogno si avvera quando una istituzione del calcio a Rosario come Don Angel Tulio Zof decide di far esordire Di Maria in prima squadra: è il 2005 e la partita è Independiente – Rosario Central. A 20’ dalla fine lo Spaghetto fa il suo esordio nel torneo Apertura con il risultato di 2-0 per l’Independiente che schiera con il numero 10 il Kun Aguero. Bastano pochi minuti e Di Maria, prima fa impazzire i difensori avversari con una azione sulla fascia. Poi un suo cross da il via al goal del momentaneo 2-1 di Ruben. La partita finirà 2-2 ma la carriera di Ángel Fabián Di María Hernández decollerà.

Murales Angel Di Maria El Fideo

L’arrivo in Europa e i titoli

In Europa arriva al Benfica per 6 milioni di euro nel 2007, per sostituire Simao Sabrosa. I primi anni non sono semplicissimi perché troppo imbrigliato a dettami tattici e perché catalogato come uomo di fascia tutto estro e dribbiling. Ma è proprio in uno di questi anni che con un goal meraviglioso consegna il titolo olimpico all’Argentina. In finale contro la Nigeria a Pechino 2008, al 58′ Riquelme ruba palla, Messi la riceve si gira osserva e imbuca Di Maria con un passaggio in profondità, El Fideo corre, veloce come sa e con un tocco morbidissimo supera il portiere con un pallonetto. 1-0 e oro olimpico.

Nel 2010 viene acquistato dal Real Madrid e con due signori allenatori come Mourinho e Ancelotti conquista uno scudetto, la decima Champions League e si afferma come uno dei crack del calcio mondiale. Ai mondiali 2014 trascina l’albiceleste fino ai quarti di finale costretto da un infortunio a non godersi il sogno mondiale fino alla finale con la Germania.
Passa al Manchester United per una cifra astronomica di 78 milioni e mezzo di euro ma l’amore con un altro mostro sacro della panchina come Van Gaal non decolla e per la modica cifra di 63 milioni di euro passa al Paris Saint Germain.

L’affermazione definitiva nel PSG

Sacrificio, applicazione, tanta corsa, estro e classe innata fanno del Fideo un giocatore ormai completo in grado di essere trequartista, mezzala, esterno alto o “tuttocampista” ruolo che prima Jesus nel Benfica e poi Blanc nel PSG hanno deciso di affidargli. Un quotidiano argentino, La Nacion inizia un articolo su Di Maria con queste parole:

“Angel Di Maria, corre, va hasta el fondo, tira el centro. Angel Di Maria corre, retrocede, marca sobre el sector izquierdo de la cancha. Va y viene, ida y vuelta.”

Una frase che va bene sempre per El Fideo. Ieri come oggi.

Autore

Nato a Bari da padre interista, del Bari si innamora crescendo diventandone fedele abbonato. Preferisce il biancorosso al nerazzurro quando le due squadre giocano contro, ma ahimè è un evento alquanto raro negli ultimi anni. La sua natura da doppiofedista lo perseguita anche professionalmente portandolo ad essere contemporaneamente co-founder e storyteller de La Content Academy e Dottore Commercialista. Ritiene il fantacalcio una delle più grandi invenzioni dell’ultimo secolo. Gioca in una squadra di calcio a 11, con il solo scopo di poter mangiare senza ingrassare…o quasi.

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