“Ah, da quando il Gallo non canta più…”. Parafrasando le parole di Cremonini si ottiene il pensiero della stragrande maggioranza degli appassionati di calcio in Italia. Una delle promesse più attese del nostro campionato, uno dei giovani di maggior prospetto in grado di siglare il cartellino dei marcatori per 26 volte nella stagione 2016/2017, non alza più la cresta da un po’.

L’esordio tra i professionisti a soli 18 anni tra le fila dell’Albinoleffe, maglie da titolare conquistate a suon di gol e la casacca azzurra della nazionale che lo accompagna ormai dall’Under19. Fino a questa tornata di convocazioni in cui il CT Mancini ha deciso, giustamente purtroppo, di lasciarlo a casa. Una doccia fredda per il Gallo, che fatica a riprendersi dal brutto infortunio che ha caratterizzato la sua passata stagione e che sembra aver spento il fuoco nei suoi occhi.

Nel calcio di oggi ci sono pochissimi giocatori che riescono a far venire la pelle d’oca quando li guardi giocare. Belotti è uno di questi. Non è solo molto forte, ma sa trasmettere tanto alla propria squadra, ai compagni, ai tifosi e a tutti gli appassionati di pallone.

Hernan Crespo, uno che quel pallone lo sapeva mandare in porta e anche discretamente bene, ha deciso di descrivere così ilGallo. Eredità pesante che si somma al momento difficile che sta passando Andrea. Prima che il gallo canti (nuovamente) però c’è bisogno di rialzare la cresta. C’è bisogno di ritrovare la fiducia persa e, soprattutto, di metterla dentro con tutta la forza e la sana rabbia di questo mondo.
Noi lo aspettiamo qui, con la voce strozzata in gola pronti a cantare di nuovo.

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

Lascia un commento