Aggiornato:

Era forte quell’Atalanta, eccome se era forte. Era la prima pietra posta per la costruzione di un progetto a lunga durata, che oggi si traduce in “ottavi di Champions League”. Parte del merito va ad uno dei classici esterni gasperiniani, un ragazzo capace di alternare la fase offensiva alla transizione difensiva come pochi altri in Italia: in quella stagione è una delle grandi rivelazioni del campionato, in cui segna 8 reti e serve 4 assist. Il suo nome? Andrea Conti.

Bergamo nel cuore, Milano nei sogni

L’aveva sognata da piccolo la Serie A, cresciuto nel settore giovanile della squadra che l’ha consacrato. Nato ad una quarantina di chilometri da Bergamo, Andrea Conti è entrato nel mondo orobico a 9 anni, uscendoci definitivamente ad inizio luglio 2017: era arrivata la grande chiamata, l’ambizione rossonera che diventa realtà.

Conti nel settore giovanile bergamasco
Conti nel settore giovanile bergamasco (Fonte GianlucaDiMarzio.com)

Quel giovanissimo talento in alto a sinistra ha lavorato sodo, è maturato prima in Umbria (al Perugia), poi in Abruzzo (alla Virtus Lanciano) ed infine a casa, nella Bergamo nerazzurra. Quei colori, però, ora sanno di rivalità: tra sfortunati infortuni e voglia di rivalsa, Andrea Conti è parte integrante del progetto Milan.

Siamo andati alla scoperta, grazie alla sua esperienza personale, di determinati aspetti nascosti nel pianeta che ruota attorno ad Andrea Conti: dall’amore per le serie tv alla scommessa con il suo procuratore a Bergamo, buttiamoci nel mondo del terzino rossonero.

Prima di scendere in campo

Com’è ovvio che sia, un calciatore di successo non nasce in mezzo al campo: prima deve assaggiare le prime pietanze che gli offre la vita, dolci o amare che siano. Anche nel caso di Andrea, comprensibilmente, è stato così: prima di affermarsi all’interno del panorama calcistico giovanile bergamasco, Conti ha dovuto affrontare le difficoltà del quotidiano, a partire da quelle di natura economica.

Papà Fabio, infatti, faceva l’imbianchino, la mamma l’operaia ed il fratello il muratore: di certo non ci si tuffava nei dollari di ziopaperoniana memoria a casa Conti; non solo, perchè Andrea non se la passava bene a scuola (da sottolineare l’amore per l’inglese e l’odio per la matematica), nonostante il suo massimo impegno che l’ha portato al diploma: la sensazione è che avrebbe fatto un lavoro simile a quello dei suoi genitori, ma il calcio l’ha salvato.

Al più grande di casa Conti, inoltre, è legato un particolare aneddoto riguardante l’incipit della sua carriera: una leggenda afferma che Andrea abbia rifiutato il Milan dopo un provino a Milanello. Il motivo? Beh, non gli piaceva allenarsi vicino all’aeroporto di Linate: verità o bugia? Vada per la seconda opzione, poiché Andrea ha smentito categoricamente: non scelse il Milan solo per volontà paterna, che l’ha spinto all’Atalanta.

Le maglie da gioco: parte integrante del mondo di Andrea Conti

Ha costruito il suo avvenire sempre lì, su quella fascia cavalcata per kilometri da Lanciano a Milano, passando per Bergamo. Proprio con gli orobici, la numero 24 è stata fin da subito riconducibile al suo nome; quando è arrivato sulla sponda rossonera del Naviglio, però, ha scelto di dimezzarlo, passando al 12: una scelta romantica, poichè frutto della somma tra 2 (giorno in cui è nato) ed il 10 (giorno di nascita della sua compagna, la quale ha da poco messo al mondo suo figlio Leonardo).

Andrea Conti e la sua numero 12 rossonera
Andrea Conti e la sua numero 12 rossonera (Fonte profilo IG @contiandrea12)

Oltre ad essere affezionato alle proprie, però, Andrea è un amante delle maglie indossate da altri calciatori, specialmente da coloro che ha incontrato in campo, dai compagni (di squadra o in Nazionale) agli avversari, come Buffon, Totti e Barzagli, ad esempio. Siamo sicuri, però, che nella collezione Conti vorrebbe lasciare spazio anche alla divisa del suo idolo, quel Dani Alves che ha affrontato in un’Atalanta-Juventus.

Atalanta-Juventus 2-2: a segno, tra gli altri, anche Conti e Dani Alves

Il suo amore per il calcio: dai ricordi agli aneddoti

Si tratta di una di quelle cose che in milioni sognano sotto le coperte, prima di chiudere gli occhi per dormire: è il sogno di ogni bambino, vedere una rete in Serie A gonfiarsi dopo aver calciato. Ovviamente Andrea Conti non fa eccezione, poichè la marcatura in una trasferta a Verona è uno dei suoi ricordi più belli legati al mondo del calcio; sicuramente, però, non vanno esclusi gli esordi in Serie A ed in Nazionale.

Tornando ai gol segnati, Andrea riconosce un’importanza indissolubile a tutti i suoi 18 gol tra Primavera e professionismo; dal punto di vista estetico, però, questa è la sua rete più bella:

La prodezza balistica di Conti contro il Genoa

Per quanto riguarda l’aneddoto accennato in precedenza, bisogna salire a bordo della DeLorean contiana e spostarsi nel gennaio 2017: Andrea stava maturando calcisticamente nell’Atalanta del Gasp, ma aveva siglato solo un gol. A quel punto, quindi, il suo procuratore gli lancia la sfida: “Se alla fine della stagione hai fatto 5 gol ti regalo un orologio”. Andrea, senza titubare, risponde: “Se ne faccio 8 mi regali anche la tua macchina”.

La morale della storia è facilmente pronosticabile: il campionato finisce ed Andrea si ritrova con un orologio regalato. E la macchina, tanto per gradire.

Com’è Andrea Conti fuori dal campo?

La parabola calcistica del nativo di Lecco, prima o poi, dovrà portare a degli scarpini al chiodo; quel momento, però, sembra talmente lontano che non ha ancora destato preoccupazioni ad Andrea, che si auspica di avere davanti a sé ancora 10 anni di carriera.

andra conti curiosità casa di carta
(Dalla nostra pagina Instagram)

Delle certezze extra-campo, però, ci sono anche ora. Nonostante la necessità di un’alimentazione sana ed equilibrata, non si priva della buona cucina italiana: letteralmente, Andrea adora cibi grassi ed unti, come ad esempio la carbonara. Un’altro chiodo fisso dell’ex Atalanta, invece, sono le serie tv ed i film d’azione; non solo San Siro, ma anche divano e Netflix: oltre al pianeta rossonero, infatti, Conti ama “Prison Break”, “Vis a vis” e “La casa di carta”.

Lascia un commento

Top