Come comincia la storia del portiere più forte del mondo, o giù di lì?
Cosa scatta nella testa di un futuro campione, quando di colpo spalanca le ali per volare, da un lato all’altro della porta, infrangendo i sogni dei tifosi avversari?

Mondiale 1998. Ho 5 anni. Mio fratello Muriel ne ha 10. Stiamo guardando la semifinale Brasile-Olanda a casa di mia zia e ovviamente era una grande festa. Mia zia aveva preparato di tutto, c’era una grande torta e tutto il resto. La partita finisce ai rigori, mio padre e mio zio stanno impazzendo. Non possono sopportare la pressione. Non possono nemmeno sedersi. Quando Taffarel para l’ultimo penalty, mio ​​padre corre dal soggiorno alla cucina urlando a testa bassa, e allora cosa fa?… Si butta di faccia proprio nella torta. E poi torna di corsa nel soggiorno con una glassa su tutta la faccia, urlando, “Stiamo andando in finale! Andiamo in finale!”. Era la cosa più divertente che avessi mai visto. Mio padre era pazzo, nel migliore dei modi.

Lo stesso Alisson Becker a parlarcene. A spiegarci senza alcun freno tramite i microfoni di theplayerstribune.com cosa è stato il calcio per lui, agli inizi della sua carriera. Un predestinato, cresciuto a pane, palloni e guanti tra le mura di casa. Vissuto con il modello dell’uomo che ruba i sogni all’avversario. Il portiere, la linea di confine tra la gioia che esplode ed un urlo strozzato in gola.

Mia madre faceva il portiere della sua squadra di pallamano a scuola. Il mio bisnonno giocava in porta per una squadra di dilettanti nella mia città natale, Novo Hamburgo. E mio padre era il portiere nella sua squadra aziendale. Quindi forse tutto questo faceva parte del piano che Dio aveva per me, sapete?

Shop riserva di lusso

Protagonista assoluto della cavalcata che ha portato il Liverpool alla vittoria della Champions League, portiere considerato a buon diritto almeno tra i primi tre al mondo.

Impensabile, attualmente, immaginarlo non titolare in qualsiasi formazione del pianeta. Eppure appena una manciata scarsa di stagioni fa, non abbastanza da comprendere tutte le dita di una mano, è approdato in Serie A per fare la riserva. Per prendersi l’onore dei riflettori nello sprazzo di campo concessogli quando bisognava far riposare Szczęsny, alla Roma. Uno, Szczęsny, che per inciso ha avuto come secondi due giocatorini del calibro di Alisson e Buffon.

Con il passaggio del portiere polacco alla Juventus, agli albori della stagione 2017/2018, sono bastate un paio di partite o poco più al talento brasiliano per uscire dal limbo delle Riserve di Lusso per prendersi il posto che più gli spettava nella storia.

Il passaggio al Liverpool il 19 luglio 2018 per una cifra intorno ai 70 milioni euro, portandolo ad essere il portiere più pagato della storia scavalcando un tizio di nome Gianluigi Buffon in questa speciale classifica (record durato il tempo di un colpo di reni per levare la palla dal sette, vedasi Kepa) e una serie infinita di prestazioni sopra la media.

Il resto lo conosciamo già.

Tanti auguri Alisson Ramses Becker da Novo Hamburgo.

Autore

Cresciuto a suon di pizza, calcio e fogli sparsi sulla scrivania. Amo in egual misura il rumore delle dita che battono sulla tastiera e il turno infrasettimanale, il boato allo stadio dopo un gol e il tè a casa durante gli anticipi delle 18.

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