La sua carriera è un’infinita, intensa scalata. Un percorso benedetto da due fattori: il talento e i giusti alleati.

Quando Gianluca Vialli si è affacciato al calcio dei grandi aveva una montagna di ricci castani su una faccia imberbe, un fisico esile avvolto nella maglia grigiorossa della Cremonese. Nel 1984 lo sliding doors perfetto: il passaggio alla Sampdoria, dove la crescita si fa da graduale a esponenziale. Gli incontri col gemello Mancini, papà Mantovani in regia, un maestro come Boskov in panchina e una generazione presto ribattezzata Sampd’oro. Gianluca vince una Coppa Italia e poi un’altra e un’altra ancora, l’ultima anche con il record di gol nella competizione (13). Nel ‘90 la scalata all’Europa con il successo in Coppa delle Coppe e il titolo di capocannoniere (7 gol).

La storia però viene marchiata a fuoco l’anno dopo: scudetto e ancora mr gol. Sotto con la vecchia Coppa dei Campioni. Vialli segna 6 gol e conduce i suoi in finale contro i mostri del Barcellona del santone Crujiff. Gliene basta un altro per prendersi l’ennesima palma di goleador e la Coppa dalle grandi orecchie. Il mitologico Zubizarreta, però, dice no a tutti i suoi tentativi e Koeman spegne la luce. La storia blucerchiata finisce così, tra le lacrime.

Roby Baggio-Ravanelli-VialliLuca risponde alle sirene della Juve ma i suoi primi due anni sono un disastro tra infortuni e scelte tattiche inspiegabili. Poi, la svolta. Vialli cambia look, si abitua anzitempo al pelato, ritrova forma fisica e fascia di capitano con Lippi. Al suo fianco Ravanelli e il giovane Del Piero. Con loro è subito scudetto e ancora Coppa Italia. All’orizzonte la Coppa dalle grandi orecchie: la Juve è inarrestabile e macina avversari fino alla finale di Roma con l’Ajax. Vialli tiene a battesimo i gol alla Del Piero e le esultanze di Penna Bianca, l’ultima proprio all’Olimpico, dove servono i rigori per abbandonarsi alla gioia di quella Coppa al cielo. Con il successo arrivano anche i saluti. L’impresa è compiuta. Luca risponde alla chiamata di Gullit al Chelsea, poi lo sostituisce da allenatore-giocatore, #riservadilusso che solleva Coppa delle Coppe, Football League Cup e Supercoppa Europea. Salutate l’hall of famer.

Autore

Barese di nascita, milanese di adozione, bolognese per lavoro. Neo-papà di Carlotta e marito di Valentina. Come chi nasce al mare ho solo tre lati e una mente aperta. Comunicatore aziendale, appassionato di fantacalcio, un trascorso da giocatore/coach di basket, ora runner.

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