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Velocità, forza e dribbling. Dopo diverse stagioni condite da alti e bassi, l’ex allievo della Masia Adama Traoré sembra aver trovato finalmente la sua dimensione ideale dalle parti del Molineux, imponendosi come una delle rivelazioni dell’attuale stagione di Premier League.

Una vita di corsa

Nel 2004 a soli 8 anni Adama entra a far parte della cantera blaugrana, colori che indosserà per 11 anni fino ad arrivare ad esordire in prima squadra, sia in patria che in Europa ma tuttavia non avendo mai la possibilità di affermarsi con la prima squadra. L’esordio del 23 novembre 2013, appena 17enne, rimarrà la sua unica presenza nella Liga con i blaugrana, tre giorni dopo arriverà quello in Champions League e circa un anno dopo realizzerà il suo primo ed unico gol nella gara di Copa del Rey contro l’Huesca, prima di esser ceduto all’Aston villa a titolo definitivo nell’estate del 2015.

(Quasi non sembra lui vero?)

Arrivato in pompa magna e con grandi aspettative, le cose non vanno proprio secondo i piani. Complici anche diversi infortuni che lo tengono spesso lontano dal campo riesce a raccogliere solo 10 presenze (oltretutto quasi sempre da subentrato), non riuscendo mai a mettere in mostra le sue potenzialità. La sua prima annata in terra inglese termina con una retrocessione, e dopo appena un anno con i Villans viene acquistato dalla neopromossa Middlesbrough.

Con la maglia del Boro passerà due stagioni. Nella prima riuscirà a trovare continuità, giocando 27 partite, senza però mai essere decisivo in fase realizzativa, annata che inoltre si concluderà nuovamente con una retrocessione in Championship. La stagione in serie cadetta va decisamente meglio per Adama che contribuisce alla causa biancorossa con ben 5 gol e 10 assist, numeri che convincono i dirigenti Wolves a portarlo in estate dalle parti del Molineux per la cifra di venti milioni di euro.

Balla coi lupi

He’s unplayabale in moments, it’s unbelievable. What a player.

Queste sono le parole con cui Jurgen Klopp ha descritto Adama Traoré al termine della sfida di Premier dello scorso 23 gennaio. Terminata 2-1 in favore del Liverpool, Adama si è messo in mostra con l’assist per Jimenez del momentaneo pareggio e con alcuni strappi tipici del suo repertorio. Parole quelle di Klopp, che sono a testimonianza dello status che si sta creando intorno all’ala di orgini malesi, status creatosi in questa prima metà di stagione, dato anche la prima annata con i Wolves non era stata entusiasmante dal punto di vista dei numeri.

Per cercare di capire il fenomeno Traoré iniziamo a prendere in considerazione alcuni statistiche. Innanzitutto a circa metà stagione risulta già vicino alla sua miglior annata (2017/2018 con il Middlesbrough di cui parlavamo prima), infatti può contare a referto già 5 gol e 7 assist in Premier. Ma i numeri che più risaltano agli occhi e che ci permettono anche di capire il tipo di giocatore di cui stiamo parlando sono quelli che spesso non finiscono sugli almanacchi. Da inizio stagione Adama risulta uno dei giocatori che ha subito più falli, portando spesso gli avversari a subire sanzioni disciplinari (27 gialli causati è un numero impressionante), ma soprattutto è uno dei giocatori che permette alla propria squadra di guadagnare più campo palla al piede, un po’ come se fosse quello che nel rugby viene chiamato ball carrier, riferimento non casuale dato il fisico statuario che si ritrova.

Adama Traoré
Il fisico appunto… la cosa che probabilmente contribuisce di più a rendere tanto accattivante la figura di Adama Traoré.

Un fisico inusuale per un giocatore di calcio, che però oltre a contribuire alla sua fama, è alla base del suo modo di giocare. Senza quelle capacità fisiche probabilmente oggi non si parlerebbe altrettanto di lui. Tralasciando le leggende che girano intorno alle sue innate doti fisiche, Adama può contare su una mole di circa 92kg distribuita su 178cm, i quali gli forniscono una potenza e forza muscolare fuori dal comune, che coadiuvati da una progressione da centometrista lo rendono un avversario piuttosto ostico, preferibilmente da evitare, nell’uno contro uno.

Del resto il gioco dell’ala wolves si basa soprattutto su questo fondamentale, dove una discreta tecnica di base associata alle già sopraccitate capacità fisiche gli permettono quasi sempre di avere la meglio sull’avversario. Qualità che vengono messe ancor più in evidenza in un campionato come la Premier, dove spesso le difese sono costrette a difendere a campo aperto causa dei numerosi ribaltamenti di fronte. Risulta chiaro che un giocatore con determinate qualità diventa devastante negli spazi aperti, potendo anche semplicemente lanciare il pallone oltre l’avversario per poi rincorrerlo, sicuro di arrivare prima di questo.

Cosa manca ad Adama Traoré?

Aldilà di ciò che si è detto il gioco di Adama resta colmo di lacune. L’ex blaugrana predilige giocare lungo la linea laterale ricevendo la palla sui piedi, ciò limita molto le possibili scelte dei suo compagni quando il possesso si sviluppa dal suo lato di gioco, venendo a questi preclusa la scelta di un passaggio in profondità o tra le linee. Un punto non trascurabile, ma che nell’attuale schema utilizzato da Nuno Espírito Santo viene mascherato dalle sovrapposizioni di Doherty (inizialmente i due si alternavano sulla fascia mentre ora giocano spesso insieme), che nella maggior parte dei casi va ad occupare gli spazi trascurati dal compagno. Ed è proprio su quel binario che il Wolverhampton riesce a trovare gli sbocchi principali

Altro difetto evidente del gioco di Traoré sono le frequenti scelte sbagliate al momento di effettuare il passaggio decisivo. Nonostante contribuisca alla causa con numerosi assist, Adama non risulta dotato di una grande visione di gioco, fattore evidenziato dal suo modo di giocare. Partendo assiduamente con l’idea di puntare l’uomo, spesso finisce con l’ignorare i movimenti dei compagni, rendendo le sue scelte spesso prevedibili.

Adama Traoré

Nonostante i difetti, il suo contributo in fase offensiva è innegabile, e risulta fondamentale nei momenti statici della partita essendo capace di creare la superiorità numerica dal nulla. Mettendo da parte i difetti Adama rimane uno dei giocatori più divertenti e più inusuali del panorama calcistico internazionale, capace di quelle giocate fuori dall’ordinario che portano alle ovazioni da parte del pubblico. Il suo modo di giocare associato alla figura ne fa uno di quei giocatori di culto che rimangono nell’immaginario collettivo aldilà dei successi sul campo, coloro che “the streets will never forget” come dicono in Inghilterra.

Ancora 23enne, molto della sua carriera, e delle possibilità di approdare in un grande club dipenderà dalla capacità e dalla volontà di limare i limiti del suo gioco. Sarà curioso seguire l’evoluzione dei prossimi anni di un giocatore tanto particolare a cui certo non mancano le doti per fare bene. La cosa certa è che Adama continuerà a far divertire il pubblico a lungo.

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